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Quando si parla di minibasket, del cosiddetto gioco-sport
intimamente connesso al basket vero e proprio, si pensa alla
didattica, alla metodologia, alla psicologia e pedagogia
dell'insegnamento: il soggetto in età evolutiva abbisogna di una
didattica adeguata dal punto di vista tecnico e metodologico, e
di un approccio psicologico estremamente accurato. Ma lo
sviluppo in età evolutiva, oltre l'aspetto metodologico, sociale
e psicologico, dipende grandemente da quello biologico. La
fisiologia, l'anatomia, la medicina dello sport, la
traumatologia, l'alimentazione, sono tutti aspetti biologici che
rendono l'approccio al mondo del minibasket molto complesso,
essendo il bambino in continua evoluzione. Di conseguenza il
medico che si occupa di sport giovanile e di minibasket in
particolare dovrebbe avere particolari competenze: naturalmente
di primo soccorso e traumatologico, ma anche di tipo pediatrico;
medicina dello sport ma anche prevenzione, tanta prevenzione.
Lavorare come medico con i bambini del minibasket è stimolante
proprio perché vi è una continua mutevolezza delle situazioni e
degli interventi; le patologie di tipo traumatico, interessanti
l'apparato locomotore, sono differenti dall'adulto: difficile
riscontrare traumi cronici, da sovraccarico funzionale, o traumi
acuti a livello muscolare-tendineo; più frequente un riscontro
riguardante possibili patologie legate all'accrescimento (Osgood-Schlatter,
Sever, Sinding-Larsen). A livello osseo la stessa conformazione
minerale e relativa struttura fanno pensare più a fratture a
legno verde e piccole infrazioni, che grandi fratture scomposte.
A livello articolare, la conformazione legamentosa e la grande
mobilità articolare data dalle relative dimensioni dei capi
articolari limita molto la possibilità di incorrere in traumi
distorsivi gravi, o peggio lussazioni. L'ipotonia muscolare
relativa, e la maggiore forza della muscolatura estensoria
possono provocare e accentuare il vero problema di questa fascia
d'età: l'insorgenza di paramorfismi (atteggiamento scoliotico,
dorso curvo, scapole alate), per i quali è indispensabile un
lavoro combinato medico-fisioterapico-metodologico. Riguardo
alla medicina generale, prendendo spunto dalle tante settimane
di Camp minibasket, i problemi più frequenti sono sempre gli
stessi dei bambini che non svolgono, purtroppo, attività fisica
adeguata: patologie delle prime vie aeree, dell'apparato
respiratorio, allergie in costante aumento, disturbi
dell'apparato digerente, intolleranze alimentari, anche queste
in continuo aumento. E gli interventi devono essere eseguiti
pensando di avere a che fare con bambini, e non con adulti (E’
vero che un bambino non è un adulto in miniatura, ma bisogna
iniziare a pensare che sia un atleta in miniatura, quando
gioca): è bene avere soprattutto un approccio psicologicamente
corretto; un sorriso in più è un ottimo placebo. Piuttosto, il
lavoro da svolgere dal punto di vista medico, in accordo stretto
e logico con l'istruttore, il dirigente, il genitore, è di tipo
preventivo: prevenire significa insegnare corrette abitudini
igieniche, alimentari che rappresentano la base per costruire lo
sportivo di domani. E’ bene ricordare al bambino prima e
all'adulto poi che lo sport richiede un approccio non solo
mentale ma anche fisico, e sane abitudini di vita sono
fondamentali per un corretto sviluppo sportivo e organico. E'
dovere del medico segnalare ai soggetti sopra accennati delle
semplici ma efficaci regole di igiene personale, che in parte
ricalcano quelle abituali (lavarsi con continuità, curare
l'aspetto della propria persona), sommate a quelle di chi
pratica sport (abbigliamento adeguato e cambiato, comportamento
adeguato in palestra, ecc); sembrano banalità, cose scontate, ma
l'esperienza afferma il contrario: vi è poca cultura sportiva
anche perché vi è poca igiene sportiva. Strettamente collegato
all'aspetto igienico vi è l'aspetto alimentare : le giuste
regole dietetiche (numero dei pasti, suddivisione dei
costituenti calorici e acalorici), valide nella vita di tutti i
giorni, assumono ulteriore importanza nel caso di soggetti in
età evolutiva, con un fabbisogno calorico aumentato dal punto di
vista proteico, e ancora più importante per chi svolge attività
motoria, con conseguente aumento del metabolismo di attività.
Chi pratica sport deve sviluppare corrette abitudini alimentari,
sia esso adulto o bambino: il consumo di frutta e verdura ,
croce e delizia di tanti genitori, è essenziale per un organismo
che si sta sviluppando; dare precise indicazioni di cosa bisogna
mangiare e bere prima, durante e dopo una partita od una lezione
è uno dei compiti del medico dello sport che si occupi di
soggetti in età evolutiva.
E’
importante anche, sempre dal punto di vista preventivo, e come
medici dello sport, fornire informazioni utili alla pratica
sportiva in età evolutiva, sia ai genitori, che agli istruttori,
ed al settore tecnico in genere. E’ fondamentale sapere quali
possano essere le indicazioni e le controindicazioni dello sport
in questione per quanto riguarda metodologia, carichi e
frequenza degli impegni sportivi, così come suggerire lavori
specifici di prevenzione e potenziamento (propriocettività,
lavoro sul sistema nervoso e coordinativo piuttosto che
potenziamento organico, lavoro sui prerequisiti motori, ecc):
sono tutti aspetti che concorrono alla prevenzione; utili per i
genitori che vogliano avviare i propri figli ad un determinato
sport; necessaria conoscenza per gli istruttori che devono avere
basi biologiche ben precise per poter lavorare con una
metodologia adeguata.
Tutti questi aspetti preventivi sono applicati durante i
numerosi camp estivi di minibasket presenti in tutt'Italia, se è
presente, come DEVE esserlo, un medico per tutta la durata del
camp: il medico si occuperà della dieta giornaliera, del primo
intervento, di controllare insieme allo staff tecnico l'igiene
dei bambini, sul campo e non, oltre alle emergenze presenti
continuamente, interagendo continuamente con lo staff
tecnico-dirigenziale anche per quello che riguarda la
suddivisione dei carichi di lavoro e la metodologia. Sicuramente
il medico rappresenta un'importantissima figura di riferimento
per tutto lo staff e l'organizzazione del camp.
Riguardo al lavoro presso le innumerevoli società e squadre di
minibasket, tutta la programmazione medica, in accordo con
quella tecnica e metodologica, deve essere illustrata all'inizio
dell'anno sportivo, con riunioni a cui partecipino i vari
componenti societari: medico, massofisioterapista, staff
tecnico, dirigenziale, genitori, bambini. Questo dovrebbe
rappresentare il logico e necessario lavoro di equipe volto
sempre a migliorare sia il lavoro in palestra, sia a ridurre il
più possibile l'incidenza di infortuni e malattie attraverso una
prevenzione sempre tempestiva. |