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La scorsa è stata una stagione
caratterizzata, senza dubbio, da un uso maggiore della difesa a
zona anche a livello di vertice sia in campo nazionale che
europeo. Molto spesso i risultati ottenuti al suo utilizzo sono
stati più che soddisfacenti, se non altro perchè ha costretto ad
usare dei sistemi offensivi a cui si è poco abituati e
soprattutto su cui meno si lavora durante la settimana.
Per questo, nel corso della stagione, ci
siamo posti il problema di utilizzare oltre ad un attacco alla
zona che definirei "classico", anche un movimento di partenza
che ci permettesse di dare una continuità di principi tra uomo e
zona, in modo tale da sfruttare le caratteristiche migliori dei
nostri giocatori, partendo dalla capacità dei nostri play maker
di giocare un pick and roll anche se gli avversari si fossero
schierati in uno dei vari tipi di zona.
Abbiamo quindi deciso di mantenere un
nostro gioco contro la difesa a uomo (schieramento di partenza
con due pick and roll alti - diagr. 1) e lavorare sulle varie
letture possibili, sempre considerando le caratteristiche dei
nostri giocatori.
Diagr 1
SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 2-3
Contro la zona 2-3 i nostri play maker (Stefanov
e Vanterpool), considerando la loro abilità nel palleggio,
arresto e tiro, anche da tre punti, o nell'attaccare i lunghi in
penetrazione, abbiamo deciso di giocare il pick and roll
iniziale per attaccare fin da subito e creare quindi una
situazione di vantaggio, costringendo la difesa ad una scelta
fin dal primo movimento.
Situazioni:
A. Se la guardia di front line X1 passa
dietro al blocco, 5 deve bloccare nuovamente invertendo l'angolo
di blocco e gira forte dentro; 1 attacca quindi il centro, senza
tralasciare la possibilità di un tiro da tre punti, per
provocare un aiuto di X2; 4, sempre un eccellente tiratore da
tre punti (Kakiouzis o Galanda), si apre fuori mettendo cos“ il
difensore di seconda linea X3 nell'impossibilità di difendere
due giocatori, 4 e l'esterno in angolo (diagr. 2 e 3).
Se la palla viene passata fuori dall'arco
dei tre punti il nostro 5 (Chiacig o Andersen) prende posizione
contro il difensore in area per ricevere. Si tratta di una
situazione molto favorevole (diagr. 4).

Diagr. 2
Diagr. 3
Diagr. 4
B. Se la guardia prova a forzare e passare
insieme il pick and roll, il play maker
deve giocarci per farlo sbattere o
ritardare quel tanto che basta a prendersi un vantaggio da
sfruttare con un arresto e tiro se X4 non aiuta e X5 rimane
dentro (diagr. 5), o attaccare X5 se esce due passi in aiuto
verso di lui. In questo caso non vogliamo forzare un tiro di un
piccolo contro un lungo (nonostante le doti di Vanterpool
permettessero anche questo), ma stare sotto controllo: se X5
aiuta restando con il play abbiamo uno scarico per il nostro
centro (Chiacig e Andersen hanno ottime capacità di finire con
un tiro in taglio), altrimenti se il lungo si preoccupa del
tagliante potremo finire con un facile lay-up (diagr. 6).
Naturalmente se X3 chiude in area sul
taglio di 5, 1 ha uno scarico sul perimetro sul lato debole con
ampi spazi per i nostri tiratori (diagr. 7).

Diagr. 5
Diagr. 6
Diagr. 7
C. Se invece è X4 ad aiutare, lo scarico
va all'esterno del lato forte, tenendo presente che, con Bootsy
Thornton in quel lato, vogliamo servirlo nel taglio sulla linea
di fondo dietro la difesa, un movimento in cui ha maggiore
confidenza, per finire con un tiro in avvicinamento (diagr. 8).
Anche gli altri esterni (Vukcevic e
Zukauskas) oltre ad una normale spaziatura in angolo per un
tiro, spesso giocano di taglio per eventuali nuove situazioni di
penetra e scarica, con conclusioni del 5 o dell'esterno sul lato
debole (diagr. 9).

Diagr. 8
Diagr. 9
SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 3-2
Contro la zona 3-2 il concetto più
importante da noi preso in considerazione è di costringere per
un momento X1 e X2 a stare entrambi vicino alla palla, esitando
nell'azione di pick and roll sul prolungamento del gomito della
lunetta dove si scambiano le rispettive responsabilità, trarre
vantaggio e quindi proseguire per letture (diagr. 10).
Il nostro 5 dioi il pick and roll gira
dentro e prende posizione "sempre" contro l'uomo lontano dalla
seconda linea, quindi se X1 segue la palla sul gomito destro si
crea un due contro uno a favore degli esterni sul lato debole
(diagr. 11).
In questo caso se X4 riesce a recuperare,
il nostro 5 prende ancora posizione "dentro" contro X5 sia per
ricevere che effetutare un taglia fuori offensivo contro lo
stesso giocatore da eventuali aiuti, permettendo al nostro
esterno di attaccare il recupero di X4 e finire sul ferro
(diagr. 12 e 13).
Se X1 non segue la palla sul gomito destro
e torna subito verso 4 che si apre, torniamo all'idea di
attaccare centralmente con 5 che blocca X2 (diagr. 14).
La stessa situazione se la difesa passa
dietro con X1 prevedendo quindi una rotazione dei difensori di
prima linea, stavolta 5 cambia l'angolo di blocco (proprio come
contro la 2-3) e 1 ha la possibilità di attaccare il centro
cercando una situazione di sovrannumero sul lato debole (diagr.
15).

Diagr. 10
Diagr.11
Diagr. 12

Diagr. 13
Diagr. 14
Diagr. 15
SITUAZIONI DI ATTACCO ALLA 1-3-1
Anche nel caso di zona 1-3-1 utilizziamo
questo schieramento iniziale per attaccare a "sandwich" l'uomo
in punta ed entrare quindi con facilità ed efficacia nel penetra
e scarica. Le situazioni sono pressochè identiche (diagr. 16).

Diagr. 16
CONCLUSIONI
Facendo lavorare la squadra ogni settimana
su queste situazioni siamo costantemente cresciuti in tutte le
cose che fanno la differenza per la riuscita di un attacco:
"timing", situazioni di azione/reazione, abilità di passaggi in
traffico, con una squadra, quindi, molto coinvolta nel leggere e
punire le scelte della difesa e, soprattutto, nel giocare
insieme.
Da una semplice situazione di partenza
abbiamo così ottenuto progressivamente un sistema per attaccare
tutti i tipi di zona che:
1) Prevede di attaccare subito, mette la
difesa sotto pressione dal primo secondo di azione e la
costringe a fare una scelta da punire con una situazione di
vantaggio per noi;
2) Rende pronta la squadra nei casi in cui
si abbiano pochi secondi a disposizione (es. finali di quarto) e
si trovi a fronteggiare una zona improvvisa, a sapere cosa fare
e a trovare una buona soluzione senza panico;
3) Ci permette di continuare ad utilizzare
situazioni di pick and roll quando, come è spesso accaduto, gli
avversari provavano con la zona a negare proprio questo tipo di
soluzione;
4)
Evitiamo di perdere ritmo (un altro degli obiettivi che il
passaggio ad una difesa a zona può cercare), entrando subito in
un gioco di penetrazione e scarico dove si annullano quasi del
tutto le differenze tra uomo e zona. |