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Nel preparare una squadra ad
affrontare una stagione agonistica durante l'estate si pensa a
regole difensive da applicare, a che tipo di difesa alternativa
alla uomo preparare, a come e quanto si vuole correre il
contropiede, a impostare una squadra che giochi "libera" da
schemi rigidi o viceversa, ecc. Ognuno di noi, a qualsiasi
livello, cerca di sperimentare qualcosa di nuovo, di inventare
soluzioni originali cadendo spesso nell'errore di esagerare.
Vero è che la pallacanestro cambia, si evolve e se nessuno
sperimentasse non vi sarebbe sviluppo del gioco. Però, a mio
avviso, l'innovazione deve essere inserita con cautela e nelle
giuste dosi. In particolare, venendo all'argomento di questo
articolo, spesso si sente dire: "ma Chicago lo fanno tutte le
squadre, non lo possiamo fare anche noi!" e la stessa cosa vale
per il doppio pick and roll sui gomiti anche detto Double high.
La Doppia Uscita, ossia il gioco d'attacco che proponiamo in
questa sede, non sfugge a tale commento, anzi probabilmente ne è
ancor più soggetto visto che circa l'80% delle squadre lo gioca.
Ma a chi sostiene "questo gioco lo fanno tutti quindi le squadre
sono abituate a difendervi contro", spesso, banalizzando,
rispondo: "se lo fanno tutti e tutti continuano a farlo
evidentemente significa che funziona!". In realtà ogni schema
può essere efficace o no, ma questo dipende solo ed
esclusivamente dalle caratteristiche tecniche ed atletiche dei
giocatori che lo applicano. Inoltre, la Doppia Uscita è solo
l'inizio di un gioco che può avere la sua continuità in svariati
movimenti.
Pensando alla squadra che alleno
(la SICCBPA Jesi), risulta immediatamente evidente che ho
guardie ed ali piccole molto abili nell'uscire dai blocchi di
contenimento e dagli stagger; in particolare Whiting, Blizzard e
Casini sono micidiali nel tiro in uscita dai blocchi e hanno
buonissime capacità di lettura della difesa; Jamal Robinson ha
una spiccata forza atletica che mette in difficoltà ogni altro 3
di LegaDue e riesce a fare molto efficacemente ricciolo sui
blocchi; per quanto riguarda il playmaker, Lupo Rossini, oltre a
correre bene in contropiede, è molto più adatto a fare giocare
le squadre con schemi e chiamate fisse anzichè con giochi
liberi. Contro le difese schierate la migliore arma di Lupo è il
taglio back door con il quale riesce ad esprimere le sue doti
atletiche. I lunghi della nostra squadra, oltre ad essere
eccellenti rimbalzisti, hanno caratteristiche offensive
complementari fra di loro: Singleton e Montonati hanno la mano
molto educata da fuori con un range di tiro fino ai tre punti;
Rocca, con il gancio di destro e sinistro, ha grosse percentuali
nell'uno contro uno spalle a canestro.
Fatta questa premessa, in fase di
programmazione io ed i miei assistenti Petronio e Milli abbiamo
pensato che la Doppia Uscita potesse essere un valido sistema da
adottare. Le diverse maniere di sviluppo del sistema sono il
frutto dell'esperienza vissuta nei tanti anni di assistentato ad
allenatori che hanno applicato la Doppia Uscita cercando di
renderla efficace in relazione alle caratteristiche dei
giocatori allenati. In questo senso, grande giovamento ho potuto
trarre dall'esperienza avuta da assistente di Luca Dal Monte ad
Avellino, visto che buona parte del gioco offensivo di quelle
squadre passava attraverso questo schieramento iniziale.
Andando sullo specifico,
solitamente il giocatore che sfrutta uno dei due blocchi di
contenimento è il 2 o il 3. Nel caso della nostra squadra, se ci
riferiamo al quintetto di partenza che solitamente schieriamo,
il 2 è Whiting mentre il 3 è Robinson. Utilizziamo sempre due
chiamate diverse per indicare chi deve partire sotto il canestro
e chi sulla linea del tiro libero. Nello specifico se Lupo
Rossini chiama lo schema uno alto, sarà 2 a partire sotto il
canestro (diagr. 1). Viceversa se chiama uno basso (diagr. 2).
Tutto ciò in quanto desideriamo che sia il nostro playmaker a
decidere chi deve sfruttare i blocchi. Questo per molteplici
ragioni: può voler andare sul giocatore in un particolare
momento positivo, oppure da colui marcato da un difensore con
problemi di falli, ecc. Chiediamo al nostro giocatore che
sfrutta uno dei due blocchi di contenimento di fintare l'uscita
su un lato per poi sfruttare il blocco dalla parte opposta o
fintare nuovamente. Spesso questa operazione non è possibile in
quanto la difesa cerca di condizionarti su un lato, quello dove
l'attaccante è più debole. Senza entrare nel dettaglio dell'uso
dei blocchi, rimandando ad altra sede questo tema, una volta
sfruttato il blocco di contenimento, l'uomo sul tiro libero si
apre sul lato opposto al suo compagno di squadra (diagr. 3). A
questo punto 1 ha due opzioni di passaggio: può passare la palla
al compagno di squadra partito da sotto il canestro (è questa la
situazione più frequente) oppure al giocatore partito dalla
linea del tiro libero. Al nostro 1 (solitamente Lupo Rossini)
diciamo di spostarsi nella posizione di guardia opposta a dove
ha passato palla (diagr. 4).

Diagr. 1
Diagr. 2
Diagr. 3

Diagr. 4
Al nostro 2, una volta ricevuta
la sfera, diamo quattro possibili scelte che deve prendere in
una frazione di secondo:
1. tiro (la più semplice e
scontata);
2. Penetrazione sul fondo;
3. penetrazione sul centro;
4. palla dentro al lungo.
1. Tiro. Ci sono molti giocatori
che sanno leggere la difesa e riescono a liberarsi per un tiro
comoda anche con un semplice blocco di contenimento come questo.
Fra i nostri giocatori abbiamo Robinson molto abile nel fare
ricciolo se il difensore lo segue. Altri giocatori, come
Esposito di Scafati, sono dei maestri nell'utilizzare il blocco
in allontanamento se la difesa decide, a modi suicidio, di
passare in mezzo. Su questo punto riteniamo che ci sia poco da
dire: sono i giocatori, con le loro peculiarità e capacità di
lettura della difesa, a fare in modo che si possa creare una
soluzione di tiro cos“ rapida. Ma, personalmente, non penso che
la Doppia Uscita possa sempre essere interpretata come una
maniera di arrivare ad un tiro rapido, bensì come un modo per
innescare altri movimenti che obblighino le difese a fare aiuti,
creare rotazioni, ecc. liberando, con un extra-pass, tiri aperti
per altri compagni di squadra. Ecco che le opzioni 2, 3 e 4
assumono maggiore importanza di analisi.
2. Penetrazione sul fondo. Dopo
aver ricevuto, se 2 esegue una penetrazione sul fondo innesca
una serie di movimenti che vediamo nel dettaglio. Innanzitutto
la penetrazione deve essere fatta per "attaccare" e non per
"spostare la palla". Se si attacca si creano reazioni della
difesa che ci possono portare a dei vantaggi; se si sposta la
palla non si crea nulla ma, anzi, si è attaccati dalla difesa.
Come si nota nel diagr. 5, il lungo sul lato palla lo facciamo
alzare all'altezza del gomito dell'area; si potrebbe creare per
lui un tiro aperto se il suo uomo si ferma ad aiutare sulla
penetrazione. Il lungo sul lato opposto fa un movimento dentro
l'area verso la linea tratteggiata (questo movimento viene
chiamato duck in quanto simile al movimento del collo delle
papere). 1, come visto in precedenza, si sposta nella posizione
di guardia sul lato debole, mentre 3 "scivola" in angolo. Ora,
se non ci sono aiuti, 2 può arrivare fino a concludere a
canestro. é la situazione più auspicabile, ma anche la più
improbabile. Se ciò accadesse i nostri avversari dovrebbero fare
qualche rettifica nella loro difesa! Se la difesa contiene l'uno
contro uno di 2, la nostra guardia avrà quattro possibilità per
scaricare la palla con i compagni di squadra pronti, se il caso,
a scoccare un tiro (diagr. 6). Se un tiro aperto non lo abbiamo
creato, vogliamo che in qualche maniera la palla arrivi a 1:
direttamente da 2, attraverso 3 oppure attraverso 4 (diagr. 7).
Non appena 1 riceve, facciamo portare un blocco verticale da 4
per 2 (diagr. 8). Questo un blocco molto efficace in quanto lo
si esegue contro un difensore (l'uomo di 2) che qualche istante
prima ha dovuto fare un grosso sforzo per contenere una
penetrazione. Non appena 2 riceve in posizione di guardia, 3
sfrutta un blocco stagger sulla linea di fondo mentre 1 utilizza
un blocco cieco sul lato debole (diagr. 9). 2 quindi, oltre a
tirare o a penetrare, può trovare un buon passaggio per un
tiratore in uscita dai blocchi (3, Robinson), un passaggio sul
lato opposto per Rossini che, sfruttando un cieco, taglia verso
canestro, oppure dare la palla dentro a 4.

Diagr. 5
Diagr. 6
Diagr. 7

Diagr. 8
Diagr. 9
3. Penetrazione sul centro. Se 2,
dopo aver sfruttato la doppia uscita, penetra sul centro
(ovviamente sempre per attaccare e non spostare la palla), il
lungo sul lato palla si sposta in mezzo-angolo mentre il lungo
sul lato debole si fa vedere sotto il canestro. 1, anche in
questa situazione, si sposta in posizione di guardia sul lato
debole e 3 "scivola" in angolo entrambi pronti per uno scarico (diagr.
10). Anche in caso di penetrazione centrale il nostro obiettivo
è di innescare dei blocchi in uscita per le nostre guardie dopo
che i rispettivi difensori si sono dovuti impegnare a contenere
l'uno contro uno. Anche in questa situazione, ovunque 2 scarichi
la palla, se il ricevente non ha un buon tiro a disposizione
deve, in ogni modo, fare arrivare la palla a 1 (diagr. 11). 4,
dalla posizione di mezzo-angolo, lo facciamo salire sul gomito (diagr.
12). Questo taglio deve essere fatto con l'intento di ricevere e
tirare. Infatti sia Singleton che Montonati sono due buoni
tiratori da quella posizione, mentre Rocca, se riceve, può
tentare la penetrazione con efficacia. Se 4 riceve ma non ha la
possibilità di concludere, 1 (Rossini) taglierˆ back door a
canestro; 3 rimpiazzerà la posizione di 1 passando fuori dalla
linea dei tre punti per evitare cambi difensivi (diagr. 13). Se
non c'è il passaggio back door per 1, 3 riceverà palla e si
innescheranno nuovamente il blocco verticale per 2, lo stagger
per il giocatore in angolo (in questo caso 1) ed il susseguente
cieco per l'uomo in guardia sul lato debole visti nel punto 2
(penetrazione sul fondo) (diagr. 14 e 15). Invece, se, come
visto nel diagr. 12, 4 salendo non riceve palla, attende un
attimo ed innesca la stessa situazione di verticale, stagger e
cieco viste sopra (diagr. 16). In questo caso, però, il timing
dei movimenti sarebbe spezzato e la palla starebbe per troppo
tempo ferma nelle mani di 1. Ma se ciò è quanto la difesa ci
concede, ci dobbiamo adeguare!

Diagr. 10
Diagr. 11
Diagr. 12

Diagr. 13
Diagr. 14
Diagr. 15

Diagr. 16
4. Palla dentro. Se 2, dopo aver
ricevuto palla serve immediatamente il lungo sul suo lato,
inneschiamo quanto segue: 2 si può spostare dalla posizione di
ala a quella di angolo sul lato della palla leggendo la
posizione del proprio difensore. Il lungo opposto si alza sul
gomito dell'area sul lato forte. 1, come al solito, si sposta in
guardia sul lato debole e 3 "scivola" o, come certe volte ci
piace dire, spot up nell'angolo opposto (diagr. 17). Se 4 (o 5,
visto che il gioco per i lunghi è simmetrico) gioca l'uno contro
uno spalle a canestro, l'altro lungo, che nel frattempo era
salito in post alto, sta pronto per ricevere palla aspettando
due palleggi. Dopo il secondo palleggio taglia a canestro per
uno scarico (diagr. 18). Se invece riceve palla, ha come prima
opzione il tiro, altrimenti può servire Rossini (1) che taglia
back door. Durante il taglio di 1, 3 si alza dalla posizione di
angolo in ala passando sempre fuori dalla linea dei tre punti,
ancora una volta per evitare il cambio difensivo 1-3 (diagr.
19). 5 ribalta il lato alla palla servendo 3 (Jamal Robinson) e
gioca un pick and roll "al volo", come a noi piace dire. 4, che
è in post basso sul lato debole, fa duck in area pronto a
ricevere uno scarico (diagr. 20).

Diagr. 17
Diagr. 18
Diagr. 19

Diagr. 20
Questa è la nostra maniera di
interpretare la Doppia Uscita. A chi legge potrebbe sembrare una
"gabbia" per i giocatori, in special modo per ragazzi di talento
come sono quelli che ho la fortuna di allenare. Ma non mi
stancherà mai di dire che i ragazzi, dentro il campo, debbono
essere capaci di trasgredire le regole, certe volte fin troppo
rigide, imposte da noi allenatori. Questa "trasgressione" deve
essere il frutto di una lettura degli avversari che mira ad una
maggior efficienza ed efficacia del sistema di gioco stesso. é
per questo che, se i giocatori escono dai binari di gioco da noi
confezionati ed a volte sbagliano, una certa clemenza è
d'obbligo. Inventare s“, ma dentro un sistema. In altri termini,
nella nostra squadra vogliamo dei giocatori con la "G"
maiuscola, capaci di risolvere ed affrontare i problemi che si
creano dentro il rettangolo e non dei "soldatini" perfetti,
semplici esecutori.
Con la speranza di
non avervi annoiato troppo, faccio a tutti un "in bocca al
lupo". |