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Nell'ambito della prevenzione, si è evidenziato come l'atleta
necessiti sempre più di una metodica valutativa per mettere in
luce gli eventuali deficit funzionali nell'ambito del pattern di
attivazione neuro-muscolare che ritroverà in seguito durante il
gesto tecnico specifico, e di quelli legati all'equilibrio
posturale. Il poter disporre di diverse metodologie di studio
della funzione neuromuscolare, oltre quella
biomeccanica-posturale costituisce senza dubbio il più razionale
e corretto criterio valutativo in ambito funzionale; per mettere
in condizioni il terapista ed il preparatore atletico di
iniziare il loro lavoro di sviluppo delle prestazioni
dell'atleta con grandi facilitazioni e senza scompensi che
possano degenerare in patologie.
Una serie di valutazioni sfruttate normalmente nelle fasi
riabilitative in modo singolo, ma che se incastrate in un
"puzzle" ben preciso, possono costruire in modo dettagliato
l'equilibrio biomeccanico-posturale e neuromuscolare di un
atleta.
Troppo spesso l'atleta, nell'ambito della sua carriera, obbliga
il suo corpo alla ricerca di compensi dovuti a sovraccarichi o
traumi non recuperati in modo completo; compensi cercati
dall'atteggiamento di difesa del nostro corpo, che spesso non
essendo sintomatici, difficilmente vengono evidenziati, la cui
presenza crea però limitazioni sulla funzionalità. Sono noti i
pro ed i contro del test Isocinetico, usato nella maggioranza
dei casi per valutare gli squilibri muscolari, e di quello
Isometrico usato come ottimo strumento d'indagine delle capacità
contrattili del muscolo, e le proprietà del bilancio posturale,
attraverso i suoi test clinici, o attraverso pedane
stabilometriche e baropodometriche, mi soffermerò invece, su due
dei numerosi nuovi test sviluppati dal centro Studi e Ricerche
Globus, in collaborazione con il Dr. N. Bisciotti Ph. D. ed
alcuni rieducatori, che ritengo fondamentali nella ricerca del
quadro di deficit funzionale di un giocatore di basket.
Lo
stiffness test
Per comprendere il concetto di stiffness, dobbiamo definire il
concetto di elasticità, da un punto di vista meccanico, per poi
arrivare al concetto di elasticità di un complesso biologico
come appunto nel caso dell'Unità Muscolo Tendinea (UMT).
L'elasticità è definibile come la proprietà dei corpi, che
subiscono una deformazione, per effetto di una sollecitazione
esterna, di riprendere, almeno parzialmente, la forma ed il
volume iniziali, al cessare della sollecitazione stessa. Per cui
in un "continuum elastico" ossia un continuum ideale nel quale
ad un estremo vi sia comportamento totalmente anelastico dato da
un eccessiva rigidità del sistema (stiffness) e dall'altro un
comportamento altrettanto anelastico ma questa volta causato da
un'eccessiva deformabilità del sistema stesso (compliance), il
comportamento elastico si troverà in una posizione centrale del
continuum, in cui ritroveremo un ottimale compromesso tra la
deformabilità e la rigidità del materiale considerato.
Come si ottiene l'elasticità ideale del complesso
muscolo-tendineo?
L'elasticità ideale di un complesso biologico come l'UMT,
implica quindi una compliance tale da permettere un ottimale
accumulo di energia elastica durante la fase eccentrica del
movimento ed una stiffness che consenta un'efficace e rapida
riconversione di quest'ultima in lavoro meccanico durante la
fase concentrica, minimizzando l'effetto di termodispersione.
In
che ambito patologico è indicato l'utilizzo dello Stiffness
Test?
Grazie allo Stiffness Test è possibile stabilire lo spostamento
delle caratteristiche elastichedell'UMT della gamba sul
continuum elastico in seguito ad una patologia tendinea a carico
del tendine di Achille. Tramite questo tipo di test si è infatti
in grado di quantificare la stiffness
dell'UMT della gamba e quindi del tendine di Achille in
particolare.

Figura 1 |
Figura 1: anche un minimo cambiamento delle
caratteristiche dell'UMT, sia nel senso di una
maggior stiffness, oppure di un accresciuta
compliance, può allontanare l'UMT stessa dalla
propria zona di "elasticità ideale" determinandone
quindi uno scadimento del rendimento meccanico
durante un movimento che comporti un ciclo
stiramento-accorciamento. |
Protocollo del Test
Il
calcolo della stiffness (espressa in N . m-1 . kg-1) è possibile
grazie ad un protocollo di test durante il quale viene richiesto
al soggetto di effettuare 5" di balzi monopodalici a ginocchio
esteso con impegno massimale sia sull'arto leso che sul
controlaterale sano su di una pedana a contatto (Ergo Tester,
Globus Italia).
Come si interpretano i dati dello Stiffness Test?
Un
aumentato valore di stiffness indica un irrigidimento dell'UMT
stessa mentre, al contrario,
una diminuzione del valore di stiffness testimonierà un aumento
della compliance dell'UMT.
Uno spostamento, in conseguenza ad un evento traumatico e/o
chirurgico, delle caratteristiche elastiche del tendine Achilleo
sul continuum elastico, sia verso una maggior compliance oppure
al contrario verso una maggior stiffness, comporta costantemente
un'apprezzabile scadimento dell'espressione meccanica dell'UMT
stessa. Grazie allo Stiffness Test è possibile verificare se lo
scadimento meccanico subito dall'UMT sia da attribuirsi ad un
aumento della compliance oppure della stiffness, potendo in tal
modo indirizzare in modo obbiettivo e chiaro il conseguente
piano riabilitativo, il cui scopo sarà quello di riportare le
caratteristiche elastiche dell'UMT verso la zona di elasticità
ideale .
Il
synchro plates test
Il
balzo è stato da sempre, nell'ambito dello studio del movimento
umano (ma anche animale) il gesto maggiormente "vivisezionato"
da biomeccanici e fisiologi, anche per il fatto che il salto
viene considerato come il movimento "balistico per eccellenza".
Oltre a ciò è un ulteriore aspetto di estremo interesse
nell'ambito del balzo effettuato attraverso un ciclo
stiramento-accorciamento (ossia facendo precedere il balzo da
una fase di contromovimento), è costituito dal fatto che
nell'esecuzione del salto stesso si ripercorrono, nell'ambito di
poche centinaia di millisecondi, tutti i possibili patterns di
attivazione neuro-muscolare. E' possibile, quindi, suddividere
il salto in diverse fasi ognuna delle quali è caratterizzata da
un diverso tipo di comportamento neuromuscolare, paragonando le
diverse fasi dell'arto leso e del
controlaterale sano, registrate durante il protocollo dei test.
In tal modo diviene possibile evidenziare nell'arto leso gli
squilibri attribuibili ai diversi comportamenti neuromuscolari
tipici di ogni fase indagata.

Figura 2 |
Figura 02 : le diverse fasi evidenziabili dal
Synchro Plates; oltre alle fasi sopra descritte di
overstretching eccentrico, massima produzione di
forza eccentrica, di spinta concentrica e d'impatto,
sono evidenziate anche le fasi di stabilizzazione
isometrica, la fase di volo, la fase eccentrica di
pre-stabilizzazione e la fase isometrica di
stabilizzazione. |
Protocollo del Test
Il
protocollo del Synchro Plates Test è molto semplice e prevede
l'esecuzione di un balzo con contromovimento e stabilizzazione
sulla ricaduta con l'angolo delle ginocchia a 90¡.
Che dati fornisce il Synchro Plates test?
Il
Synchro Plates test suddivide automaticamente il balzo nelle
differenti fasi fornendo, per ognuna di esse, i dati
maggiormente indicativi di cui i principali sono:
Fase di over stretching eccentrico: indica la massima velocità
di stiramento alla quale il complesso muscolo tendineo degli
estensori della gamba può essere sottoposto durante la fase
eccentrica di contromovimento, evidenziando naturalmente le
differenze tra i due arti
Fase di massima produzione di forza eccentrica: registra la
massima forza prodotta
durante la fase eccentrica del movimento da parte degli
estensori della gamba paragonando i
valori dei due arti.
Fase di spinta concentrica: evidenzia la possibile differenza di
produzione di forza espressa dai due arti durante la fase
concentrica di spinta che precede la fase di volo.
Fase d'impatto: registra la forza esercitata al momento
dell'impatto susseguente al momento della presa di contatto al
suolo, evidenziando gli eventuali meccanismi di tipo protettivo
messi in atto a carico dell'arto leso. |