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Le regole per "giocare" a pallacanestro

di Alessandro Teofili

Arbitro dal 1968, ha diretto in serie A 510 gare con 9 finali scudetto e dal 1977 in campo Internazionale con importanti presenze in Campionati e Coppe Europee. Conclusa l'attività nel 1999, collabora ora con Aldo Albanesi come Istruttore Nazionale con particolare coinvolgimento nel triplo arbitraggio e nell'Attività Giovanile.

 
 Questo articolo nasce dalla partecipazione al 6¡ Clinic Nazionale per Istruttori Minibasket svoltosi a Riccione dal 14 al 16 Maggio u.s.

Nel corso del mio intervento ho ritenuto di poter proporre ai 220 partecipanti, provenienti da ogni Regione italiana, in un modo molto semplice, da poter essere usato a loro volta nel parlare con i ragazzi, quelle che sono le regole per "giocare a pallacanestro".

La finalità era quella di insegnare a trasmettere ai loro allievi, ma anche ai giovani atleti impegnati nei campionati giovanili nella fase successiva al Minibasket, con semplicità le regole partendo dal gioco, per far s“ che in loro il piacere, il divertimento, la passione che esso può dare costituiscano fondamento di innamoramento per la Pallacanestro.

Giocare non è assolutamente difficile, anzi, è la cosa più facile che esista.

Il gioco fa parte della nostra natura, noi nasciamo e cresciamo giocando, e giocando impariamo a crescere.

Il giovane, in modo particolare, ha bisogno del gioco perchè da esso rimane coinvolto, si impegna in esso per divertirsi, per capire i propri limiti, per sforzarsi nel miglioramento.

Poi, nel momento in cui egli si confronta con i propri compagni e con gli avversari, in un gioco pi complesso definito gioco-sport, arriva a verificare il proprio valore attraverso nuove conoscenze; libera la propria creatività, sviluppando le proprie capacità atletiche, accresce la necessità di comunicare con i compagni per ottenere migliori risultati, impara a rispettare l'avversario ed a competere con esso.

E' proprio nel Minibasket che si riconosce quel gioco-sport capace di compendiare nei ragazzi le esigenze di crescita psicologica e fisiologica giovanile.

Qui, e successivamente nell'attività giovanile, il ragazzo impara che nel gioco esistono delle regole e che proprio il rispetto di tali regole ne rende possibile il corretto svolgimento, e impara a percepire il bisogno che esse esistano e che debbano essere rispettate.

Regole che dall'Istruttore vanno interpretate e trasmesse ai ragazzi nel senso di indicazioni del come si gioca a questo sport, come l'insieme delle modalità attraverso le quali il gioco può diventare concreto, può essere giocato meglio.

Grosso errore è quello che si commette proponendo le regole, quindi il Regolamento, come l'insieme dei divieti imposti al gioco, "qui c'è scritto che non si può fare". 

Le regole devono essere semplici, non limitative delle capacità del giovane, da lui recepite, accettate ed applicate.

Devono essere regole che hanno la finalitˆ di insegnare il gioco, regole che devono tendere all'apprendimento del come si gioca, del come si gioca a pallacanestro.

Il gioco della Pallacanestro

Le essenzialità del gioco della Pallacanestro sono pochissime, semplici, immutate dalla data della sua invenzione: 1891.

Una palla, le cui caratteristiche variano secondo il tipo di attività alla quale ci si riferisce

Due canestri, la cui altezza si adatta alla tipologia dei giocatori impegnati

Dieci giocatori per squadra, dei quali 5 in campo e 5 in panchina

Lo scopo di ciascuna squadra  il possesso della palla, per segnare punti nel canestro avversario, ed allo stesso tempo difendere il proprio canestro dall'attacco dei giocatori avversari

La palla può essere giocata solo con le mani, toccarla volontariamente con la parte inferiore del corpo è considerata violazione

Non si può camminare con la palla tra le mani, per procedere si deve passarla ad un compagno o palleggiarla sul terreno

Nei confronti di un avversario nessuno può causare dei contatti personali come colpi, spinte, trattenute, bloccaggi che gli procurino un danno.

Le regole del gioco

Entrando nello specifico delle regole, il gioco della Pallacanestro si svolge all'interno del terreno e, quindi, un giocatore deve rispettare le linee che delimitano il campo, imparando che sarà dentro quando lui o la palla sono a contatto del terreno all'interno delle linee. Invece, sarà fuori e, conseguentemente commetterà violazione, quando lui o la palla toccheranno le linee o il terreno o qualsiasi altra cosa fuori dalle linee.

Il gioco si sviluppa andando dal proprio canestro verso il canestro avversario, ma un giocatore non può camminare con la palla tra le mani; per andare verso il canestro avversario, si deve giocare con i propri compagni, collaborando con loro, ricevendo e passandosi la palla, ed ecco un fondamentale della pallacanestro: il passaggio.

Altrimenti, per avanzare con la palla, si deve usare il palleggio; altro fondamentale della pallacanestro: un giocatore palleggia lanciando, spingendo la palla verso il terreno e spingendola di nuovo verso il basso quando essa rimbalza verso la sua mano. Si può palleggiare con una sola mano, anche alternativamente, ma non con ambedue contemporaneamente e, una volta interrotto, il palleggio non può essere ripreso: si tratta di doppio palleggio!

Nell'avanzare con la palla, grossa importanza riveste l'osservanza della regola dei passi: ricevuta la palla, un giocatore deve stabilire uno dei due piedi come perno e potrà muovere solo l'altro per muoversi in una qualsiasi direzione, anche compiendo un giro sul primo. Il perno può essere sollevato dal terreno unicamente per tirare o passare, e la palla dovrà lasciare le mani del giocatore prima che lo stesso torni a terra; nella partenza in palleggio, il perno può essere sollevato solo dopo che la palla abbia lasciato la mano del giocatore.

Come già accennato, colpire volontariamente la palla con un piede o una parte qualsiasi della gamba è illegale, mentre non è da considerarsi violazione allorchè una palla accidentalmente colpisca un giocatore agli arti inferiori.

E' pure violazione colpire la palla con il pugno.

Finalità del gioco è quello di segnare punti nel canestro avversario, lanciando la palla verso di esso: ulteriore fondamentale definito tiro; si può tirare da fermo, saltando o in corsa, nel tentativo di far entrare la palla nell'anello dalla parte superiore, mentre causare l'entrata della palla nel canestro dalla parte inferiore è considerata violazione

Un canestro è realizzato quando la palla entra nell'anello ed attraversa completamente la retina o si ferma nel suo interno.

Sono da ritenersi validi i punti segnati nel canestro avversario; segnare accidentalmente nel proprio canestro, vale per la squadra avversaria; segnare volontariamente nel proprio canestro è considerata violazione.

Allo stesso tempo, scopo del gioco è quello di non far segnare punti alla squadra avversaria: fondamentale della difesa.

Sul campo ci sono due squadre; gli avversari vorranno impedire, gli uni agli altri, di avvicinarsi al canestro con facilità, di tirare a canestro con una certa libertà, in buona sostanza di segnare punti.

Tutto questo, però, nel rispetto delle regole che indicano quali debbano essere i comportamenti da tenere nei confronti d'ogni avversario, sia esso attaccante o difensore; nel gioco della Pallacanestro, gioco fatto di continui piccoli contatti, ininfluenti, definiamoli atletici e casuali, non  assolutamente consentito colpire, trattenere, spingere, bloccare un avversario, limitandone la possibilità di giocare: parliamo di falli personali.

Ogni giocatore può commettere un massimo di 5 falli nel corso della gara, dopodichè dovrà rimanere seduto in panchina, sostituito da un compagno.

I falli personali, secondo la loro gravitàˆ, si dividono in: normali, puniti con rimessa laterale o tiri liberi, se compiuti su un avversario in atto di tiro antisportivi, puniti con tiri liberi e possesso palla, se violenti o compiuti senza giocare la palla squalificanti, puniti con l'espulsione, tiri liberi e possesso palla, se particolarmente violenti.

Di rado, ma può succedere che due avversari commettano approssimativamente nello stesso momento fallo l'uno contro l'altro: fallo doppio; la sanzione sarà palla a chi la controllava o situazione di palla a due se nessuno aveva il controllo della palla.

Al fine di rendere il gioco il meno falloso possibile, in ogni periodo a ciascuna squadra  consentito commettere un certo numero di falli (esempio 4) dopodichè, raggiunto il bonus, ogni fallo commesso comporterà l'effettuazione di tiri liberi.

Ciò non si applica se il fallo è commesso da un giocatore la cui squadra è in controllo di palla.

La partita di pallacanestro prevede, di per sè, un gioco all'insegna della sportività; comportamenti non sportivi, platealità e proteste non corrette, atteggiamenti non regolamentari, etc. messi in atto da giocatori, sostituti, allenatori o chiunque altro della squadra sono da evitare per il buon svolgimento della gara. Falli tecnici possono essere sanzionati dagli arbitri nel caso del ripetersi di quanto suddetto o in situazioni particolarmente gravi, e puniti con tiri liberi (uno se trattasi di giocatore, altrimenti due) più il possesso della palla a metà campo.

Si giocano quattro periodi, con degli Ufficiali di Campo al tavolo che registrano sul Referto di gara quanto accade sul campo di gioco e con i tempi scanditi dal cronometro ufficiale di gara, poichè in un gioco veloce come la pallacanestro, fatto di continue azioni di attacco e difesa, realizzazioni di canestri, situazioni di rimbalzo, aperture immediate di contropiedi, grande importanza assume il tempo e, conseguentemente, le regole ad esso collegate; e cioè:

- 3" è il tempo massimo per un attaccante di sostare nell'area dei 3" avversaria durante il gioco

- 5" è il tempo a disposizione di un giocatore per rimettere in gioco la palla, per il tiratore di eseguire un tiro libero, per un giocatore marcato da vicino per liberarsi della palla se non sta palleggiando

- 8" è il tempo entro il quale una squadra deve portare la palla dalla propria metà-campo di difesa in zona d'attacco e, per di più, una volta giunta nella metà-campo d'attacco la palla non può tornare in zona di difesa: violazione di passaggio indietro 

- 24" è il tempo che una squadra ha per concludere la propria azione d'attacco dal momento in cui ottiene il controllo della palla sul terreno di gioco.

Il gioco è, come detto, particolarmente veloce, coinvolgente, quasi senza soste e, quindi, è necessario che l'Allenatore usi tutti i componenti della propria squadra che ritiene, amministrando il loro avvicendamento con le sostituzioni, per dar modo agli atleti di avere pause e recuperi.

Allo stesso tempo, allo stesso fine, ma anche per parlare con i giocatori, consigliarli sulle tattiche da adottare, per guidare la squadra lo stesso Allenatore può richiedere sospensioni di un minuto ciascuna; due nella prima metà-gara (1¡-2¡ periodo), tre nella seconda metà-gara (3¡-4¡ periodo), una in ogni tempo supplementare.

La partita termina quando il cronometro ufficiale di gara suona lo scadere del tempo di gioco, ma non essendo ammesso il pareggio, nel caso di punteggio pari al termine dei tempi regolamentari seguiranno tanti tempi supplementari quanti ne occorrono per determinare la squadra vincente.
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