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L'ATTACCO ALLA ZONA DEI CAMPIONI D'ITALIA

 di Carlo Recalcati e Simone Pianigiani

Carlo Recalcati porta Bergamo in A2 e poi in A1. In seguito  a Cantù, a Reggio Calabria, Ambrosiana Milano ed ancora Bergamo. A Varese vince il campionato nel 1998 e si ripete l'anno successivo alla Fortitudo Bologna. Allena poi la Montepaschi Siena che porta al primo scudetto della sua storia ed alla final four di Eurolega. Da alcuni anni siede sulla panchina della Nazionale Seniores Maschile, con la quale ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2003 e la storica medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004.

Simone Pianigiani inizia ad allenare a 18 anni seguendo tutte le categorie giovanili con la Mens Sana in Corpore Sano prima e la Mens Sana Basket poi. Dal 1995 è assistente allenatore della prima squadra e contemporaneamente responsabile tecnico ed allenatore del settore giovanile, con cui ha vinto il titolo nazionale Cadetti nel 2002 e 2003 e quello Juniores e Under 20 nel 2004. Da assistente ha anche vinto la Coppa Saporta nel 2002.

 

La scorsa è stata una stagione caratterizzata, senza dubbio, da un uso maggiore della difesa a zona anche a livello di vertice sia in campo nazionale che europeo. Molto spesso i risultati ottenuti al suo utilizzo sono stati più che soddisfacenti, se non altro perchè ha costretto ad usare dei sistemi offensivi a cui si è poco abituati e soprattutto su cui meno si lavora durante la settimana.

Per questo, nel corso della stagione, ci siamo posti il problema di utilizzare oltre ad un attacco alla zona che definirei "classico", anche un movimento di partenza che ci permettesse di dare una continuità di principi tra uomo e zona, in modo tale da sfruttare le caratteristiche migliori dei nostri giocatori, partendo dalla capacità dei nostri play maker di giocare un pick and roll anche se gli avversari si fossero schierati in uno dei vari tipi di zona.

Abbiamo quindi deciso di mantenere un nostro gioco contro la difesa a uomo (schieramento di partenza con due pick and roll alti - diagr. 1) e lavorare sulle varie letture possibili, sempre considerando le caratteristiche dei nostri giocatori.

Diagr 1

SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 2-3

Contro la zona 2-3 i nostri play maker (Stefanov e Vanterpool), considerando la loro abilità nel palleggio, arresto e tiro, anche da tre punti, o nell'attaccare i lunghi in penetrazione, abbiamo deciso di giocare il pick and roll iniziale per attaccare fin da subito e creare quindi una situazione di vantaggio, costringendo la difesa ad una scelta fin dal primo movimento.

Situazioni:

A. Se la guardia di front line X1 passa dietro al blocco, 5 deve bloccare nuovamente invertendo l'angolo di blocco e gira forte dentro; 1 attacca quindi il centro, senza tralasciare la possibilità di un tiro da tre punti, per provocare un aiuto di X2; 4, sempre un eccellente tiratore da tre punti (Kakiouzis o Galanda), si apre fuori mettendo cos“ il difensore di seconda linea X3 nell'impossibilità di difendere due giocatori, 4 e l'esterno in angolo (diagr. 2 e 3).

Se la palla viene passata fuori dall'arco dei tre punti il nostro 5 (Chiacig o Andersen) prende posizione contro il difensore in area per ricevere. Si tratta di una situazione molto favorevole (diagr. 4).

 

                  Diagr. 2                                        Diagr. 3                                       Diagr. 4

B. Se la guardia prova a forzare e passare insieme il pick and roll, il play maker

deve giocarci per farlo sbattere o ritardare quel tanto che basta a prendersi un vantaggio da sfruttare con un arresto e tiro se X4 non aiuta e X5 rimane dentro (diagr. 5), o attaccare X5 se esce due passi in aiuto verso di lui. In questo caso non vogliamo forzare un tiro di un piccolo contro un lungo (nonostante le doti di Vanterpool permettessero anche questo), ma stare sotto controllo: se X5 aiuta restando con il play abbiamo uno scarico per il nostro centro (Chiacig e Andersen hanno ottime capacità di finire con un tiro in taglio), altrimenti se il lungo si preoccupa del tagliante potremo finire con un facile lay-up (diagr. 6).

Naturalmente se X3 chiude in area sul taglio di 5, 1 ha uno scarico sul perimetro sul lato debole con ampi spazi per i nostri tiratori (diagr. 7).

 

                  Diagr. 5                                        Diagr. 6                                       Diagr. 7

C. Se invece è X4 ad aiutare, lo scarico va all'esterno del lato forte, tenendo presente che, con Bootsy Thornton in quel lato, vogliamo servirlo nel taglio sulla linea di fondo dietro la difesa, un movimento in cui ha maggiore confidenza, per finire con un tiro in avvicinamento (diagr. 8).

Anche gli altri esterni (Vukcevic e Zukauskas) oltre ad una normale spaziatura in angolo per un tiro, spesso giocano di taglio per eventuali nuove situazioni di penetra e scarica, con conclusioni del 5 o dell'esterno sul lato debole (diagr. 9).

 

                  Diagr. 8                                        Diagr. 9

SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 3-2

Contro la zona 3-2 il concetto più importante da noi preso in considerazione è di costringere per un momento X1 e X2 a stare entrambi vicino alla palla, esitando nell'azione di pick and roll sul prolungamento del gomito della lunetta dove si scambiano le rispettive responsabilità, trarre vantaggio e quindi proseguire per letture (diagr. 10).

Il nostro 5 dioi il pick and roll gira dentro e prende posizione "sempre" contro l'uomo lontano dalla seconda linea, quindi se X1 segue la palla sul gomito destro si crea un due contro uno a favore degli esterni sul lato debole (diagr. 11).

In questo caso se X4 riesce a recuperare, il nostro 5 prende ancora posizione "dentro" contro X5 sia per ricevere che effetutare un taglia fuori offensivo contro lo stesso giocatore da eventuali aiuti, permettendo al nostro esterno di attaccare il recupero di X4 e finire sul ferro (diagr. 12 e 13).

Se X1 non segue la palla sul gomito destro e torna subito verso 4 che si apre, torniamo all'idea di attaccare centralmente con 5 che blocca X2 (diagr. 14).

La stessa situazione se la difesa passa dietro con X1 prevedendo quindi una rotazione dei difensori di prima linea, stavolta 5 cambia l'angolo di blocco (proprio come contro la 2-3) e 1 ha la possibilità di attaccare il centro cercando una situazione di sovrannumero sul lato debole (diagr. 15).

                   Diagr. 10                                       Diagr.11                                       Diagr. 12

                  Diagr. 13                                        Diagr. 14                                       Diagr. 15

SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 1-3-1

Anche nel caso di zona 1-3-1 utilizziamo questo schieramento iniziale per attaccare a "sandwich" l'uomo in punta ed entrare quindi con facilità ed efficacia nel penetra e scarica. Le situazioni sono pressochè identiche (diagr. 16).

 

                  Diagr. 16

CONCLUSIONI

Facendo lavorare la squadra ogni settimana su queste situazioni siamo costantemente cresciuti in tutte le cose che fanno la differenza per la riuscita di un attacco: "timing", situazioni di azione/reazione, abilità di passaggi in traffico, con una squadra, quindi, molto coinvolta nel leggere e punire le scelte della difesa e, soprattutto, nel giocare insieme.

Da una semplice situazione di partenza abbiamo così ottenuto progressivamente un sistema per attaccare tutti i tipi di zona che:

1) Prevede di attaccare subito, mette la difesa sotto pressione dal primo secondo di azione e la costringe a fare una scelta da punire con una situazione di vantaggio per noi;

2) Rende pronta la squadra nei casi in cui si abbiano pochi secondi a disposizione (es. finali di quarto) e si trovi a fronteggiare una zona improvvisa, a sapere cosa fare e a trovare una buona soluzione senza panico;

3) Ci permette di continuare ad utilizzare situazioni di pick and roll quando, come è spesso accaduto, gli avversari provavano con la zona a negare proprio questo tipo di soluzione;

4) Evitiamo di perdere ritmo (un altro degli obiettivi che il passaggio ad una difesa a zona può cercare), entrando subito in un gioco di penetrazione e scarico dove si annullano quasi del tutto le differenze tra uomo e zona.
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