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Sono molte le
possibilità che si offrono per passare da un sistema difensivo ad
un altro, ma in questo articolo parleremo di uno in particolare,
di più facile applicabilità per la maggior parte degli
allenatori, in altre parole come passare dalla difesa a zona 2-3,
la più usata a livello internazionale, alla difesa ad uomo.
PERCHE'
Uno dei motivi
principali che stanno alla base della nostra decisione di adottare
questo sistema è quello di creare dubbi e problemi all'attacco
avversario, forzandoli a cambiare il loro tradizionale ritmo e
gioco. Soprattutto, con l'introduzione della regola dei 24
secondi, diventa difficile e complicato adattare la difesa ad un
rapido cambiamento dell'attacco, senza essere costretti ad
improvvisare.
QUANDO
Possiamo
adottare questo cambiamento difensivo in momenti differenti della
partita, ma vorrei suggerire di attuare questa variazione
difensiva nei omenti in cui si verificano palle morte, come dopo
un tiro realizzato o dopo tiri liberi.
POSSIBILI
DISPOSIZIONI SUL CAMPO
1-1-3 UOMO A
TUTTO CAMPO
A. Un difensore
si sistema nella fascia di campo vicina al canestro offensivo, un
altro vicino al cerchio di metà campo, e tre sulla stessa linea
vicino al canestro difensivo (diagr. 1).
Se l'attacco
esegue un lungo passaggio, il difensore sotto il canestro
difensivo corre verso la metà campo ed il difensore a metà campo
copre il giocatore in attacco, che riceve il passaggio lungo (diagr.
2).
B. Se la palla
è rimessa e il giocatore che riceve palla inizia a palleggiare,
il difensore della prima linea marca il palleggiatore, mentre il
difensore a metà campo scivola verso l'area (diagr. 3).
C. Se il primo
difensore è battuto dal palleggiatore, ci sarà un altro cambio:
il difensore a metà campo corre a marcare il giocatore con la
palla, e il primo difensore corre a rimpiazzare il compagno a
metà campo (diagr. 4).

Diagr.
1
Diagr.
2
Diagr.
3
Diagr. 4
2. DUE-TRE A
TUTTO CAMPO
Diagr.
5
Diagr. 6 |
Due
difensori sono disposti vicino al canestro offensivo sul
prolungamento della linea di tiro libero e gli altri tre
sulla stessa linea vicino al canestro difensivo (diagr.
5).
Lasciamo
che la palla sia rimessa in campo senza tentare di
rubarla, perchè uno dei nostri obiettivi principali è di
fare in modo che la squadra avversaria perda tempo.
Lasciamo, inoltre, che gli attaccanti facciano passaggi
orizzontali. Se la palla è rimessa sul lato destro del
campo, il difensore su questo lato marcherà l'uomo con la
palla, mentre l'altro scivolerà basso, verso la palla,
pronto ad aiutare e a marcare il giocatore in attacco, che
ha effettuato il passaggio di rimessa (diagr. 6). |
3. DISPORRE
IMMEDIATAMENTE LA ZONA PER PROTEGGERE L'AREA
Se il giocatore
in attacco, che rimette in gioco la palla, riceve un passaggio di
ritorno, il difensore, che precedentemente era andato verso la
palla, torna indietro per marcare l'uomo con la palla (diagr. 7).
Nelle prime due
situazioni, il nostro obiettivo principale è di rallentare la
palla senza lasciare che gli avversari facciano passaggi lunghi (i
tre giocatori dietro sono responsabili di questi passaggi lunghi)
e di impedire che l'attaccante con la palla possa battere
facilmente il suo difensore. Questo è come sistemiamo la zona 2-3
(diagr. 8).

Diagr.
7
Diagr. 8
ZONA DUE-TRE A
META' CAMPO
Quando la palla
si avvicina alla linea del tiro da tre punti, usiamo la zona 2-3
seguendo le regole tradizionali, ma aggiungendo alcune altre
regole specifiche.
A. Quando la
palla è nella posizione di ala, non permettiamo un passaggio
facile verso il lato opposto; mettendo il corpo del difensore
parallelo alla linea laterale (diagr. 9). Se la palla torna
indietro verso la metà campo, non lasciamo fare un passaggio sul
lato opposto (diagr. 10).
Diagr.
9
Diagr. 10
B. Non
permettiamo che siano effettuati passaggi interni per il post
basso. X5 marca il post basso in una posizione di anticipo a tre
quarti, X2 mette molta pressione sull'attaccante con la palla e X3
è in una posizione in cui può aiutare su 5 ed anche recuperare
sul suo attaccante (diagr. 11). Se la palla va in angolo, i tre
difensori cambieranno la loro posizione come nel diagr. 12.

Diagr.
11
Diagr. 12
C. Facciamo,
inoltre, del nostro meglio per prevenire i passaggi interni per il
post alto (diagr. 13).
D. Lasciamo (o,
meglio ancora, forziamo) che l'avversario passi la palla in
angolo. In questo modo, non abbiamo bisogno di una situazione di
aiuta e recupera, perciò ogni giocatore può facilmente tenere
una posizione difensiva bilanciata, restando vicino all'avversario
(diagr. 14).
E. Quando avremo
questa situazione, il centro della nostra zona, X5, il nostro
"playmaker difensivo", ordinerà un cambio di difesa,
passando alla difesa individuale, attraverso alcuni segnali
convenzionali. In questo momento, la nostra trasformazione dalla
difesa a zona alla difesa a uomo è completata (diagr. 15).

Diagr.
13
Diagr.
14
Diagr. 15
F. Ci sono due
altre situazioni in cui è possibile effettuare la trasformazione
dalla difesa a zona alla difesa individuale. Specificatamente,
quando la palla si allontana dalla zona di tiro, abbiamo più
tempo (secondi) per cambiare la difesa (diagr. 16 e 17). E'
importante ricordare ancora che in questo sistema difensivo il
difensore più importante e che ha più responsabilità in difesa
è il centro, X5, perchè è il solo che può e deve controllare
le differenti situazioni sul campo. Al momento opportuno, X5 è il
giocatore che ordinerà i cambi di difesa.

Diagr.
16
Diagr. 17
DIFESA
INDIVIDUALE
La nostra difesa
a uomo individuale inizierà quando il cronometro indica che
mancano 10 secondi (o meno) prima che il tiro debba essere
effettuato, senza lasciare che l'avversario abbia tempo
sufficiente per organizzare una valida azione di tiro. In questo
caso, l'attacco può provare una soluzione uno contro uno o due
contro due (blocco e giro, blocco e uscita). Contro l'uno contro
uno il nostro obiettivo principale è una difesa di contenimento,
il che significa congestionare l'area e forzare il palleggiatore a
passare fuori la palla. Contro un gioco due contro due, il nostro
obiettivo principale è di cambiare sistematicamente per giocare
una difesa di contenimento.
Comunque,
sappiamo che vi possono essere alcune situazioni rischiose nel
fare un cambio difensivo, particolarmente tra lungo con un
giocatore di perimetro lontano dall'area, o tra un giocatore di
perimetro con un lungo vicino a canestro.
Nella prima
situazione, il nostro obiettivo è la difesa di contenimento,
congestionando l'area senza permettere facili penetrazioni (diagr.
18).
Nella seconda
situazione, ci sono due difficoltà primarie che devono essere
superate. Primo, non lasciare che l'attaccante esegua passaggi
interni. Il difensore deve essere di fronte all'avversario in post
basso (diagr. 19). Quindi, se la palla arriva al post basso, si
attua una rotazione veloce sulla linea di fondo con il difensore
più vicino al giocatore con la palla. Non lasciamo che esegua
penetrazioni centrali o passaggi verso il lato opposto, e lo
forziamo a palleggiare verso la linea di fondo (diagr. 20).

Diagr.
18
Diagr.
19
Diagr. 20 |