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La valutazione bio-medica funzionale di un giocatore

di Fabrizio Borra

Massofisioterapista con una lunga esperienza con atleti in differenti sport, dal ciclismo, alla Formula Uno, al calcio, al basket ed al rugby, è stato il primo in Italia ad adottare la riabilitazione degli infortuni in acqua. Dirige lo Sport Medicine Center a Forlì.

 

Nell'ambito della prevenzione, si è evidenziato come l'atleta necessiti sempre più di una metodica valutativa per mettere in luce gli eventuali deficit funzionali nell'ambito del pattern di attivazione neuro-muscolare che ritroverà in seguito durante il gesto tecnico specifico, e di quelli legati all'equilibrio posturale. Il poter disporre di diverse metodologie di studio della funzione neuromuscolare, oltre quella biomeccanica-posturale costituisce senza dubbio il più razionale e corretto criterio valutativo in ambito funzionale; per mettere in condizioni il terapista ed il preparatore atletico di iniziare il loro lavoro di sviluppo delle prestazioni dell'atleta con grandi facilitazioni e senza scompensi che possano degenerare in patologie.

Una serie di valutazioni sfruttate normalmente nelle fasi riabilitative in modo singolo, ma che se incastrate in un "puzzle" ben preciso, possono costruire in modo dettagliato l'equilibrio biomeccanico-posturale e neuromuscolare di un atleta.

Troppo spesso l'atleta, nell'ambito della sua carriera, obbliga il suo corpo alla ricerca di compensi dovuti a sovraccarichi o traumi non recuperati in modo completo; compensi cercati dall'atteggiamento di difesa del nostro corpo, che spesso non essendo sintomatici, difficilmente vengono evidenziati, la cui presenza crea però limitazioni sulla funzionalità. Sono noti i pro ed i contro del test Isocinetico, usato nella maggioranza dei casi per valutare gli squilibri muscolari, e di quello Isometrico usato come ottimo strumento d'indagine delle capacità contrattili del muscolo, e le proprietà del bilancio posturale, attraverso i suoi test clinici, o attraverso pedane stabilometriche e baropodometriche, mi soffermerò invece, su due dei numerosi nuovi test sviluppati dal centro Studi e Ricerche Globus, in collaborazione con il Dr. N. Bisciotti Ph. D. ed alcuni rieducatori, che ritengo fondamentali nella ricerca del quadro di deficit funzionale di un giocatore di basket.

Lo stiffness test

Per comprendere il concetto di stiffness, dobbiamo definire il concetto di elasticità, da un punto di vista meccanico, per poi arrivare al concetto di elasticità di un complesso biologico come appunto nel caso dell'Unità Muscolo Tendinea (UMT). L'elasticità è definibile come la proprietà dei corpi, che subiscono una deformazione, per effetto di una sollecitazione esterna, di riprendere, almeno parzialmente, la forma ed il volume iniziali, al cessare della sollecitazione stessa. Per cui in un "continuum elastico" ossia un continuum ideale nel quale ad un estremo vi sia comportamento totalmente anelastico dato da un eccessiva rigidità del sistema (stiffness) e dall'altro un comportamento altrettanto anelastico ma questa volta causato da un'eccessiva deformabilità del sistema stesso (compliance), il comportamento elastico si troverà in una posizione centrale del continuum, in cui ritroveremo un ottimale compromesso tra la deformabilità e la rigidità del materiale considerato.  

Come si ottiene l'elasticità ideale del complesso muscolo-tendineo?

L'elasticità ideale di un complesso biologico come l'UMT, implica quindi una compliance tale da permettere un ottimale accumulo di energia elastica durante la fase eccentrica del movimento ed una stiffness che consenta un'efficace e rapida riconversione di quest'ultima in lavoro meccanico durante la fase concentrica, minimizzando l'effetto di termodispersione.

In che ambito patologico è indicato l'utilizzo dello Stiffness Test?

Grazie allo Stiffness Test è possibile stabilire lo spostamento delle caratteristiche elastichedell'UMT della gamba sul continuum elastico in seguito ad una patologia tendinea a carico del tendine di Achille. Tramite questo tipo di test si è infatti in grado di quantificare la stiffness dell'UMT della gamba e quindi del tendine di Achille in particolare.

Figura 1

Figura 1: anche un minimo cambiamento delle caratteristiche dell'UMT, sia nel senso di una maggior stiffness, oppure di un accresciuta compliance, può allontanare l'UMT stessa dalla propria zona di "elasticità ideale" determinandone quindi uno scadimento del rendimento meccanico durante un movimento che comporti un ciclo stiramento-accorciamento.

Protocollo del Test

Il calcolo della stiffness (espressa in N . m-1 . kg-1) è possibile grazie ad un protocollo di test durante il quale viene richiesto al soggetto di effettuare 5" di balzi monopodalici a ginocchio esteso con impegno massimale sia sull'arto leso che sul controlaterale sano su di una pedana a contatto (Ergo Tester, Globus Italia).

Come si interpretano i dati dello Stiffness Test?

Un aumentato valore di stiffness indica un irrigidimento dell'UMT stessa mentre, al contrario,

una diminuzione del valore di stiffness testimonierà un aumento della compliance dell'UMT.

Uno spostamento, in conseguenza ad un evento traumatico e/o chirurgico, delle caratteristiche elastiche del tendine Achilleo sul continuum elastico, sia verso una maggior compliance oppure al contrario verso una maggior stiffness, comporta costantemente un'apprezzabile scadimento dell'espressione meccanica dell'UMT stessa. Grazie allo Stiffness Test è possibile verificare se lo scadimento meccanico subito dall'UMT sia da attribuirsi ad un aumento della compliance oppure della stiffness, potendo in tal modo indirizzare in modo obbiettivo e chiaro il conseguente piano riabilitativo, il cui scopo sarà quello di riportare le caratteristiche elastiche dell'UMT verso la zona di elasticità ideale .

Il synchro plates test

Il balzo è stato da sempre, nell'ambito dello studio del movimento umano (ma anche animale) il gesto maggiormente "vivisezionato" da biomeccanici e fisiologi, anche per il fatto che il salto viene considerato come il movimento "balistico per eccellenza". Oltre a ciò è un ulteriore aspetto di estremo interesse nell'ambito del balzo effettuato attraverso un ciclo stiramento-accorciamento (ossia facendo precedere il balzo da una fase di contromovimento), è costituito dal fatto che nell'esecuzione del salto stesso si ripercorrono, nell'ambito di poche centinaia di millisecondi, tutti i possibili patterns di attivazione neuro-muscolare. E' possibile, quindi, suddividere il salto in diverse fasi ognuna delle quali è caratterizzata da un diverso tipo di comportamento neuromuscolare, paragonando le diverse fasi dell'arto leso e del controlaterale sano, registrate durante il protocollo dei test. In tal modo diviene possibile evidenziare nell'arto leso gli squilibri attribuibili ai diversi comportamenti neuromuscolari tipici di ogni fase indagata.

Figura 2

Figura 02 : le diverse fasi evidenziabili dal Synchro Plates; oltre alle fasi sopra descritte di overstretching eccentrico, massima produzione di forza eccentrica, di spinta concentrica e d'impatto, sono evidenziate anche le fasi di stabilizzazione isometrica, la fase di volo, la fase eccentrica di pre-stabilizzazione e la fase isometrica di stabilizzazione.

Protocollo del Test

Il protocollo del Synchro Plates Test è molto semplice e prevede l'esecuzione di un balzo con contromovimento e stabilizzazione sulla ricaduta con l'angolo delle ginocchia a 90¡.

Che dati fornisce il Synchro Plates test?

Il Synchro Plates test suddivide automaticamente il balzo nelle differenti fasi fornendo, per ognuna di esse, i dati maggiormente indicativi di cui i principali sono:

Fase di over stretching eccentrico: indica la massima velocità di stiramento alla quale il complesso muscolo tendineo degli estensori della gamba può essere sottoposto durante la fase eccentrica di contromovimento, evidenziando naturalmente le differenze tra i due arti

Fase di massima produzione di forza eccentrica: registra la massima forza prodotta durante la fase eccentrica del movimento da parte degli estensori della gamba paragonando i valori dei due arti.

Fase di spinta concentrica: evidenzia la possibile differenza di produzione di forza espressa dai due arti durante la fase concentrica di spinta che precede la fase di volo.

Fase d'impatto: registra la forza esercitata al momento dell'impatto susseguente al momento della presa di contatto al suolo, evidenziando gli eventuali meccanismi di tipo protettivo messi in atto a carico dell'arto leso.

I testi

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