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La valutazione funzionale
ormai considerata uno strumento e un supporto fondamentale per
l'impostazione, il controllo e la verifica dei programmi di
allenamento, soprattutto nello sport di alto livello in cui la
pianificazione dell'allenamento deve essere il pi
possibile mirata, individualizzata e specifica.
Nel proporre un
protocollo di valutazione funzionale per una determinata
disciplina sportiva non si pu
prescindere dalla definizione e costruzione del "modello della
prestazione" della disciplina stessa, un modello inteso come la
sintesi pi
precisa possibile dei fattori e delle capacit
(fisiche, fisiologiche, psicologiche, tecniche, tattiche, etc.)
che intervengono in maniera determinante ed importante nella
realizzazione della prestazione specifica e nella determinazione
del risultato sportivo finale. Compito degli operatori che
gestiscono il giocatore sul campo (medico, preparatore, tecnico,
fisioterapista) e dei ricercatori che si occupano di fisiologia
dello sport,
quindi quello di individuare in maniera sempre pi
precisa i fattori biologici ( bioenergetici, metabolici,
biomeccanici, etc.) che intervengono in una specifica prestazione
sportiva, sia nel suo complesso sia nei singoli gesti tecnici.
Nel campo della
pallacanestro, partendo dai presupposti citati, si
andato definendo negli ultimi anni un modello della prestazione
che si rif
essenzialmente ai meccanismi energetici principalmente coinvolti
nello sforzo specifico e alle capacit
meccanico-muscolari caratterizzanti la prestazione; sono stati
quindi proposti protocolli di valutazione funzionale che prevedono
test che indagano su queste capacit
nella maniera pi
specifica possibile.
Valutazione delle
capacit
muscolari
Per quello che riguarda
i test relativi alle capacit meccanico-muscolari, vi
una certa uniformit nell'indagare le capacit di forza esplosiva,
di forza esplosiva elastica, di forza reattiva ("stifness") la
capacit
di accelerazione, la capacit
di rapido reclutamento muscolare, tutte capacit
che vedono principalmente coinvolte le fibre muscolari cosiddette
"veloci", quelle cio
pi
orientate verso sforzi di tipo anaerobico (poca durata, grande
intensit);
ovviamente, dal punto di vista dei distretti anatomici coinvolti,
sar
valutata principalmente la muscolatura degli arti inferiori.
In questa prospettiva,
le valutazioni pi
proposte e utilizzate sono quelle che utilizzano il test di Bosco
con pedana ergometrica ("ergojump") con cui si pu
costruire una "batteria" di test (squat-jump, counter-mouvement
jump, stifness, test curva forza-velocit,
etc.) che sono di facile esecuzione e contemporaneamente danno
risultati sufficientemente attendibili relativamente
all'efficienza fisica del giocatore e alla loro evoluzione nel
tempo.
Anche nella nostra
esperienza, abbiamo avuto pi
volte l'occasione di valutare numerosi giocatori di medio-alto
livello con la pedana ergometrica, ricavandone indicazioni
piuttosto interessanti: in generale, i giocatori di basket hanno
valori pi
elevati nelle capacit
precedentemente citate rispetto agli atleti di molte altre
discipline sportive, ma meno elevati rispetto ai pallavolisti; i
valori sono generalmente migliori nei giocatori di pi
alta qualificazione, ma in molte situazioni si
riscontrato che queste capacit
tendono a stabilizzarsi o addirittura a peggiorare durante la
carriera agonistica, in et
ancora relativamente giovane (25-30 anni), segno che probabilmente
vi
la tendenza da parte dei tecnici a curare maggiormente, a certi
livelli, le capacit
tecnico-tattiche rispetto a quelle metabolico-muscolari.
Valutazione dei
meccanismi energetici coinvolti
Pi complessa
la situazione relativamente all'individuazione di test pi
o meno specifici che definiscano la prestazione del cestista in
relazione all'intervento dei vari meccanismi energetici (aerobico
ed anaerobico) durante il gioco.
La pallacanestro
uno sport di situazione, classificato, dal punto di vista
bioenergetico, tra le discipline ad impegno aerobico-anaerobico
alternato (cio
con interventi diversificati e non contemporanei sia del
meccanismo energetico aerobico sia di quello anaerobico). Mentre
riconosciuto dai tecnici e dai ricercatori l'intervento
significativo e determinante del sistema energetico anaerobico
alattacido (salti, sprint, spostamenti brevissimi e ad
elevatissima velocit)
in molte fasi importanti del gioco, non
del tutto uniforme la considerazione degli addetti ai lavori
sull'intervento dei meccanismi energetici aerobico (sforzi di
medio-bassa intensit
e medio-lunga durata) e anaerobico lattacido (attivit
di medio-alta intensit
per brevi periodi) e tutto questo si riflette sull'opportunit
o meno di effettuare determinati test, o di individuarne di nuovi.
Dalla nostra
esperienza, frutto di numerose valutazione sul campo, anche
durante partite ufficiali, con misurazione della frequenza
cardiaca e della lattacidemia (entrambi indicatori importanti
dell'impegno fisiologico dell'atleta),
risultato un intervento non determinante del meccanismo energetico
anaerobico lattacido (i valori medi di lattacidemia riscontrati in
partita sono risultati indicativamente intorno alla cosiddetta
"soglia anaerobica") e un intervento da non sottovalutare del
meccanismo aerobico (soprattutto relativamente alla funzionalit
dei meccanismi di recupero durante le numerosi fasi di pausa e/o
diminuizione dell' intensit
di lavoro durante il gioco; alcuni autori hanno sottolineato anche
l'importanza del meccanismo aerobico dal punto di vista della
potenza, ma su questo non vi
grande concordanza). Abbiamo cercato di analizzare le cause di un
andamento di questo tipo nella pallacanestro: le caratteristiche
del gioco, con l'alternanza di momenti di varia intensit,
con fasi di intensit
massimale o quasi decisamente brevi, e con diversi momenti di
pausa e recupero attivo, costituiscono il presupposto tecnico che
determina una situazione di impegno metabolico quale quella
riscontrata nelle nostre ricerche e in diversi altri studi. Vi
comunque una difficolt
di fondo oggettiva nel valutare lo sforzo specifico del cestista e
a proporre successivamente adeguati protocolli di valutazione
funzionale: ovviamente non si pu
sempre effettuare analisi pi
o meno invasive (ad esempio con cardiofrequenzimetri e/o con
microprelievi di sangue) durante le partite ufficiali, e non si pu
scegliere il momento preciso dell'analisi: questo comporta che non
possibile confrontare con precisione valori riscontrati in
situazioni diverse e stabilire con esattezza quali sono, e con
quali modalit,
i meccanismi energetici interessati nei vari momenti della
partita. Dalla maggior parte dei lavori pubblicati nella
letteratura scientifica internazionale comunque, ci sembra che
molti dati concordino con le nostre conclusioni; vi sono per
alcuni studi non del tutto conformi a questi (relativi comunque a
situazioni particolari, ad esempio del basket giovanile o del
basket di nazioni non tecnicamente importanti, per cui sono
possibili riscontri diversi spiegabili con una minor attenzione
alle situazioni tecnico-tattiche e quindi a un maggiore atletismo
e un maggior coinvolgimento del meccanismo anaerobico lattacido),
per cui sar
importante continuare nello studio dell'impegno energetico nel
basket, per avere una definizione sempre pi
attendibile del modello della prestazione e per ottimizzare le
metodiche di allenamento e di valutazione.
I nuovi regolamenti
Le recenti modifiche
alle regole di gioco nel basket hanno sicuramente influenzato non
solo alcuni aspetti psico-fisiologici della prestazione degli
atleti di alto livello, ma anche il comportamento tecnico-tattico
delle squadre in campo.
Da un recente studio
tecnico pubblicato sulla Gazzetta dello Sport abbiamo appreso che
nel campionato scorso, il primo con le nuove regole, si effettuava
un maggior numero di tiri (circa 16 in pi)
e si aveva un numero maggiore di punti realizzati per ogni partita
dalle due squadre (circa 18), pur con percentuali di tiro e numero
di rimbalzi praticamente invariati.
Riteniamo in questa
sede utile iniziare ad analizzare le possibili conseguenze
verificatesi con l'introduzione delle nuove regole sotto altri
aspetti, in particolare quelli che coinvolgono lo staff sanitario
(medici, fisioterapisti, preparatori atletici) ma che ovviamente
sono da valutare in relazione al lavoro di tutto lo staff.
Due sono a nostro
parere gli aspetti principali da valutare e studiare (con tutti i
limiti di un'analisi derivata dalla breve esperienza con le nuove
regole):
- Le conseguenze sul
piano fisiologico (impegno metabolico dei giocatori, percentuale
di intervento dei meccanismi energetici durante le varie fasi di
gioco, importanza dei tempi di recupero, etc.)
- Le conseguenze sul
piano traumatologico (aumento o meno degli infortuni, possibili
modificazioni sul tipo di traumi e sulla loro incidenza, etc.): in
questa sede tralasceremo questa problematica, che contiamo di
approfondire in futuro, sulla base di un maggior numero di dati
disponibili
Per quanto riguarda il
primo aspetto (conseguenze sul piano fisiologico), la domanda
:
pu
cambiare, dal punto di vista funzionale, il "modello della
prestazione" del giocatore di basket; e, se s, come e in quale
misura? In pratica, si tratta di capire se l'impegno metabolico
nel basket possa subire dei cambiamenti o meno. Intuitivamente,
pur essendo percentualmente da non sottovalutare le modificazioni
dei tempi di gioco, diminuiti di circa il 20% (da 30" a 24" per la
durata dell'azione, da 10" a 8" per il passaggio della met
campo), non ci sembra che vi siano sostanziali cambiamenti da
questo punto di vista, anche perch,
a fronte di un gioco presumibilmente pi
veloce, le occasioni di pausa e recupero sono forse maggiori, con
pi
possibilit
di interruzione (quattro tempi invece di due, tiri liberi dal
quarto fallo invece che dal settimo, aumento di un time-out
durante la partita, etc.). Riteniamo per
necessario, per poter fornire un giudizio pi
complessivo e dare delle indicazioni pi precise, rifarci a
qualche dato pi
"scientifico", il che vuol dire ricominciare a studiare ed
analizzare i giocatori durante le partite con un approccio che
misuri alcuni parametri fisiologici e atletici (frequenza
cardiaca, acido lattico, velocit
di percorrenza, etc.), e li confronti con i dati ottenuti dalle
rilevazioni effettuate nel passato, con le regole precedenti.
Per avere per
maggiori informazioni di tipo fisiologico sarebbero necessari dati
pi
scientifici che al momento non possiamo avere, quali appunto la
registrazione della frequenza cardiaca e della lattacidemia
durante la partita; una via per
interessante, anche per un medico, pu
essere un'analisi molto dettagliata della prestazione sportiva
attraverso l'uso del videotape. Cercando di ricavare dai filmati
risposte di tipo fisiologico, dovrebbe infatti essere possibile
fornire ai tecnici indicazioni specifiche per apportare eventuali
modifiche ai programmi di allenamento, se emergessero dati
realmente nuovi ed importanti. Un recente studio preliminare fatto
a Siena ha permesso di effettuare, con la sola tecnica dei calcoli
fatti sulla registrazione al videotape delle partite prima e dopo
le modifiche regolamentari, una serie di misurazioni
tecnico-fisiologiche in corso di alcuni incontri di basket
maschile di serie A e i risultati sono stati inoltre confrontati
con un nostro precedente studio di alcuni anni fa svolto con
metodica simile.
L'analisi preliminare
dei tempi di gioco mostra una significativa riduzione della durata
delle azioni attive, intese come tutte le fasi di gioco in cui il
cronometro
in movimento, da una durata media di 15.1 a 12.7 secondi (p<0,05),
senza peraltro mostrare differenze nel numero dei salti massimali
(circa 90 per tempo), con un aumento non significativo nel numero
dei salti non massimali (da 36.9 a 52.1 per tempo) e dei passaggi
(da 253.8 a 278.2 per tempo);
presto per dire se tutto questo ha delle ricadute applicative
immediate, ma in ogni caso la sfida per tutti gli operatori
partita.
Conclusioni
Secondo le varie
situazioni e i momenti della stagione agonistica, e anche in base
all'impostazione tecnico-tattica della squadra ed al tipo di
gioco, sar
compito dello staff tecnico decidere i test pi
idonei e utili, dal punto di vista delle caratteristiche
bioenergetiche, da inserire in un eventuale protocollo di
valutazione, tenendo conto delle considerazioni precedenti.
In conclusione, nella
definizione di un protocollo di valutazione funzionale del
giocatore di basket non si pu
a nostro parere prescindere da una serie di considerazioni, in
particolare:
- La necessit
di una correlazione dei dati con le caratteristiche
antropometriche e fisiche del giocatore
- La necessit
di arrivare all'individuazione di un "modello della prestazione"
estremamente specifico, anche in relazione al ruolo (playmaker e
guardia, ala, centro) e al sesso
- L'adeguamento di
protocolli e test alle innovazioni tecnico-tattiche ed alle
modificazioni del regolamento
- L'individuazione di
test (del tipo, ad esempio, di quelli "a navetta") che sia
facilmente proponibile e riproducibile ma nello stesso tempo
collegabile alla prestazione agonistica dal punto di vista
dell'intervento dei meccanismi energetici
- La necessit
di una ricerca scientifica sul campo che veda coinvolti fisiologi,
metodologi, tecnici ed operatori per rinnovare le conoscenze e
verificarne le ricadute applicative.
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