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Fondamentali offensivi senza palla

di Carlo Recalcati

Porta Bergamo in A2 e poi in A1. In seguito  a Cantù, a Reggio Calabria, Ambrosiana Milano ed ancora Bergamo. A Varese vince il campionato nel 1998 e si ripete l'anno successivo alla Fortitudo Bologna. Da due anni siede sulla panchina della Nazionale Seniores Maschile, con la quale ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2003.

 

Non amo mettermi in cattedra, preferisco sempre un rapporto aperto con gli altri, di confronto. Nel nostro ambiente non ci sono verità assolute, ed esistono strade diverse per raggiungere lo stesso risultato. Non ci potrà mai essere un consenso totale sulle idee relative al gioco, questo, ritengo, è nella natura delle cose. Questa è la mia mentalità.

Alleno da quasi venti anni anche se dentro mi sento ancora un giocatore. Le mie idee sul gioco in questi anni si sono modificate anno dopo anno (ma mai cambiate radicalmente), ho sempre cercato di fare tesoro di ogni esperienza vissuta, trattenendo quegli elementi che ho ritenuto utili al mio sistema di gioco, scartando le altre. Valutate anche voi quello che dirò, le mie idee e poi scegliete di accettarle o no. L’argomento del mio intervento odierno è: il gioco senza palla.

Si da spesso tanta importanza al gioco con palla ed ai relativi fondamentali offensivi, mentre ritengo almeno altrettanto importante il gioco senza palla. Soprattutto con l’attuale organizzazione difensiva del nostro sport. Non ci può essere vittoria, giocando solo con la palla in mano.

Ora chiamateli come volete: fondamentali senza palla, modo di muoversi, capacità di leggere le situazioni, ma la sostanza è la stessa. Se non sappiamo metterci nelle condizioni di poter ricevere palla, tutto il gioco offensivo soffoca. Bisogna sapere cosa fare per liberare una linea di passaggio per il compagno con palla. Nei fondamentali utili per liberarsi, io comprendo anche i blocchi argomento che tratterò velocemente alla fine del mio intervento.

Per prima cosa voglio evidenziare l’importanza dei seguenti elementi:

·        buon lavoro dei piedi,

·        capacità di lettura delle situazioni offensive per poter anticipare le scelte;

·        saper collaborare con i compagni nel rispetto di un corretta spaziatura sul campo con l’obiettivo di utilizzare tutti i lati del campo.

Se i nostri giocatori possiedono le armi offensive precedenti, sarà molto facile per loro, sfruttare in modo realmente pericoloso anche i blocchi.

Nella costruzione del nostro gioco senza palla utilizzeremo come punto di riferimento ovviamente la palla. In attacco vogliamo sempre determinare un lato forte (o della palla) ed un lato debole. I modi per farlo sono due:

·        palleggio (che oggi non vedremo);

·        passaggio.

Legato al poter passare palla, determinando la suddivisione della metà campo offensiva, c’è lo smarcamento, la capacità di farsi trovare libero e pronto a ricevere il passaggio. Oggi si è persa l’abitudine di approfondire questo insieme di movimenti. Siamo, forse, convinti che si può muovere la palla senza passarla. Talvolta, per mancanza di tempo, si trascura di lavorare sullo smarcamento. Tutto questo non fa migliorare i giocatori. Dobbiamo ricordarci che trascurare il lavoro sullo smarcamento, comporta la non comprensione di un corretto uso dei piedi sul campo, e questo principalmente a livello giovanile. Dove dovremmo dedicare alla tattica lo zero per cento e tutto il nostro tempo ai fondamentali.  

Vediamo più da vicino cosa fare per poter ricevere palla. Se la linea di passaggio non è chiusa, non c’è anticipo difensivo, non ci sono problemi da risolvere, si chiama la palla con le mani e si riceve facilmente. Se invece siamo anticipati, dobbiamo muoversi per liberarci. Dobbiamo innanzitutto evitare spinte sulla difesa (mani per chiamare la palla e non per fare stupidi falli), non fare inutili finte, dare un chiaro obiettivo al compagno con la palla. Poi la prima tecnica da utilizzare è quella di cercare di mettere il proprio corpo tra la palla ed il difensore eseguendo un rapido passo incrociato (diagramma n. 124). E sulle reazioni della difesa devo continuare a muovermi in equilibrio utilizzando bene i piedi. Se la difesa chiude il mio passo incrociato andando davanti, eseguirò un giro dorsale verso il fondo, tagliando fuori la difesa (diagramma n. 125), oppure un taglio diretto in backdoor. Il concetto rimane lo stesso: frapporre il proprio corpo tra il corpo del difensore e la zona dove si vuole ricevere palla.

  

Tutto questo resta valido finché sul mio quarto di campo ho tutto lo spazio a disposizione. La situazione cambia se un mio compagno è schierato in post basso. A questo punto gli spazi liberi sono diversi e diverso dovrà essere il mio smarcamento. Per esempio se dopo il primo passo incrociato davanti non mi sarò smarcato, reagirò con un giro dorsale verso palla e non più verso canestro, attaccando così la parte libera del campo. Abbiamo già visto quattro diversi modi di utilizzare i piedi per smarcarci: incrocio davanti, dietro (backdoor), reverse verso il fondo e reverse verso il centro.

Andiamo avanti. Il fatto che ho un compagno in post basso, limiti gli spazi e movimenti, ma consente ulteriori possibilità offensive (collaborazioni per ricevere la palla e per passarla vicino canestro). Per prima cosa possiamo pensare ad un movimento del post diretto verso la palla, il passaggio del play per lui, ed un secondo passaggio del post per il compagno in ala che taglia in backdoor (diagramma n. 126). Il primo passo del backdoor sarà sempre a tagliare fuori il corpo del difensore con un passo incrociato. Altra possibilità di collaborazione si ha dopo il passaggio del play per l’ala, con il post che a sua volta dovrà utilizzare correttamente i suoi i piedi per non dare tempo alla difesa di recuperare una corretta posizione difensiva e aprire una linea di passaggio per l’ala (diagramma n. 127). Il post, ancor più degli altri attaccanti, non deve fare a spinte, ed una volta preso un vantaggio su un lato lo deve tenere in modo regolare.

 

Ci sono ovviamente altri modi per migliorare l’angolo di passaggio per il post: con un taglio in angolo di un quarto giocatore (diagramma n. 128), o con uno spostamento in palleggio dell’ala verso l’angolo (diagramma n. 129).

 

Mi preme sottolineare che quando parlo di post basso non identifico un ruolo, ma una posizione del campo dove tutti devono saper giocare. Nel mio modo di vedere il gioco offensivo, voglio sempre lasciare libero quella posizione dove a turno tutti possono andare a posizionarsi. Se il giocatore in post basso non può ricevere, può collaborare sempre con il compagno in ala muovendosi in allontanamento sul lato debole, ricreando le situazioni per prima analizzate, oppure può salire in post alto, che mi sembra la reazione più logica. Se il difensore del post non lo segue, l’ala può passargli palla e si gioca subito in uno contro uno con lettura della difesa (diagramma n. 130), oppure il post può portare un blocco per la palla, creando una situazione difficile per la difesa in quanto il movimento di aiuto sul blocco non è possibile (diagramma n. 131).

Di nuovo dopo il blocco, il post dovrà utilizzare bene i suoi piedi per prendere un vantaggio di spazio e di tempo sulla difesa, rendendo difficile un recupero sull’eventuale passaggio del bloccato. Nel frattempo il lato debole collabora al gioco con movimenti di clear out e/o creando spazio (diagramma n. 132). L’idea di una corretta spaziatura, evitando di sovrapporsi è ancor più valida in situazioni di contropiede

  

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