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Il piede ed il basket

del dott. Emilio Taglialatela

 
 

Nel basket , sport caratterizzato da corsa e salto, i problemi alle caviglie e soprattutto ai piedi, sono di frequente osservazione. Sono soprattutto patologie da sovraccarico delle strutture del piede come tallodinie, metatarsalgie, tendinite etcc.., che portano l’atleta dallo specialista. I fattori determinanti le suddette patologie da sovraccarico possono essere estrinseci ed intrinseci: scarso errato allenamento,calzature incongrue, cambiamento dei terreni di gioco, lassità legamentosa, squilibri muscolari, deformità strutturali del piede, dismetrie degli arti inferiori, alterazioni della cinematica di tutto l’arto inferiore. Fondamentalmente per semplificare possiamo trovare due tipologie di piede: pronato(fig.A) o supinato(fig.B). Premesso che il piede possiamo assimilarlo ad un elica che si avvolge e si svolge , che alterna pronazione e supinazione durante le fasi del passo, della corsa, possiamo semplificare affermando che una alterazione del piede che non permette il normale avvolgimento e svolgimento del piede determinerà una patologia da sovraccarico. Quindi ,pur nella complessità dei quadri clinici, possiamo identificare un piede in cui vi è un eccesso di pronazione (piede piatto) ed uno in cui vi è un eccesso di supinazione (piede cavo). Un piede pronato avrà difficoltà nella fase di spinta ove è necessaria la supinazione e pertanto sarà penalizzato nella velocità e nel salto. Di contro un piede eccessivamente spinato è più predisposto al gesto atletico come corsa e salto ma paga questo con un eccesso di instabilità e predisposizione a distorsioni in varismo-supinazione. L’esame clinico è fondamentale soprattutto nell’evidenziare i rapporti tra retro ed avampiede( a volte una pronazione del retropiede è un compenso di una supinazione dell’avampiede), nel riconoscere le deformità dal punto di vista funzionale differenziandolo da quello morfologico( un piede può essere piatto morfologicamente ma non funzionalmente non necessitando quindi di alcun trattamento).Inoltre sono importanti anche gli esami dinamici (baropodometria) utili anche nel valutare nel tempo il trattamento.- In conclusione bisogna stare attenti ai campanelli d’allarme al fine di evitare un precoce abbandono dell’attività cestistica o sportiva in genere.Quando un atleta presenta dolore alle strutture tendinee e legamentose mediali del piede, fasciti platari, metatarsalgie, o frequenti episodi distorsivi, bisogna indagare sulle cause. Le terapie possono essere diverse, conservative nella maggioranza di casi. L’uso di plantari personalizzati può risolvere molti problemi ma …di quest’argomento ne parleremo un’altra volta

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