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Nel corso di questi anni le mie
squadre hanno spesso preferito attaccare le difese a zona che la
uomo; il motivo è che in preparazione svolgiamo un grande lavoro
su alcuni principi dai quali non ci staccheremo mai nel corso
dell’anno. L’acquisizione darà, durante il campionato, una
grande fiducia ai giocatori. Essi saranno un punto di
riferimento nei momenti in cui la squadra avrà bisogno di un
comune denominatore per ritrovarsi. È importante che i giocatori
abbiano delle indicazioni precise e comuni in modo che non si
possano creare alibi o equivoci. Questa è la regola ed è così
per tutti.
Una volta stabiliti i principi,
qualsiasi movimento offensivo (schema) risulta efficace, in ogni
caso prediligo movimenti molto semplici.
La prima considerazione che
sottopongo ai miei giocatori è: la difesa a uomo segue il
movimento degli uomini, la zona segue il movimento della palla.
In base a questo semplice
pensiero la zona dovrà muoversi seguendo ogni passaggio senza
sapere cosa vuole fare l’attacco; la zona deve reagire ad ogni
passaggio “stupido” che l’attacco esegue; questo tipo di difesa
si batte con i passaggi semplici, non con gli assist.
Se non c’è ritmo nei passaggi
non ci può essere un buon attacco.
Per avere un buon ritmo nei
passaggi è necessario decidere prima quando non si ha la palla
nelle mani.
Perciò la prima regola sarà:
giocare i passaggi prima della ricezione.
Ogni attaccante non in possesso
di palla dovrà decidere prima della ricezione cosa fare; in
questo modo saremo sempre in vantaggio sulla rotazione della
difesa.
Il giocatore 2 avrà degli angoli
di passaggio aperti per 4 e per 5 ma non ha il possesso della
palla. La chiave è passare immediatamente dopo la ricezione
della palla prima che la difesa regista al passaggio tra le
guardie 1 e 2 (diagr. 1).
Diagr. 1
Questo principio va applicato
anche al tiro e alla penetrazione.
La guardia 3 sul lato debole ha
molto spazio ma si trova a due passaggi dalla palla che è in
possesso di 2. L’abilità dell’attacco sarà quella di rovesciare
subito il fronte con 3 che prepara un tiro o una penetrazione
che dovrà immediatamente eseguire all’atto della ricezione. 1 e
3 devono pensare quando non sono in possesso della palla e
immediatamente agire quando riceveranno il passaggio: la difesa
si muove senza sapere cosa succederà (diagr. 2).
Farò adesso un esempio molto
semplice (diagr. 3). 1 e 3 si passeranno velocemente la palla
per dieci volte e per dieci volte la difesa a zona dovrà
adeguarsi; dieci passaggi stupidi corrispondono a dieci
adeguamenti stupidi, questa è la difesa a zona: una difesa
stupida! Ma chi la esegue non lo sa e continuerà ad adeguarsi!
La seconda regola è da noi
chiamata “Post Alto”, nel nostro sistema ogni attacco deve
passare dal post alto. Per una buona riuscita, che la palla
passi attraverso le mani dell’uomo in lunetta! A questo
giocatore sarà assolutamente vietato assumere una posizione che
gli consenta di fare solo da sponda (diagr. 4 e 5).

Diagr. 2
Diagr. 3
Diagr. 4
Diagr. 5
Il post alto dovrà essere nel
nostro sistema l’attaccante più pericoloso inserito nel cuore
della difesa avversaria; gli sarà vietato di allontanarsi per
ricevere e sarà nostra cura insistere perché gli esterni si
concentrino su come passare la palla in quella posizione.
Vediamo nei diagrammi 6 e 7 la
pericolosità della palla in quella posizione.
4 passaggi uno più pericoloso
dell’altro con la difesa che per forza deve chiudere nell’area
contro un eventuale tiro o una penetrazione del post alto.

Diagr. 6
Diagr. 7
I giocatori esterni dovranno
sempre partire ed arrivare oltre la linea dei tre punti (diagr.
8, 9 e 10).

Diagr. 8
Diagr. 9
Diagr. 10
Questa, come tutte le altre, è
una regola molto rigida, non vogliamo togliere spazio ai
giocatori esterni. La difesa a zona si pone come obiettivo la
protezione dell’area contro le penetrazioni o i passaggi
interni; un eccessivo ammasso verso l’area non fa altro che
favorire la difesa. Nel nostro sistema è di vitale importanza il
triangolo con il post alto (diagr. 11).
Per una corretta distribuzione
degli spazi e divisione dei difensori (impedire che uno impegni
due attaccanti), è necessario rispettare la regola del post alto
e degli esterni fuori dalla linea dei tre punti.
Diagr. 11
GIOCARE TRA DUE DIFENSORI O TRA
IL DIFENSORE E LA LINEA DI FONDO
Il giocatore LD (lato debole)
deve lavorare senza palla affinché la sua ricezione avvenga o
tra due difensori o tra un difensore e la linea di fondo (diagr.
12, 13 e 14).
In questo mmodo riuscirà ad
impegnare due difensori liberando un compagno per una facile
conclusione.

Diagr. 12
Diagr. 13
Diagr. 14
IL RIMBALZO D’ATTACCO
Il rimbalzo d’attacco uccide la
zona che crede di aver costretto l’attacco all’errore. Contro la
zona nei periodi poco prolifici si vive di rimbalzi d’attacco,
aspettando poi di chiudere il discorso con una “bomba” da tre
punti. La difesa di squadra non risce a dare precise
responsabilità per il tagliafuori, o meglio dà molti alibi ai
giocatori nel caso il rimbalzo vada all’avversario, di questo ne
devono essere consapevoli gli attaccanti.
Ecco dunque poche regole, ma
rigide.
Non è consentito attaccare
adattando i principi qui elencati alle esigenze individuali.
Si lavora quotidianamente
ricordando che chi difende a zona ha già provato la uomo ma non
ha funzionato.
Se non funziona anche la zona
non rimane che rivolgersi ai santi! |