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Credo che con l'introduzione in
questi anni della regola dei 24" le difese a zona abbiano
abbandonato il loro aspetto tradizionale per trasformarsi in
difese combinate o che cambiano aspetto durante la stessa
azione, per far s" che l'attacco "spenda" secondi preziosi per
la loro lettura e quindi arrivare ad una soluzione affrettata e
quindi con poca lucidità.
E' importante quindi istruire la
squadra a saper giocare secondo principi, anzichè essere legati
a schemi precisi, avendo cos" una o due tracce da seguire o
modificare, ma che possono andar bene un po' per tutte le difese
che si incontrano e non dove perdere troppo tempo per lo
schieramento e le conseguenti letture offensive.
E' naturale che per un buon attacco alla zona non è sufficiente
avere buoni tiratori, ma la scelta e l'uso dei fondamentali di
palleggio, passaggio e uno contro uno (con e senza palla), sono
elementi altrettanto basilari.
L'uso del passaggio per cambiare lato alla palla, per
coinvolgere il pivot basso o il post alto, muoversi senza la
palla giocando dei tagli, andare a rimbalzo d'attacco, giocare
uno contro uno con palla (penetrazione e scarico) o senza palla
(lettura della difesa già prima della ricezione), sono tutti
fondamentali importantissimi per rendere efficace non soltanto
un buon attacco alla zona, ma anche alla difesa individuale.
La scelta dello schieramento e dei movimenti conseguenti non
possono prescindere dalle caratteristiche dei giocatori che
abbiamo:
* Lunghi che sanno tirare da
fuori;
* Lunghi che sanno passare la palla;
* Piccoli che sanno usare i blocchi (con palla o senza) o
sfruttare i tagli;
* Piccoli che sanno tirare da fuori.
Un'altra considerazione da fare riguarda l'aspetto mentale di
chi utilizza la zona: per cambiare l'inerzia della partita,
rompere il ritmo, sfruttare carenze tecnico - tattiche
dell'avversario, costringere l'attacco a pensare.
Per questi motivi è quindi necessario allenare la squadra ad
attaccare mentalmente la zona, cercando di costruire i tiri
migliori con equilibrio (tiro da fuori, penetrazioni, palla in
pivot basso).
Sbagliare dei buoni tiri non vuol dire aver attaccato male la
zona, ma attaccarla senza equilibrio può diventare un limite.
I principi che seguiamo sono:
1. Non far schierare la zona: uso del contropiede primario e
secondario (diagr. 1 e 2).

Diagr. 1
Diagr 2
2. Attaccare gli spazi
lasciati liberi da ogni schieramento, ovvero giocare nei "buchi"
(diagr. 3, 4 e 5) e sfruttarli con:
a) uso del palleggio
b) uso dei passaggi
c) uso dei tagli
d) uso dei blocchi
e) creare sovrannumeri per costringere la difesa a scegliere
("distorcere" l'attacco)
f) coinvolgimento del post alto

Diagr. 3
Diagr 4
Diagr. 5
a) Utilizziamo il palleggio
per far muovere la difesa, costringerla cos" ad una scelta, ed
ottenere un vantaggio (diagr. 6 e 7).

Diagr. 6
Diagr 7
b) Ad ogni penetrazione deve
corrispondere una reazione di tutti i compagni per creare linee
di passaggio cos" da essere poi in grado di scegliere il
passaggio migliore: battuto, in salto, skip, lob (diagr. 8 e 9).

Diagr. 8
Diagr 9
c) L'utilizzo dei tagli per
giocare dietro o davanti alla difesa o l'utilizzo di tagli dal
lato debole al lato forte per costringerla ad adeguarsi (diagr.
10, 11 e 12).

Diagr. 10
Diagr 11
Diagr. 12
d) Di contenimento o blocchi
sulla palla (diagr. 13).
e) Indipendentemente dallo schieramento offensivo, l'idea di
creare un sovrannumero (tre contro due, due contro uno, quattro
contro tre) su una zona del campo piuttosto che un'altra, fa s"
che la difesa si trovi in una situazione di emergenza,
costringendola ad una scelta e lasciando all'attacco una buona
soluzione di tiro, passaggio o penetrazione e scarico (diagr. 14
e 15).

Diagr. 13
Diagr 14
Diagr. 15
f) Lo ritengo un elemento
fondamentale per qualunque tipo di attacco. Dalle sue mani passa
la possibilità di cambiare lato alla palla, di coinvolgere gli
esterni o gli interni per un tiro aperto, creare imbarazzo tra
la prima e la seconda linea difensiva, prendersi dei tiri ad
alta percentuale, creare situazioni di pick and roll vantaggiose
per se e per gli altri. Avere un giocatore che sa usare il corpo
per tagliare fuori un difensore, che ha capacità di lettura da
quella posizione, che sa usare i piedi per "aprire" il perno
prima di un passaggio facilita di non poco un buon attacco alla
zona (diagr. 16 e 17).

Diagr. 16
Diagr 17
Con questi principi partiremo
da una situazione di cinque contro cinque per far vedere ai
giocatori il movimento nel suo insieme e le reazioni globali
della difesa, per poi allenare situazioni spezzate, magari con
sovrannumeri dell'attacco o della difesa, nelle quali
analizzeremo gli aspetti che più ci interessano, per poi tornare
ancora al cinque contro cinque.
Ciò che lasciamo ai giocatori è la loro capacità di trovare
soluzioni diverse (dettate dal loro talento), ugualmente
efficaci al di là di ciò che abbiamo previsto nel nostro
movimento offensivo, purchè seguano i vostri principi di
attacco.
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