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AIUTI E ROTAZIONI DIFENSIVE

 di Zare Markovski

 

 

                   Diagr. 1

Prima di tutto dobbiamo dividere la metà campo in sei aree (diagr. 1).

AREE DISPARI DI "AIUTO INDIRETTO"

Le aree dispari "1", "3", "5" segnate nel diagramma sono quelle dove i difensori devono contenere da soli l'uno contro uno dell'attaccante con palla, avendo un aiuto indiretto dagli altri quattro compagni di squadra, in modo "restrittivo" sugli spazi (diagr. 2 e 3).

 

Diagr. 2                             Diagr. 3

Quando la palla si trova nelle aree dispari, gli altri quattro difensori si trovano ai bordi di quelle aree, in modo da ridurre "indirettamente" gli spazi. Pertanto il difensore sulla palla ècostretto a giocare uno contro uno.

 

AREE PARI DI "AIUTO DIRETTO"

                   Diagr. 4

Sono le aree "2" e "4" dove, in modo diretto, si deve agire in aiuto del difensore sulla palla, poichè la linea di fondo campo è lontana e non può essere d'aiuto nel restringere gli spazi (diagr. 4).

                   Diagr. 5

In questo caso (diagr. 5), il difensore sulla palla è aiutato dal compagno in angolo, perchè, disponendosi sulle linee verticali ed orizzontali, i difensori che si trovano ad una distanza di un passaggio servono in modo "indiretto" a restringere gli spazi sulla difesa individuale.

Quando si presenta il problema d'allargamento degli spazi in attacco, è il momento in cui bisogna attuare un aiuto diretto in difesa.

Tenendo la palla sempre su un lato del campo, forzandola sulle linee laterali, muovendosi sul lato debole in modo da lasciare sempre gli ultimi metri per un passaggio lungo verso l'altro lato, cos“ che l'attacco debba ricominciare di nuovo perdendo secondi preziosi, si lascia solo la possibilità per l'uno contro uno verso la linea di fondo campo.

Anche se il consiglio è di forzare la palla verso l'angolo, cioè verso l'area dispari, di conseguenza verso l'aiuto indiretto, dobbiamo tenere presente che avendo la palla ed agendo spesso per primo, l'attaccante ha un vantaggio e pertanto deve essere fermato in modo diretto. Come? Analizziamo due ipotesi di rotazioni.

Teniamo sempre presente che:

* La palla non deve entrare in palleggio nell'area "6".

* I raddoppi si possono fare solo in posizione di post basso, evitando in questo modo, passaggi verso canestro, mettendo cos“ altri tre giocatori in situazioni d'aiuto indiretto.

* Cerchiamo di cambiare dopo il raddoppio, quando possibile, tra i giocatori 4 e 5, iniziando la rotazione vero l'esterno, dove 4 e, soprattutto 5 sono, solitamente, giocatori con basse percentuali di tiro fronte a canestro (diagr. 6, 7, 8 e 9).

 

                Diagr. 6                             Diagr. 7                              Diagr. 8

                  Diagr. 9

PRIMA IPOTESI DI ROTAZIONE

Se l'attacco esegue un passaggio che esce dal raddoppio verso il lato dove non si crea un cattivo accoppiamento difensivo, la difesa ha il tempo necessario per riprendere le giuste marcature tra un lungo ed un lungo, tra un piccolo ed un piccolo (diagr. 10, 11, 12 e 13).

                Diagr. 10                             Diagr. 11                              Diagr. 12

                   Diagr. 13

Muovendosi in questo modo si lasciano all'attacco due possibilità su quattro di creare un cattivo accoppiamento difensivo.

Per scelta tattica, quando gli attaccanti in posizione di 4 sono pericolosi tiratori da tre punti ed allargano gli spazi; sono necessarie più ampie rotazioni con quattro difensori (diagr. 14).

     Diagr. 14

Quando l'uno contro uno è effettuato spalle a canestro, anche se dalle aree "1" e "5", l'aiuto indiretto è sempre valido, impedendo cos“ i tagli verso canestro dei giocatori esterni (diagr. 15).

      Diagr. 15

SECONDA IPOTESI DI ROTAZIONE

Quando l'uno contro uno parte dal post basso, invece, non vogliamo che i difensori sul lato debole debbano subito trovarsi a difendere in sottonumero, vale a dire più attaccanti contro meno difensori, pertanto, gli aiuti oltre ad essere indiretti, dove si restringe lo spazio e si riesce a difendere e contenere l'uno contro uno, partono dal lato forte (diagr. 16 e 17).

 

Diagr. 16                       Diagr. 17

Quando chi effettua il passaggio si trova al di sotto della linea di tiro libero, non vi è alcuna rotazione, ma, dopo il primo palleggio di 5, si attua il raddoppio con lo scopo di fermare la penetrazione verso canestro.

Se la palla è ripassata a 2, il suo difensore X2 ritorna a marcare il proprio attaccante.

Se, dopo il passaggio, 2 taglia, X2 si ferma a raddoppiare soltanto nel caso in cui il palleggio di 5 sia già iniziato.

Se 5 non palleggia, allora X2 segue il suo uomo, lasciando a X1 il compito di raddoppiare 5 se quest'ultimo inizia ad attaccare X5.

Nel caso in cui 1 si trovi sotto la linea del tiro libero, non attuiamo la rotazione, ma, una volta fermato il palleggio di 5, X1 ritorna a marcare il suo attaccante 1.

Se, invece, 1 rimane sopra la linea del tiro libero, vi sarà una rotazione dal lato debole (diagr. 18).

      Diagr. 18

Se 5 inizia a palleggiare prima che 2 tagli, X2 rimane a raddoppiare, mentre X1 segue e difende su 2, muovendosi poi come nella precedente rotazione (diagr. 19).

       Diagr. 19

In questo modo non si rischia di avere cattivi accoppiamenti difensivi vicino a canestro. Se il passaggio è effettuato sul lato debole, addirittura, non si rischia nessun cattivo accoppiamento difensivo, perchè l'attaccante di X1 è distante due passaggi dalla palla e X1 ha il tempo per ritornare a marcare il suo attaccante (diagr. 20).

       Diagr. 20

In conclusione, l'aspetto più importante è che i difensori indiretti stiano nella posizione "palla - uomo", perchè non rischiano un taglio dietro e non si allargano per concedere spazio per il tiro (diagr. 21 e 22).

Diagr. 21                         Diagr. 22

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