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Dott. Emilio Taglialatela

 

L’anca “a scatto”

L’anca a scatto è un fenomeno presente maggiormente negli atleti di sesso femminile tra i 20 ed i 30 anni. E’ una lesione benigna di solito legato al passaggio difficoltoso di un tendine su una sporgenza ossea.. L’atleta ha la sensazione di scatto, o presenta un vero rumore di scatto a volte accompagnato da dolore in sede.

L’anca a scatto viene definita anteriore (interna e mediale) ed esterna (laterale). La prima forma può essere determinata da varie cause riguardanti l’articolazione, il legamento ileo-femorale, il tendine del muscolo ileopsoas e la sinfisi pubica. Per quanto riguarda l’articolazione dell’anca, l’evento più comune è rappresentato dal “risucchio” articolare durante il movimento di flessione della coscia o mentre ci si siede: in questo caso non è indicato alcun trattamento. A volte ci sono cause più importanti come la presenza di corpi liberi articolari, o sublussazioni. In questo caso è necessario approfondire la diagnosi con Rx, T.C., R.M.

 

L’anca a scatto anteriore si presenta con un rumore sordo, profondo, non doloroso nella regione anteriore dell’anca durante alcuni movimenti articolari: quando si passa dall’estensione alla flessione dell’anca, o dal movimento associato di flessione, abduzione e rotazione esterna a quello di estensione, abduzione e rotazione interna. Col tempo può insorgere dolore che non permette più lo svolgimento dell’attività sportiva. Cosa fare? Può essere necessario un intervento chirurgico: si seziona la porzione tendinea del muscolo ileopsoas. Quando è coinvolta la sinfisi raramente è indicato un intervento chirurgico. Viene ripresa l’attività sportiva ma non a livello agonistico.

L’anca a scatto esterna è la varietà più frequente e conosciuta: è dovuta spesso al passaggio del muscolo grande gluteo (fascia lata) sul gran trocantere. Altri fattori contribuiscono allo scatto come un piccolo bacino con una linea bisiliaca stretta, una debolezza della muscolatura del cingolo pelvico. All’esame clinico si apprezza lo scatto nella regione esterna dell’anca e nei soggetti magri si palpa come una corda che salta da una parte all’altra del gran trocantere.

Si presenta sia in decubito laterale, durante un movimento di flessione adduzione e rotazione interna, sia in posizione supina. L’esame radiografico non serve, la diagnosi è clinica. Cosa fare? Bisogna rassicurare l’atleta spiegandogli che ritratta di un fenomeno benigno delle parti molli dell’anca senza alcuna conseguenza sull’anca o sul proseguimento dell’attività sportiva. Nel caso in cui si presenta con dolore il trattamento consiste in massaggi trasversali profondi, terapia fisica locale, infiltrazioni.

 

 

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