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- Iniziare
ad instradare la tecnica dei vari fondamentali verso una
corretta meccanica esecutiva, e quindi con una diretta
osservazione e cura degli stessi sia da parte dell'istruttore
che da quella dell'allievo.
- Porre
particolare attenzione alla distribuzione del peso del corpo sui
piedi (sulla loro parte avanzata, avanpiede) e sulle gambe
(giusto equilibrio).
-
Proporre dei correttivi base ad eventuali errori d'impostazione
di gesti tecnici stimolando la partecipazione dell'allievo nello
stabilire l'accaduto per una formazione più conscia, adeguata,
completa e flessibile, nonchè responsabile dello stesso, senza
pur tuttavia esasperare le richieste di precisione.
- Il
lavoro tecnico s'inizia dai fondamentali individuali d'attacco
con la palla per poi proseguire con quelli senza la palla ed, in
seguito, quelli di difesa. Da un'idea ludico-pedagogica nonchè
utilitaristica per l'età in questione.
-
Dedicare un po' di tempo, al di fuori dell'allenamento, per
quegli allievi arrivati in ritardo rispetto agli altri, o per
allievi con gravi problemi di coordinazione.
CONCETTI
DA INFONDERE
- Trovare piacere al gioco in
generale e, più nello specifico, nella pallacanestro.
- Trovare piacere a stare insieme
in gruppo.
- Trovare piacere al gioco anche
inteso come lavoro impegnativo.
ATTACCO
Transizione
Concetto di transizione: capire
quando!
CONTROPIEDE
- Reazione mentale e fisica di
cambio da una situazione di difesa ad una d'attacco.
- "Verticalizzare" se stessi e la
palla sempre e nel più breve tempo possibile.
- Passare sempre la palla al
compagno in migliore posizione. (diagr. 1)
- Se si è più indietro della
palla far di tutto per sorpassarla. (diagr. 2).
- Se si può, evitare il
palleggio, comunque, iniziare a limitarlo al necessario.
- Iniziare a "rispettare" gli
spazi sul campo, andando verso i punti migliori dello stesso
-"spot" (diagr. 3).

Diagr. 1
Diagr. 2
Diagr. 3
NOTE
METODOLOGICHE PER IL CONTROPIEDE
E'
consigliabile, in questi primi approcci, non dare traiettorie o
itinerari definiti da seguire sul campo, ma solo idee, punti, in
sostanza regole logiche alle quali l'allievo si potrà ispirare,
senza commettere cos“ degli errori macroscopici, dando però cos“
la possibilità agli allievi di mostrare ed utilizzare la loro
creatività e adeguatezza. Per esempio, mentre si corre in avanti
non seguire da vicino le traiettorie intraprese già da un
compagno, oppure, se un allievo, che è già in una posizione
ottimale, vede un compagno che sta sopraggiungendo nella stessa
posizione, il primo si sposti in un'altra posizione anch'essa
valida, lasciando cos“ lo spazio libero per il compagno cos“ da
avere, in tempi ottimali, ognuno una posizione da poter
sfruttare per giocare al meglio.
ATTACCO
SU DIFESA SCHIERATA
- Non
dare ruoli, ma posizioni sul campo - almeno quelle essenziali,
anche senza rendere le cose esageratamente impegnative per i
giovani di queste età (diagr. 4 e 5).

Diagr. 4
Diagr. 5
- Tutti
debbono provare a giocare in tutte le posizioni per aumentare il
loro vissuto tecnico-corporeo (aumentare le esperienze motorie).
- Non si
è padroni assoluti della palla, ma tutti hanno il diritto di
giocarla, se nelle posizioni giuste, e non solo i più bravi.
-
Posizionarsi in un posto utile per l'attacco e non a caso, senza
disturbare il lavoro (gioco) degli altri (diagr. 6)
- Non
sostare nella postazione prescelta per troppo tempo (massimo 2-3
secondi), ma cambiare e disporsi in una nuova posizione
anch'essa utile, sempre nel rispetto del movimento collettivo e
dell'armonia generale (diagr. 7 e 8).

Diagr. 6
Diagr. 7
Diagr. 8
- Per
ricevere la palla bisogna liberarsi (smarcarsi), usando
movimenti come tagli e smarcamenti; comunque, non stare mai
fermi; quindi uno contro uno senza palla, liberi di farlo
spontaneamente, con i criteri esposti, ovviamente nei limiti del
possibile.
- Non
utilizzare i blocchi in quest'età è a nostro avviso un valido
mezzo per far crescere i ragazzi al meglio, facendo s“ che gli
stessi imparino a togliersi d'impaccio da soli senza iniziare,
cos“ giovani, a ricorrere ai "trucchi " della tecnica, e
all'ausilio d'altri compagni.
-
S'inizia a dover rispettare gli spazi a disposizione dei
giocatori in funzione del gioco e dei compagni -"spacing" (diagr.
9).

Diagr. 9
-
Iniziare a rispettare i tempi di movimento nel gioco proprio e
nel gioco d'assieme -"timing".
- Dopo
ogni passaggio eseguito da un compagno, eseguire un movimento,
sia per ricevere più facilmente, sia per impegnare il proprio
difensore, ed, eventualmente, anche altri difensori (diagr. 10).
-
Stimolare fortemente il tiro laddove ve ne sia bisogno (non
avere paura del tiro se il movimento è corretto ed il momento è
giusto); base dell'idea tecnica dell'uno contro uno: se
l'avversario è distante, tirare, se l'avversario è vicino,
penetrare, ecc. (diagr. 11).
-
Occupare gli spazi che si vengono a liberare (diagr. 12).

Diagr. 10
Diagr. 11
Diagr. 12
-
Nell'uno contro uno in attacco stimolare sempre la lettura di
ciò che propone le difesa con un atteggiamento piuttosto che un
altro, se risulta lontana o se al contrario e molto vicina etc.;
comunque, considerare sempre l'istintività del gesto proposto
dall'allievo, ricordando che l'errore è sempre uno dei migliori
mezzi per imparare e correggersi, se non autocorreggersi, nei
giovani, e non solo in loro (impostazione base dell'uno contro
uno).
-
Sviluppare con particolare attenzione e con una didattica
appropriata, nonchè specifica la visione del gioco, o visione
periferica, limitabile in quest'età d'undici/dodici anni almeno
ai proprio compagni o ad alcuni di loro, i più vicini
solitamente, lasciando il controllo degli avversari ad età
successiva (leggi categoria Bam) pur suggerendo di provare a
farlo (diagr.13).

Diagr. 13
NOTE PER
L'ISTRUTTORE
Non
giudicare mai un tiro effettivamente da eseguire, quindi
tecnicamente e tatticamente ben selezionato, ma, magari mal
riuscito, se non comunque con una nota positiva, lo stesso per
altre tecniche ben utilizzate, ma mal riuscite.
DIFESA
Concetti
essenziali
- Avere
piacere e voglia di difendere (stimolare l'orgoglio personale)
ed instaurare le prime basi del principio legato alla "mentalità
difensiva".
-
Difendere bene vuol dire avere migliori possibilità di vittoria.
- Senso
di responsabilità individuale: non farsi battere facilmente in
difesa, "se io cedo, tutti gli altri ne subiscono le
conseguenze".
Tecnica
- Tenere
sempre la "linea": stare sempre sulla linea tra la palla ed il
canestro avversario, oppure tra il corpo dell'avversario ed il
canestro.
-
Impostare l'idea di "distanza" dall'avversario (diagr. 14).
- Rendere
difficoltosi tutti i passaggi degli attaccanti sul perimetro e
d'improbabile realizzazione quelli all'interno dell'area, ove ce
ne fossero (nella maniera più sentita, istintiva, non
richiedendo tecniche specifiche).
-
Tagliafuori sostanzialmente ricordato, se non sistematico al
rimbalzo, omettendo ancora tecniche esecutive sofisticate e
troppo precise, almeno degli allievi più vicini all'area dei tre
secondi (diagr. 15).

Diagr. 14
Diagr. 15
-
Capacità di reazione mentale nel passaggio da difensore ad
attaccante (transizione difensiva).
PROPOSTE
DIDATTICHE
-
Equilibrio e distribuzione del peso del corpo.
-
Migliorare la propriocezione, in special modo della mano sulla
palla, utilizzando particolarmente esercizi di ball-handling, e
per i piedi, per esempio con esercitazioni a piedi scalzi.
-
Riproduzione di segmenti di gioco di base.
-
Situazioni di gioco agonistico anche se non richieste in forma
esasperata.
-
Controllo sistematico, anche se mai con richieste esagerate
della meccanica (tecnica) dei fondamentali proposti, come il
palleggio e sue variazioni; uso della mano debole, sempre quando
il caso lo richiede, anche in dinamismo; il passaggio con i
criteri tecnici che lo rivestono nei tipi, due mani dal petto,
due mani sopra il capo e baseball, poi il tiro da fuori, mai da
distanze esagerate in base alle caratteristiche individuali, ed
il tiro in corsa dai due lati; cura tecnica di quest'ultimo,
inteso come definizione dei parametri fondanti per stabilire una
base ottimale utile per il progetto di lavoro futuro, come,
allineamenti degli assi braccio-corpo, piedi sempre verso
canestro, utilizzo propulsivo del polso e non della spalla,
anche a costo di far tirare gli allievi che non arrivassero al
canestro da più vicino degli altri.
-
Ripetizione del gesto del tiro come affinamento della mira e
della sensazione del canestro, con particolare attenzione alle
distanze di tiro da modulare anche in funzione della tipologia
fisica degli allievi.
-
Familiarità con il tiro in corsa eseguito a velocità anche
piuttosto sostenute, sia di destro, sia, in special modo di
sinistro.
-
Esercitazioni base sul contropiede, con lavoro imperniato sul
2c1, ma dove possibile anche di tre contro due, tre contro due +
uno e tre contro tre.
- Lavoro
sull'1c1, sia per l'attacco, sia per la difesa.
- Difesa
sull'uno contro uno, tenendo conto della "linea" e della
"distanza", sia su un uomo con palla, sia senza palla (inizio
del lavoro sui tagli e sui movimenti di smarcamento).
-
Movimento continuo sull'attacco a difesa schierata: non stare
mai fermi.
- Tagliafuori
difensivo. |