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La difesa 1-3-1

di Giorgio Valli

Per 13 anni allenatore delle giovanili della Virtus Bologna, con cui ha vinto lo scudetto Allievi nel 1993, è stato  anche assistente di Ettore Messina per tre anni. E' stato poi assistente  allenatore a Imola e dalla stagione 2002/2003 è capo allenatore della Virtus  Ragusa.

 

La difesa 1-3-1 ha avuto una grande importanza negli anni '80, quando Dan Peterson l'ha proposta in serie A con l'Olimpia Milano. E' stata un'arma decisiva per D'Antoni, Meneghin e Co., per tanti campionati. Ripresa poi da Tanjevic con Trieste, ultimamente è stata un po' abbandonata, anche per l'elevato numero di tiratori da 3 punti del nostro campionato, e di quell'effetto sorpresa che si è un po' sopito negli ultimi anni.Io l'ho spesso utilizzata a livello giovanile, nei miei anni alla Virtus Bologna, in quanto è una difesa aggressiva, quindi attiva, che forza all'errore. L'utilizzo è sempre stato a metà campo, ma visto l'accresciuto atletismo dei giocatori, con qualche accorgimento tattico può essere efficace anche sui tre quarti del campo.

PERCHE' FARE LA 1-3-1

1) A livello giovanile permette di essere aggressivi e "nasconde" eventuali mis-match difensivi

sfavorevoli.

2) A livello seniores, può mettere in evidenza la scarsa attitudine al passaggio, o meglio al "buon passaggio".

3) Spesso costringe l'avversario a giocare con un solo lungo vero

4) "Toglie" la possibilità di giocare e tirare da posizioni classiche (ala/play)

5) Non tutte le squadre hanno attacchi organizzati specificatamente contro la 1-3-1, perchè poco usata

6) E' estremamente coinvolgente e ogni squadra che ho allenato l'ha sempre giocata con grande impegno fisico e mentale.

PERCHE' NON FARE LA 1-3-1

1) Per non subire facili canestri da tre punti, quando l'avversario dispone di almeno tre buoni tiratori o almeno due giocatori capaci di penetrare e "scaricare" in controllo

2) Per non rischiare di farsi prendere troppi rimbalzi offensivi, ove l'avversario disponga di atleti con tale attitudine

3) Se non si dispone di giocatori molto preparati fisicamente e tatticamente

4) Se si hanno problemi di falli

QUINTETTO IDEALE

1: deve essere atletico e capace di "leggere" i passaggi degli esterni. Spesso è il play-maker.

2/3: meglio se alto, ragionevolmente mobile e fisicamente pronto per fare tagliafuori contro chiunque.

4: deve essere la mente, ma anche il maratoneta della squadra; determina i raddoppi.

5: più furbo tatticamente che mobile, deve soprattutto aiutare sulle penetrazioni, in controllo e riuscire ad andare sempre davanti al pivot.

COMPITI

1: si occupa della fascia di campo che va da guardia a guardia. Deve forzare il massimo numero di passaggi tra i due esterni o fare perdere molto tempo, contenendo e pressando il passaggio al play-maker (diagr. 1).

E' a guardia del gomito quando la palla è nel corrispondente angolo (diagr. 2).

2/3: devono mettere massima pressione alla palla quando questa viene giocata nelle posizioni di ala forzare il passaggio negli angoli. Lo spostamento per arrivare in angolo è a V per consentire a X5 di andare davanti al pivot (diagr. 3).

                   Diagr. 1                                      Diagr. 2                                       Diagr. 3

Con palla alla guardia opposta, giocano "aperti" sulla linea palla-angolo (diagr. 4).

4: mantiene il controllo della linea di fondo, esce negli angoli e parla con 2 e 3 per fare e/o mantenere i raddoppi in angolo (diagr. 5). Ha le spalle parallele alla linea di fondo e il naso in linea con la palla (diagr. 6).

5: è padrone dei tre secondi, deve aiutare su tutte le penetrazioni, rimanendo sempre sulla linea dell'area e allineato con la palla e il canestro. Gioca davanti a chiunque prenda posizione (diagr. 7)

                   Diagr. 4                                      Diagr. 5                                       Diagr. 6

                   Diagr. 7

OBIETTIVI

Costringere l'avversario ad un tiro forzato da fuori, cercando di recuperare la palla in uscita dai raddoppi, solo però negli angoli bassi.

SPOSTAMENTI

a) Palla in guardia, a seguito del palleggio del play o di un passaggio: 1 deve costringere il play avversario a raccogliere il palleggio e lo pressa se è in posizione di tiro, altrimenti si prepara ad intercettare il passaggio spostandosi sulla guardia del lato debole. 2 finge il addoppio alto e si prepara a fare il vero "trap" con 4 se la palla va nel suo angolo. 3 scende a cavallo dell'area, sulla linea palla-angolo. 4 fa due passi verso la palla, difende davanti l'eventuale pivot e si prepara al raddoppio con 2. 5 chiude la linea di penetrazione guardia-canestro (diagr. 8).

b) Palla in angolo: 1 rimane a guardia del gomito e prova ad intercettare il passaggio d'uscita. 2 esce in angolo dopo aver fatto un passo verso l'area. 4 valuta se uscire a raddoppiare o se mantenersi sulla linea di fondo. 5 va davanti al pivot e 3 è responsabile dei lob a post basso e deve essere pronto a correra con 1 sulla guardia opposta in caso di uscita della palla (diagr. 9).

c) Uscita della palla in guardia: 3 è il primo a togliere un passaggio facile "dentro" o in angolo, poi quando arriva 1 si adegua e marca la sua zona in ala (diagr.10). E' importante stare sulle linee di passaggio, per rallentare gli stessi per dare modo a 4 di andare nell'angolo o almeno nel mezzo angolo sul lato forte. Anche 5 recupera la sua posizione tra palla e canestro per aiutare sulle eventuali penetrazioni (diagr. 11).

                     Diagr. 8                                      Diagr. 9                                       Diagr. 10

                  Diagr. 11

SITUAZIONI TATTICHE

Attacco 1-4: con il doppio post è 4 che sale per prendere il secondo post. 1 e 5 indirizzano il passaggio al pivor di 5, perchè normalmente, quando questi riceve, mette in azione il taglio diagonale dell'altro post laterale (diagr. 12).

Diagr. 12

Pick and roll: attacco che prevede il cambio di lato con un pick and roll. Se avviene sull'arco dei tre punti, 1 cambia con 5 (diagr. 13); se avviene più in alto, 1 passa in terza (diagr. 14).

Tutto campo: a livello giovanile questa difesa è molto efficace anche a tutto campo. Con i "grandi", qualora la si voglia fare e 5 è un pivot un po' statico, inverto, quando la palla è nella metà campo offensiva, le posizioni di 4 e 5 (diagr. 15). 2, 3 e 4 raggiungono le loro posizioni e i loro compiti di metà campo, appena vengono superati dalla palla.

                Diagr. 13                                      Diagr. 14                        Diagr. 15

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