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Dott. Emilio Taglialatela

 

La frattura da stress

 

            Le fratture da stress sono molto più frequenti di quanto si pensi, soprattutto in ambito sportivo. Noi sappiamo che, per la legge di Wolff, la risposta a carichi deformanti causa un rimodellamento osseo e che si ha la frattura quando si supera la resistenza dell’osso. In realtà la frattura non sempre è dovuta ad un trauma evidente, ma, può essere associata a microtraumi ripetuti. Bisogna distinguere la cosiddetta stress reaction che è una situazione di risposta fisiologica dell’osso allo stress ma reversibile, dalla frattura da stress vera e propria. Situazioni di stress reaction sono frequenti nel mondo sportivo soprattutto amatoriale. In genere in presenza di dolore lo sportivo è portato a fermarsi, a differenza del professionista che non può mancare alla partita.

Le sedi più frequenti di frattura sono la tibia, i metatarsi e le altre ossa tarsali che rappresentano circa l’80%; seguono perone, femore, calcagno e pelvi. Frequente è la frattura della base del V metatarso.

I fattori di rischio sono rappresentati da :

  1. variazione qualitativa ( lavori veloci, balzi)o quantitativa del carico allenante (fatica muscolare eccessiva)

  2. sesso: le donne con oligomenorrea presentano un rischio sei volte superiore

  3. età: un’età più avanzata favorisce le fratture da stress

La sintomatologia è rappresentata dal dolore che aumenta di intensità. La diagnosi non è facile: la radiografia convenzionale nelle prime fasi non mostra nessun segno. La scintigrafia ma soprattutto la risonanza magnetica è l’esame cardine.

Le cure dipendono dalla sede e dalla gravità. Si va dal semplice riposo, all’immobilizzazione in gesso fino all’intervento chirurgico.

 

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