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  Ambulabasket

del dott. Emilio Taglialatela

La lesione muscolare

 

La lesione muscolare è più frequente di quanto si crede. Ha un’incidenza di circa il 20-30% di tutte le lesioni da sport. Vari fattori predispongono all’insorgenza delle lesioni muscolari:

  • Il muscolo non è predisposto al lavoro muscolare intenso per imperfetta preparazione o mancanza di riscaldamento
  • Il muscolo è indebolito da una pregressa lesione non riabilitata
  • Il muscolo presenta esiti cicatriziali che predispongono alla recidiva
  • Il muscolo affaticato da superallenamento
  • Il muscolo esposto al freddo per lungo tempo risulta meno elastico

Patogenesi

La lesione muscolare è la conseguenza di un trauma diretto ( contusione con interruzione parziale o totale delle fibre) o indiretto ( lesione da allungamento,lacerazione parziale o totale). Nel basket sono frequenti entrambi: nel trauma diretto (ginocchiata sul quadricipite ad es.) si forma un ematoma( definito come una raccolta patologica di sangue al di fuori dei vasi) che può essere intero intramuscolare o mista e che può avere una evoluzione sfavorevole se non diagnosticato e trattato opportunamente; nel trauma indiretto ad es. la lesione degli ischio crurali quando, nella fase si spinta (terzo tempo), passano da una situazione di rilasciamento ad una brusca contrazione.

Classificazione

Le lesioni muscolari si distinguono in acute, subacute e croniche.

La lesioni acute si classificano in:

  1. elongazioni, senza rottura di fibre
  2. distrazioni di I,II e III grado con rottura di poche o più fibre

Le lesioni subacute sono soprattutto lesioni da sovraccarico eccentrico. Le lesioni croniche sono l’evoluzione fisiologica delle lesioni acute e subacute di notevole entità o l’evoluzione patologica di processi di guarigione per errori terapeutici nel trattamento.

Le elongazioni avvengono per sollecitazione eccessiva in allungamento del muscolo. Il dolore è immediato e vivo ma non impedisce il proseguimento dell’attività. Vanno differenziate dalle contratture che sono contrazioni involontarie, dolorose e permanenti localizzate su un muscolo in toto che si manifestano in genere dopo alcune ore di attività o a distanza dalla prestazione: la loro patogenesi è legata ad un edema globale del muscolo per raccolta di lattato. La terapia consiste nel bendaggio compressivo immediato, ghiaccio, FANS, miorilassanti, campi magnetici. Nella contrattura si utilizzano panni caldi e freddi alternati.

Le distrazioni sono molto frequenti: nel I grado si ha la rottura di alcune fibre muscolari, nel II grado il numero di fibre è maggiore mentre nel terzo grado è interrotta la gran parte del ventre muscolare. Ciò che distingue la gravità è la quantità di tesuto muscolare coinvolto e l’entità dell’ematoma. Il dolore è improvviso e vivo di tipo trafittivo o crampiforme ed impedisce all’atleta di proseguire l’attività. Il trattamento immediato consiste nell’applicazione di ghiacco e bendaggio compressivo. Si prescrive riposo per 8-10 giorni e se la lesione non è molto estesa dopo 48 ore si inizia la FKT. In genere si ritorna in campo dopo 15 giorni.  Nella lesione di II grado i sintomi sono maggiori: dolore trafittivo intenso che impedisce la prosecuzione dell’attività. E’ possibile vedere e palpare una tumefazione localizzata. E’ necessario porre ghiaccio in compressione per 20 minuti ponendo l’arto in elevazione. In seguito due bastoni senza caricare per qualche giorno. Poi, a mio avviso, precoce mobilizzazione ad evitare aderenze fasciali ed atrofia muscolare da non uso. Successivamente esercizi di allungamento associata a FKT e esercizi di potenziamento muscolare permettono la completa ripresa dopo cica 6-8 settimane. Nella lesione di III grado si ha la rottura muscolare totale o subtotale. L’esame clinico rileva una depressione caratteristica in sede di lesione con perdita del tono del muscolo interessato. Anche in questo caso va posizionato ghiaccio in compressione e va immobilizzato l’arto. Va effettuata un’ ecografia che può far porre indicazione allo svuotamento e drenaggio dell’ematoma ed eventualmente indicazione chirurgica (miorrafia).

Le contusioni muscolari, generalmente, ledono le fibre muscolari profonde adiacenti al piano osseo. Questo spiega perché vengono sottostimate in quanto la lesione è profonda ed il versamento ematico non appare in superficie. La sede più frequente è il quadricipite (vasto esterno). Si ha dolore locale, a volte transitorio, che permette di proseguire l’attività; dopo qualche giorno si ha un ecchimosi con limitazione funzionale. Bisogna fermare l’altleta, valutare la lesione, ghiaccio locale e compressione immediata.