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La pallacanestro moderna non può essere
seriamente analizzata senza dedicare particolare attenzione alla
transizione offensiva. Ogni allenatore, almeno durante una certa
parte del suo allenamento quotidiano, si deve occupare della
preparazione del contropiede, della transizione offensiva e
dell'attacco veloce. Tutto questo ha un solo scopo: segnare
quanti più punti possibili nel corso di una partita.
C'è un altro fattore tecnico molto
rilevante che pone un'importanza ancora maggiore sulla
transizione d'attacco, ovvero il limite di tempo per il tiro di
24 secondi. Quando le regole cambiarono e il tempo concesso per
ogni azione d'attacco diminuì di 6 secondi, alle difese fu data
un'ulteriore possibilità di successo. Le squadre che pongono
molta enfasi sull'esecuzione della transizione difensiva sono
diventate una reale minaccia per le squadre che dipendono
esclusivamente da un attacco con schemi.
Inoltre, l'importanza di una transizione
efficace ha un ruolo cruciale nel basket moderno. Gli allenatori
dedicano oggi numerose ore all'allenamento sull'attacco in
transizione, che inizia quando la difesa diventa attacco. Questa
fase diventa un fattore cruciale nel determinare il successo
della transizione difensiva e/o offensiva della squadra.
La squadra che impara come passare
rapidamente da una fase del gioco all'altra ha buone possibilità
di diventare quella che gli allenatori chiamano "una squadra
valida per tutte le circostanze".
Chi segue il basket non può fare a meno di
notare che durante le partite non si segnano molti canestri
"facili": la ragione di questo da ricercare nel fatto che ci
sono atleti che possiedono grandi doti atletiche e che, in virtù
del loro atletismo, riescono a dominare completamente il gioco.
Ci sono squadre che hanno giocatori che
sono capaci di mettere pressione sulla palla su 3/4 del campo o
a tutto campo: una difesa di questo genere rende la vita molto
difficile ad una squadra che ha un attacco più lento, "passivo".
Per tutte le ragioni sopra menzionate, gli
allenatori hanno iniziato ad usare tutti i mezzi necessari per
perfezionare la loro transizione offensiva.
Presenterò, in maniera dettagliata, uno
solo dei possibili attacchi in transizione con tutte le sue
varie soluzioni. E' importante notare che vi sono molte
opportunità che scaturiscono da questo schema, ma io presenterò
alcune tra quelle che adotto più frequentemente con le squadre
che alleno.
E' importante sottolineare che ogni
transizione offensiva o contropiede inizia con una difesa
vincente. Dopo che la nostra squadra ha utilizzato tutti i mezzi
necessari per limitare l'attacco, l'apertura di un potenziale
contropiede è più facile, più veloce e più efficace.
Questi sono alcuni degli aspetti, che
curiamo particolarmente e chiediamo sempre dai nostri giocatori:
- Fortissima pressione sulla palla
- Impedire facili movimenti di palla dello
schema offensivo della squadra avversaria;
- Mettere costante pressione sul tiro e
non permettere un facile tiro;
- Tagliafuori;
- Controllo difensivo sul lato della
palla;
- Passaggio d'apertura del contropiede
dopo il rimbalzo difensivo
Questi aspetti sono cruciali e sono di
fatto delle condizioni preliminari che portano poi al successo
del contropiede.
Altre situazioni da cui può nascere un
contropiede possono essere dopo un tiro libero o dopo un
canestro subito, con una rapidissima rimessa
La classica apertura di contropiede si ha
quando il lungo (il 4 o il 5) rimette da fondo campo: in quel
momento, l'altro lungo percorre il campo come "primo rimorchio",
mentre l'ala piccola e la guardia vanno in profondità sui due
lati del campo e il playmaker porta palla in avanti. Vediamo le
singole responsabilità:

Diagr. 1 |
- Il post rimette la palla in
gioco e la passa a 1, che si è smarcato, per ricevere
l'apertura.
- Dopo che la palla è rimessa in
gioco, chi esegue la rimessa corre in campo e diventa il
"secondo rimorchio".
- La guardia e l'ala piccola
corrono in attacco ed occupano le fasce laterali del
campo.
- L'ala grande fa il "primo
rimorchio" (diagr.1).
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Diagr. 2 |
Dopo che il passaggio iniziale è
stato eseguito, il post corre in campo come secondo
rimorchio dietro il playmaker e l'ala grande. é molto
probabile che un playmaker, dopo che ha ricevuto palla,
faccia un passaggio in avanti, con o senza palleggio. Il
passaggio in avanti deve essere effettuato verso la
guardia o l'ala piccola, i quali vanno in profondità su
entrambi i lati. Questi due giocatori possono smarcarsi
per ricevere la palla usando due tecniche classiche. La
prima è un normale taglio a V, la seconda è l'incrocio
(cambiare lato correndo parallelamente alla linea di
fondo).
Entrambe queste tecniche sono
mostrate nel diagr.2.
Questo è lo sviluppo del gioco:
- La guardia si smarca per la
ricezione del passaggio usando la tecnica del taglio a
V.
- Il playmaker passa in avanti
alla guardia.
- Il playmaker va verso la linea
di fondo.
- l'ala grande taglia verso il
lato della palla.
- L'ala piccola ed il post
occupano le corsie (diagr.2). |

Diagr. 3 |
Ora descriviamo due possibili
opzioni.
1. La prima si verifica se la
difesa è squilibrata sul lato dell'ala grande, che si
trova in post basso: il passaggio va dalla guardia verso
l'ala grande.
2. La seconda opzione si attua
quando decidiamo di non passare la palla in post basso:
l'ala piccola taglia verso la palla, mentre il lungo è
in arrivo centralmente (diagr.3). |

Diagr. 4 |
Vediamo ora l'utilizzo del blocco
(un "grande" per un "piccolo") e l'importanza di un
taglio verso la palla:
- Il passaggio va dall'ala piccola
al giocatore in post alto.
- L'ala grande prepara un blocco
in allontanamento per la guardia.
- La guardia sfrutta la
possibilità di tagliare sul blocco verso canestro.
- Il passaggio va dal giocatore in
post alla guardia, se questa è libera (diagr.4). |

Diagr. 5 |
Parleremo ora di quella parte
dell'attacco in cui, se i giocatori a disposizione hanno
una solida base tecnica, una squadra può avvantaggiarsi,
punendo le debolezze, gli errori di valutazione od i
cattivi accoppiamenti difensivi. Si ha, essenzialmente,
la possibilità di leggere la difesa e di sfruttare
numerose possibilità. Il diagramma mostra una di queste.
Se il difensore che marca l'ala
forte, prende contatto fisico con la guardia, che sta
tagliando a canestro, per rallentarne il movimento,
allora l'ala forte che sta portando il blocco, deve
leggere la posizione e fa un passo deciso per porsi
frontalmente alla palla e ricevere il passaggio dal post
alto (diagr.5). |
Nel caso in cui la difesa non utilizzi
questo movimento per fermare il taglio, l'ala forte, dopo aver
portato il blocco, deve valutare se uscire in allontanamento per
ricevere e avere una possibilità di tiro da fuori -
naturalmente, l'ala forte deve possedere una certa varietà di
tiro, sia in penetrazione, che da fuori (diagr.6).
Dopo il passaggio dall'ala piccola al post
alto, si può effettuare una finta di passaggio consegnato fra il
post e l'ala piccola, seguito da un passaggio consegnato
effettivo fra il post stesso ed il playmaker, mentre la fase
finale di questo gioco vede il taglio verso canestro dell'ala
piccola.
Come in altre situazioni analoghe
descritte, questa situazione d'attacco in contropiede offre
diverse opportunità (diagr.7).
Se il difensore che marca l'ala piccola lo
segue standogli dietro, allora il post pu˜ sfruttare la
possibilità di passare all'ala piccola per un tiro da sotto (diagr.8).
Se il difensore che marca il post che ha
la palla prende contatto fisico per impedirgli di tagliare
direttamente oppure sceglie di aiutare, sbilanciandosi troppo
sul taglio dell'ala piccola, il post può leggere la situazione
ed andare direttamente a canestro (diagr.9).

Diagr. 6
Diagr. 7
Diagr. 8
Diagr. 9
Se la difesa impedisce il taglio e rende
perciò impossibile all'ala piccola d'effettuare il passaggio
consegnato, il post e l'ala piccola hanno allora l'eccellente
opportunità di realizzare un gioco con un taglio dietro, un
back-door (diagr.10).
Se la difesa segue il playmaker subito
dietro, questi ha l'opportunità di effettuare un palleggio forte
in penetrazione subito dopo il passaggio consegnato (diagr.11).
Movimento con blocchi in sequenza dell'ala
piccola, ala forte e lungo a beneficio della guardia. In questa
situazione, la guardia ha la possibilità di scegliere un lato
per uscire, o su quello con blocco singolo dell'ala forte,
oppure su quello con doppio blocco (ala piccola e lungo)
dall'altra parte (diagr.12)
Il passaggio è effettuato dal playmaker
per la guardia o dell'ala piccola per un tiro o una
penetrazione. Questo segna l'avvio dell'ultima fase dell'attacco
(diagr.13).

Diagr. 10
Diagr. 11
Diagr. 12
Diagr. 13
A questo punto si realizza l'attacco
normale. Poichè è arduo stabilire le scelte definitive,
elencherò solamente alcune possibili finalizzazioni di questo
movimento d'attacco:
- Passaggio dalla guardia al lungo in
post.
- L'ala piccola va ad occupare l'altra
posizione di post basso.
- Dopo il passaggio, la guardia cambia
posizione, andando a portare un blocco per il playmaker.
- Il playmaker si libera sul lato forte
per un eventuale passaggio di ritorno (da 5 a 1).
- L'ala piccola occupa una zona favorevole
per l'attacco (diagr.14).
- Il lungo gioca uno contro uno;
- Possibilità di passaggio per un tiro del
playmaker libero o di un passaggio all'ala forte (diagr. 15).

Diagr. 14
Diagr. 15
Questo è solo uno degli esempi di un
proficuo attacco in contropiede. Una squadra di basket moderna e
di successo dovrebbe senza dubbio inserirlo nel proprio arsenale
offensivo. Un ritmo di basket veloce è ciò che rende il gioco
attraente e fa accorrere i tifosi al palazzetto. Noi allenatori
abbiamo una grossa responsabilità: dobbiamo valutare tutti gli
aspetti di questo splendido gioco, e, al tempo stesso, dobbiamo
fare in modo che il gioco s'evolva nella giusta direzione:
I tempi dell'attacco lento e statico sono
confinati nel passato, perchè oggi il gioco è dominato da
squadre che corrono, che difendono e che hanno un gran
potenziale offensivo. Dobbiamo fare del nostro meglio
nell'insegnare e consolidare questi aspetti della moderna
pallacanestro nei giocatori e nelle squadre che alleniamo. |