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NOVITA' NELLA RIEDUCAZIONE  DELLA  PATOLOGIA DELLA SPALLA

NEL GIOCATORE DI BASKET.

Luca Magni, Giuseppe Galli

Medical Sport - Prato

 

Statisticamente  la patologia della spalla nel giocatore di basket incide in minor misura rispetto alle patologie della caviglia , ginocchio , rachide lombare  e piede nonostante ciò tale patologia risulta molto importante perchè  in genere determina lunghi periodi  di impotenza funzionale specifica  che  comportano un assenza prolungata dai campi di gioco. L'articolazione glenoomerale dal punto di vista anatomico e' una  enartrosi in cui si deve instaurare un equilibrio perfetto tra stabilità e mobilità tale equilibrio si determina grazie all'azione coordinata e consequenziale di stabilizzatori attivi e passivi.

Gli stabilizzatori passivi sono:  

- la geometria ossea dei capi articolari e la conformazione scapolare

- la configurazione a coppa del labbro glenoideo più la cavita glenoide

- la forza di coesione ed adesione legate alle pressioni negative intrarticolari

- i legamenti glenomerali   superiore  medio e inferiore

- i legamenti coracoacromiale e coracomerale

 

Gli stabilizzatori attivi sono:

- i mm della cuffia dei rotatori  (glenohumeral protectors)

- i mm rotatori della spalla:  trapezio superiore  medio e inferiore

- elevatore della scapola, romboide, piccolo pettorale, gran dentato  (scapolohumeral pivotors)

- i mm  deltoide, gran pettorale,  gran dorsale  (humeral positioners).

 

I quadri patologici che si possono verificare in un giocatore di basket possono riferirsi ad un quadro di instabilità  oppure ad un quadro più generico che possiamo chiamare spalla dolorosa.   

L'instabilitˆ di spalla  comprende una serie di patologie che hanno come caratteristica comune  l'alterazione  dei rapporti tra la testa dell'omero e la cavità glenoidea.

L'instabilità di spalla può essere classificata in base:

- alla direzione: anteriore  posteriore inferiore, multidirezionale

- al grado: lussazione  sublussazione

- all'eziologia:  traumatica a traumatica. 

 

Clinicamente la instabilità di spalla può essere classificata in

- lussazione acuta      

- lussazione recidivante      

- sublussazione

- sublussazione   associata a impingement

- instabilità funzionale

 

Le sindromi dolorose della spalla possono derivare anche da problemi diversi  non legati all'instabilità della spalla e possono essere classificate in: sindrome della cuffia dei rotatori  o  sindrome da impingement, che e' un quadro patologico che include la tendinite della cuffia dei rotatori fino alla rottura  e che comprende spesso anche la borsite sottodeltoidea e subacromiale.

Essa pul essere distinta in s. da impingement primitivo, quando la causa e' una stenosi dell'arco coracoacromiale,  che risulta particolarmente rigido, oppure  i. secondario  non stenotico, se la diminuzione dello spazio sottoacromiale nasce da una instabilitò  dell'articolazione della spalla.

La sindrome da impingement deve essere ben differenziata da altre patologie che presentano dolore anteriore e limitazione della mobilità articolare e sono: la capsulite adesiva  detta anche spalla congelata, la  tendinite del bicipite fino alla rottura, la tendinite calcifica, l'instabilità dinamica funzionale, la malattia degenerativa dell'articolazione glenomerale,  i tumori del cingolo scapolomerale, le artropatie reumatoidi e la radicolopatia cervicale.

Il trattamento delle patologie della spalla può essere:

- incruento:   basarsi cioè sulla terapia medica e fisioterapica seguita da un periodo adeguato di rieducazione funzionale

- cruento:  quando la terapia incruenta non sia risultata efficace oppure quando la patologia di base risulta essere troppo grave.

      La  chirurgia della spalla può essere a cielo aperto  sia nel caso di una instabilità di spalla  con una documentata lesione della  struttura capsulolegamentosa, sia nel caso di una lesione tendinea

dei muscoli della cuffia  con associato o meno una stenosi dello spazio sottoacromiale  oppure può essere artroscopica: al giorno d'oggi le tecniche artroscopiche si sono perfezionate a tal punto da permettere sia la riparazione della cuffia che addirittura la  acromioplastica o la riduzione della instabilità scapolomerale.

La chirurgia della spalla però deve essere seguita sempre da una rigorosa rieducazione funzionale della spalla.

Lo scopo del nostro lavoro e' di trovare un protocollo rieducativo che permetta al giocatore di basket il ritorno più rapido possibile all'attività sportiva agonistica, pertanto abbiamo cercato di tracciare delle linee guida riguardanti la rieducazione della patologia della cuffia dei rotatori e della

instabilità di spalla.

Nella patologia della cuffia dei rotatori gli obiettivi del trattamento sono:

- differire il potenziamento dall'ottenimento di un rom normale

- evitare nelle prime fasi l'arco di movimento che risvegli il dolore sia nelle mobilizzazioni passive che nella vita quotidiana, educando il paziente riguardo ai movimenti che si devono eseguire.

Importante nelle prime fasi il controllo dell'infiammazione tramite riposo attivo, uso di farmaci, crioterapia , utilizzo della terapia fisica (lasers, elettroterapia  e altro).

Nella instabilità di spalla gli obiettivi primari sono:

- ricentrare la testa omerale nella glena e quindi rinforzare la muscolatura per la stabilizzazione della testa omerale

- recuperare un rom completo: fondamentale è il mezzo acquoso, dove il paziente trova un ambiente piacevole grazie alla temperatura dell'acqua che lo rilassa  e lo distende  e gli permette di eseguire il trattamento nella situazione più favorevole possibile, riducendo al minimo le sensazioni dolorose.

Il potenziamento muscolare passa necessariamente dallo schema delle 3 ps e cioè si parte dal lavoro di rinforzo dei muscoli protectors  poi si va sui pivotors e si termina con i positioners.

Fondamentale infine il lavoro propriocettivo, che consente al paziente di recuperare il controllo dei movimenti più fini e armonici, grazie anche all'aiuto del terapista con le facilitazioni neuromuscolari.

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