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L'Istruttore risponde ai quesiti

di Alessandro Teofili

Arbitro dal 1968, ha diretto in serie A 510 gare con 9 finali scudetto e dal 1977 in campo Internazionale con importanti presenze in Campionati e Coppe Europee. Conclusa l'attività nel 1999, collabora ora con Aldo Albanesi come Istruttore Nazionale con particolare coinvolgimento nel triplo arbitraggio e nell'Attività Giovanile.

 

Massimo Solfanelli scrive:

"In una partita un giocatore ha continuato a giocare per un paio di minuti con 5 falli senza che nessuno se ne accorgesse; poi è stato fatto uscire senza alcun provvedimento. Un'altra volta ho visto dare fallo tecnico alla panchina per un giocatore rientrato in campo con 5 falli. Potrei sapere perchè? "

Risposta:

Il Regolamento Tecnico prevede una differenza sostanziale tra:

-          giocatore che continua a giocare nonostante abbia commesso il suo quinto fallo personale e

-          - giocatore che, commesso il quinto fallo viene sostituito e successivamente, anche se involontariamente, viene fatto rientrare in campo.

Nel primo caso, la responsabilità ricade sulla squadra CIA (Arbitri, Ufficiali di campo) che evidentemente non ha lavorato bene, non ha segnalato o ha segnalato poco chiaramente che il giocatore dovesse uscire per raggiunto limite di falli; e soprattutto non ha curato che il giocatore venisse sostituito, permettendogli di rimanere sul terreno nonostante la penalità raggiunta.

Essendo un errore non imputabile alla squadra del giocatore, nessun provvedimento sarà adottato nei suoi confronti. Appena scoperto l'errore, alla prima possibilità di palla morta, il giocatore verrà fatto uscire e sostituito.

Nel secondo caso, invece, la responsabilità ricade totalmente sulla squadra del giocatore che ha commesso il quinto fallo la quale, essendo stata regolarmente informata della sanzione, deve sapere e non deve permettere che questi rientri in gioco in nessun caso.

Il fatto che il tavolo non si accorga dell'errore qui non è considerato.

La responsabilità è della squadra del giocatore. Alla prima possibilità di palla morta, la penalità sarà un fallo tecnico attribuito all'Allenatore e registrato a referto come "C".

Vale la pena di evidenziare che tutto ciò che dovesse succedere nel periodo di gara giocato in tali situazioni anomale rimane valido (falli commessi, falli subiti, tiri liberi effettuati, canestri subiti, canestri realizzati, etc.).

 

Luigi Salvini chiede:

"Ho visto un giocatore in palleggio, forse casualmente o volontariamente?, far passare la palla sotto le gambe dell'avversario e riprendere a palleggiare. E' regolare?

Potrei, poi, sapere quali sono i modi di arrestarsi per un giocatore che sta palleggiando?"

Risposta:

A - Un giocatore in palleggio può far passare la palla sotto le gambe di un avversario!, o dove altro ritiene, e (non importa dopo quante battute di palla sul terreno) riprendere il palleggio purchè in modo regolamentare: palmo della mano sopra la "semisfera" superiore della palla.

Se, per riprendere il palleggio, mette la mano sotto la palla o la prende con le due mani commette violazione di doppio palleggio.

Si ricorda che, nella fase di palleggio, non c'è limite al numero di passi che un giocatore può compiere quando la palla non è a contatto della mano.

B - Il Regolamento Tecnico prevede che un giocatore chiuso il palleggio possa operare un arresto ad un tempo oppure a due tempi:

1) nel primo caso, il giocatore si arresterà atterrando contemporaneamente sui due piedi e quindi potrà usare indifferentemente l'uno o l'altro piede come perno;

2) nel secondo caso, si arresterà prima su un piede e poi sull'altro, e sarà considerato perno il primo piede ad aver toccato terra;

3) ulteriore possibilità di arresto a due tempi, si ha allorchè il giocatore si arresta prima su un piede, poi saltando e ricadendo contemporaneamente su ambedue i piedi; in tal casi, nessuno dei due piedi potrà essere usato come perno.

 

In tutti e tre i casi 1), 2) e 3) il piede perno, cos“ stabilito, può essere sollevato per tirare a canestro o per passare la palla, e non può essere ripoggiato sul terreno prima che la palla abbia lasciato le mani del giocatore.

 

Aldo Ricciardi chiede:

"Mi è capitato in gara che la palla si incastrasse sull'anello. Gli arbitri, due giovani, non sapendo che fare hanno fatto una contesa. E' giusto?"

Risposta:

I due giovani arbitri, speriamo conoscendo la regola, hanno preso la decisione corretta.

Infatti, ogni volta che una palla viva si blocca nel supporto dell'anello si crea una situazione di salto a due. La ripresa del gioco avverrà, a seconda del campionato nel quale ci si trova, con una rimessa per possesso alternato o con un salto a due (contesa).

Questo vale su di un tiro a canestro in azione, su una qualsiasi palla deviata, su una normale rimessa dalle linee laterali, etc.

Nel caso di tiri liberi, si deve distinguere le soluzioni tra:

- unico o ultimo dei liberi seguito da rimbalzo, situazione di salto a due;

- qualsiasi altro dei tiri liberi, tiro non realizzato, si passa all'azione successiva (altro tiro libero, rimessa).

Un'eccezione: nel caso di rimessa dalle linee laterali conseguente a rimessa per possesso alternato, il far bloccare la palla nel sostegno dell'anello è considerata violazione. A seguito della violazione la freccia di possesso alternato verrà immediatamente girata e, poi, la squadra avversaria avrà la palla a disposizione per una normale rimessa in gioco dalle linee laterali.
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