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Questo
articolo nasce dalla partecipazione al 6¡ Clinic Nazionale per
Istruttori Minibasket svoltosi a Riccione dal 14 al 16 Maggio
u.s.
Nel corso del mio
intervento ho ritenuto di poter proporre ai 220 partecipanti,
provenienti da ogni Regione italiana, in un modo molto semplice,
da poter essere usato a loro volta nel parlare con i ragazzi,
quelle che sono le regole per "giocare a pallacanestro".
La
finalità era quella di insegnare a trasmettere ai loro allievi,
ma anche ai giovani atleti impegnati nei campionati giovanili
nella fase successiva al Minibasket, con semplicità le regole
partendo dal gioco, per far s“ che in loro il piacere, il
divertimento, la passione che esso può dare costituiscano
fondamento di innamoramento per la Pallacanestro.
Giocare non è assolutamente difficile, anzi, è la cosa più
facile che esista.
Il
gioco fa parte della nostra natura, noi nasciamo e cresciamo
giocando, e giocando impariamo a crescere.
Il
giovane, in modo particolare, ha bisogno del gioco perchè da
esso rimane coinvolto, si impegna in esso per divertirsi, per
capire i propri limiti, per sforzarsi nel miglioramento.
Poi,
nel momento in cui egli si confronta con i propri compagni e con
gli avversari, in un gioco pi complesso definito gioco-sport,
arriva a verificare il proprio valore attraverso nuove
conoscenze; libera la propria creatività, sviluppando le proprie
capacità atletiche, accresce la necessità di comunicare con i
compagni per ottenere migliori risultati, impara a rispettare
l'avversario ed a competere con esso.
E'
proprio nel Minibasket che si riconosce quel gioco-sport capace
di compendiare nei ragazzi le esigenze di crescita psicologica e
fisiologica giovanile.
Qui, e
successivamente nell'attività giovanile, il ragazzo impara che
nel gioco esistono delle regole e che proprio il rispetto di
tali regole ne rende possibile il corretto svolgimento, e impara
a percepire il bisogno che esse esistano e che debbano essere
rispettate.
Regole
che dall'Istruttore vanno interpretate e trasmesse ai ragazzi
nel senso di indicazioni del come si gioca a questo sport, come
l'insieme delle modalità attraverso le quali il gioco può
diventare concreto, può essere giocato meglio.
Grosso
errore è quello che si commette proponendo le regole, quindi il
Regolamento, come l'insieme dei divieti imposti al gioco, "qui
c'è scritto che non si può fare".
Le
regole devono essere semplici, non limitative delle capacità del
giovane, da lui recepite, accettate ed applicate.
Devono
essere regole che hanno la finalitˆ di insegnare il gioco,
regole che devono tendere all'apprendimento del come si gioca,
del come si gioca a pallacanestro.
Il
gioco della Pallacanestro
Le essenzialità del
gioco della Pallacanestro sono pochissime, semplici, immutate
dalla data della sua invenzione: 1891.
Una
palla, le cui caratteristiche variano secondo il tipo di
attività alla quale ci si riferisce
Due canestri, la cui
altezza si adatta alla tipologia dei giocatori impegnati
Dieci giocatori per
squadra, dei quali 5 in campo e 5 in panchina
Lo
scopo di ciascuna squadra il possesso della palla, per segnare
punti nel canestro avversario, ed allo stesso tempo difendere il
proprio canestro dall'attacco dei giocatori avversari
La
palla può essere giocata solo con le mani, toccarla
volontariamente con la parte inferiore del corpo è considerata
violazione
Non si
può camminare con la palla tra le mani, per procedere si deve
passarla ad un compagno o palleggiarla sul terreno
Nei
confronti di un avversario nessuno può causare dei contatti
personali come colpi, spinte, trattenute, bloccaggi che gli
procurino un danno.
Le
regole del gioco
Entrando nello specifico delle regole, il gioco della
Pallacanestro si svolge all'interno del terreno e, quindi, un
giocatore deve rispettare le linee che delimitano il campo,
imparando che sarà dentro quando lui o la palla sono a contatto
del terreno all'interno delle linee. Invece, sarà fuori e,
conseguentemente commetterà violazione, quando lui o la palla
toccheranno le linee o il terreno o qualsiasi altra cosa fuori
dalle linee.
Il
gioco si sviluppa andando dal proprio canestro verso il canestro
avversario, ma un giocatore non può camminare con la palla tra
le mani; per andare verso il canestro avversario, si deve
giocare con i propri compagni, collaborando con loro, ricevendo
e passandosi la palla, ed ecco un fondamentale della
pallacanestro: il passaggio.
Altrimenti, per avanzare con la palla, si deve usare il
palleggio; altro fondamentale della pallacanestro: un giocatore
palleggia lanciando, spingendo la palla verso il terreno e
spingendola di nuovo verso il basso quando essa rimbalza verso
la sua mano. Si può palleggiare con una sola mano, anche
alternativamente, ma non con ambedue contemporaneamente e, una
volta interrotto, il palleggio non può essere ripreso: si tratta
di doppio palleggio!
Nell'avanzare con la
palla, grossa importanza riveste l'osservanza della regola dei
passi: ricevuta la palla, un giocatore deve stabilire uno dei
due piedi come perno e potrà muovere solo l'altro per muoversi
in una qualsiasi direzione, anche compiendo un giro sul primo.
Il perno può essere sollevato dal terreno unicamente per tirare
o passare, e la palla dovrà lasciare le mani del giocatore prima
che lo stesso torni a terra; nella partenza in palleggio, il
perno può essere sollevato solo dopo che la palla abbia lasciato
la mano del giocatore.
Come
già accennato, colpire volontariamente la palla con un piede o
una parte qualsiasi della gamba è illegale, mentre non è da
considerarsi violazione allorchè una palla accidentalmente
colpisca un giocatore agli arti inferiori.
E'
pure violazione colpire la palla con il pugno.
Finalità del gioco è
quello di segnare punti nel canestro avversario, lanciando la
palla verso di esso: ulteriore fondamentale definito tiro; si
può tirare da fermo, saltando o in corsa, nel tentativo di far
entrare la palla nell'anello dalla parte superiore, mentre
causare l'entrata della palla nel canestro dalla parte inferiore
è considerata violazione
Un
canestro è realizzato quando la palla entra nell'anello ed
attraversa completamente la retina o si ferma nel suo interno.
Sono
da ritenersi validi i punti segnati nel canestro avversario;
segnare accidentalmente nel proprio canestro, vale per la
squadra avversaria; segnare volontariamente nel proprio canestro
è considerata violazione.
Allo stesso tempo,
scopo del gioco è quello di non far segnare punti alla squadra
avversaria: fondamentale della difesa.
Sul
campo ci sono due squadre; gli avversari vorranno impedire, gli
uni agli altri, di avvicinarsi al canestro con facilità, di
tirare a canestro con una certa libertà, in buona sostanza di
segnare punti.
Tutto
questo, però, nel rispetto delle regole che indicano quali
debbano essere i comportamenti da tenere nei confronti d'ogni
avversario, sia esso attaccante o difensore; nel gioco della
Pallacanestro, gioco fatto di continui piccoli contatti,
ininfluenti, definiamoli atletici e casuali, non assolutamente
consentito colpire, trattenere, spingere, bloccare un
avversario, limitandone la possibilità di giocare: parliamo di
falli personali.
Ogni
giocatore può commettere un massimo di 5 falli nel corso della
gara, dopodichè dovrà rimanere seduto in panchina, sostituito da
un compagno.
I falli personali,
secondo la loro gravitàˆ, si dividono in: normali, puniti con
rimessa laterale o tiri liberi, se compiuti su un avversario in
atto di tiro antisportivi, puniti con tiri liberi e possesso
palla, se violenti o compiuti senza giocare la palla
squalificanti, puniti con l'espulsione, tiri liberi e possesso
palla, se particolarmente violenti.
Di
rado, ma può succedere che due avversari commettano
approssimativamente nello stesso momento fallo l'uno contro
l'altro: fallo doppio; la sanzione sarà palla a chi la
controllava o situazione di palla a due se nessuno aveva il
controllo della palla.
Al
fine di rendere il gioco il meno falloso possibile, in ogni
periodo a ciascuna squadra consentito commettere un certo
numero di falli (esempio 4) dopodichè, raggiunto il bonus, ogni
fallo commesso comporterà l'effettuazione di tiri liberi.
Ciò non si applica se
il fallo è commesso da un giocatore la cui squadra è in
controllo di palla.
La
partita di pallacanestro prevede, di per sè, un gioco
all'insegna della sportività; comportamenti non sportivi,
platealità e proteste non corrette, atteggiamenti non
regolamentari, etc. messi in atto da giocatori, sostituti,
allenatori o chiunque altro della squadra sono da evitare per il
buon svolgimento della gara. Falli tecnici possono essere
sanzionati dagli arbitri nel caso del ripetersi di quanto
suddetto o in situazioni particolarmente gravi, e puniti con
tiri liberi (uno se trattasi di giocatore, altrimenti due) più
il possesso della palla a metà campo.
Si giocano quattro
periodi, con degli Ufficiali di Campo al tavolo che registrano
sul Referto di gara quanto accade sul campo di gioco e con i
tempi scanditi dal cronometro ufficiale di gara, poichè in un
gioco veloce come la pallacanestro, fatto di continue azioni di
attacco e difesa, realizzazioni di canestri, situazioni di
rimbalzo, aperture immediate di contropiedi, grande importanza
assume il tempo e, conseguentemente, le regole ad esso
collegate; e cioè:
- 3" è il tempo
massimo per un attaccante di sostare nell'area dei 3" avversaria
durante il gioco
- 5" è il tempo a
disposizione di un giocatore per rimettere in gioco la palla,
per il tiratore di eseguire un tiro libero, per un giocatore
marcato da vicino per liberarsi della palla se non sta
palleggiando
- 8" è
il tempo entro il quale una squadra deve portare la palla dalla
propria metà-campo di difesa in zona d'attacco e, per di più,
una volta giunta nella metà-campo d'attacco la palla non può
tornare in zona di difesa: violazione di passaggio indietro
- 24"
è il tempo che una squadra ha per concludere la propria azione
d'attacco dal momento in cui ottiene il controllo della palla
sul terreno di gioco.
Il
gioco è, come detto, particolarmente veloce, coinvolgente, quasi
senza soste e, quindi, è necessario che l'Allenatore usi tutti i
componenti della propria squadra che ritiene, amministrando il
loro avvicendamento con le sostituzioni, per dar modo agli
atleti di avere pause e recuperi.
Allo
stesso tempo, allo stesso fine, ma anche per parlare con i
giocatori, consigliarli sulle tattiche da adottare, per guidare
la squadra lo stesso Allenatore può richiedere sospensioni di un
minuto ciascuna; due nella prima metà-gara (1¡-2¡ periodo), tre
nella seconda metà-gara (3¡-4¡ periodo), una in ogni tempo
supplementare.
La partita termina
quando il cronometro ufficiale di gara suona lo scadere del
tempo di gioco, ma non essendo ammesso il pareggio, nel caso di
punteggio pari al termine dei tempi regolamentari seguiranno
tanti tempi supplementari quanti ne occorrono per determinare la
squadra vincente. |