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Nei mesi di giugno e luglio si sono svolte
le finali nazionali dei campionati giovanili maschili e
femminili che hanno coinvolto 96 arbitri di seconda, terza,
quarta e quinta categoria, esattamente arbitri delle liste dalla
serie B di eccellenza alla serie C.2.
I convocati, oltre a dirigere le gare
previste sono stati seguiti da Istruttori CIA con lo svolgimento
di un vero e proprio STAGE DI PERFEZIONAMENTO che prevedeva
anche la visione al videotape di vari episodi meritevoli di
approfondimento. In alcune occasioni sono stati coinvolti gli
allenatori e tecnici del settore squadre nazionali.
Le tematiche che gli istruttori hanno
sensibilizzato hanno riguardato:
a) il rispetto del ruolo che l'arbitro è
chiamato a svolgere (giudice-educatore-professionalità-serenità);
b) il rispetto del ruolo di tutti coloro
che sono coinvolti nella gara (giocatori-allenatori-commissari
tecnici);
c) il rispetto di tutti gli aspetti
tecnici della gara (conoscenza del gioco e delle regole).
a) giudice/educatore: premesso che
l'arbitro deve avere una sufficiente conoscenza dei fondamentali
della tecnica di gioco, il ruolo di educatore deve essere inteso
come il tentativo di portare i giocatori, gli allenatori e tutti
coloro che sono coinvolti nella gara verso l'accettazione delle
regole cercando di far comprendere l'aspetto tecnico ed il
valore educativo che le regole esprimono. In generale quando una
persona comprende il senso di una regola è automaticamente
portato a rispettarla.
Le regole, poi, vanno applicate con
giustizia se si vuol ottenere una leale accettazione.
L'imparzialità ed il senso di giustizia sono elementi di
fondamentale importanza nel bagaglio culturale di un buon
arbitro
L'arbitro non deve pretendere di essere il
possessore delle regole o l'esecutore unico delle stesse,
viceversa deve interpretare il proprio ruolo come semplice
testimone e garante delle regole stesse, attento a lasciare che
il gioco si svolga serenamente, coerentemente senza inopportune
interruzioni.
Essere in ordine ed in orario è segno di
serietà e professionalità che aiuta a dare una prima positiva
immagine di che cosa andrà a fare sul campo.
b) l'arbitro deve far leva sulla capacità
di scoprire e di riflettere sui propri comportamenti, deve saper
usare nel modo e tempo giusto il dialogo, quando può essere
utile per prevenire l'eccesso di agonismo tenuto conto che un
provvedimento di un certo peso, in generale, è previsto dopo
recidività.
Conoscere i regolamenti è importante, ma è
altrettanto importante conoscere se stessi, per dare una
corretta immagine del ruolo che si ricopre. Da un punto di vista
psicologico mostrare un carattere troppo autoritario induce a
pensare che dietro tale atteggiamento vi siano forti bisogni
aggressivi a volte poco evidenti. Bisogna anche ricordarsi che
spesso l'arbitro non viene accettato quando con i suoi
atteggiamenti si è reso antipatico, indisponente. L'autorità che
nasce dal potere disciplinare insegna che un gesto tempestivo e
composto assume il valore di una grande comunicazione. La
protesta va punita se toglie all'arbitro autorità nei confronti
degli altri. Chi è soggetto e subisce un provvedimento non va
umiliato L'abuso di autorità condiziona i rapporti.
Un altro aspetto importante che evidenzia
qualità caratteriali e psicologiche dell'arbitro sono gli
atteggiamenti che vengono assunti durante il colloquio di fine
gara con il commissario speciale. L'arbitro deve accettare con
serenità il giudizio, la valutazione e le osservazioni tecniche
che il commissario esprime tenendo presente che è negativo
lasciarsi trasportare da eccessiva emotività. Con il Commissario
speciale è bene creare un clima adatto e possibilmente
favorevole domandandosi primariamente se e in che cosa si è
sbagliato, in quali momenti della partita ci sono state
difficoltà, quali iniziative non sono state prese o sono state
prese in tempi sbagliati.
Questo non significa perdere stima e
fiducia in se stessi o addirittura giudicare se stessi come
degli incompetenti o degli incapaci. Significa semplicemente
riconoscere che non si è onnipotenti, che nelle situazioni
relazionali complesse è facile sbagliare, che l'umiltà vera, non
quella detta a parole, è la virtù più importante, quella che
rende davvero grande un uomo, un arbitro.
C) Nella gara o nella manifestazione che
prevede più giornate di gioco come è una finale di campionato
giovanile, l'arbitro deve sapersi immedesimare nel modo giusto e
cioè senza eccessiva fiscalità ma certamente senza troppa
tolleranza. Deve trovare una coerenza nelle valutazioni di ogni
singola gara e tale coerenza deve essere rispettata per l'intero
svolgimento del torneo.
Lo stare in campo da arbitro obbliga il
rispetto delle primarie competenze di meccanica del doppio
arbitraggio per poter essere sempre in grado di assicurare la
giusta attenzione visiva su ogni azione di gioco.
Quando un giocatore riceve la palla da un
passaggio di un compagno, quando si arresta con la palla in
mano, quando atterra dopo aver conquistato un rimbalzo, gli
occhi dell'arbitro che ha la primaria responsabilità di seguire
dette azioni devono arrivare sul posto un attimo prima dei piedi
del giocatore per poter avere elementi certi sui quali fare le
valutazioni del caso , come, per esempio, l'utilizzo del piede
perno.
In materia di contatti tra giocatori con o
senza palla, è basilare non dimenticare che gli stessi non sono
quasi mai automaticamente falli.
Un buon arbitro deve essere sempre in
grado di stabilire chi per primo ha provocato il contatto
evitando di "premiare" il giocatore che è andato alla ricerca
del contatto stesso non curandosi dell'aspetto tecnico
dell'azione.
Molto spesso guardando i piedi del
difensore si può avere un importante aiuto per stabilire se la
legalità difensiva è stata o non è stata stabilita, parimenti
valutando il punto di contatto (spalla - petto - gambe) si può
decidere se il fallo è da addebitare all'attaccante o al
difensore.
Nei tentativi di stoppata o negli anticipi
difensivi da tergo è basilare non anticipare il fischio, una
dose di pazienza può evitare di fischiare come fallo un contatto
minimo ed ininfluente che avviene dopo aver stoppato o deviato
la palla.
Buona cosa è il non trascurare mai la
lettura dello spazio tra la linea di fondo ed il "cilindro" che
occupa la difesa quando l'attaccante cerca la penetrazione a
canestro. La linea è un muro, il difensore rappresentato dal
cilindro che per primo ha acquisito la posizione legale può
muoversi retrocedendo, può sollevarsi da terra ma le braccia
deve essere mantenute perpendicolarmente dentro il cilindro
stesso.
Da
queste indicazioni gli arbitri coinvolti nei vari "STAGE"
perfezionano il proprio bagaglio tecnico e trovano motivi per
discutere costruttivamente in gruppo con i vari istruttori. |