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La difesa 1-3-1 ha
avuto una grande importanza negli anni '80, quando Dan Peterson
l'ha proposta in serie A con l'Olimpia Milano. E' stata un'arma
decisiva per D'Antoni, Meneghin e Co., per tanti campionati.
Ripresa poi da Tanjevic con Trieste, ultimamente è stata un po'
abbandonata, anche per l'elevato numero di tiratori da 3 punti
del nostro campionato, e di quell'effetto sorpresa che si è un
po' sopito negli ultimi anni.Io l'ho spesso utilizzata a livello
giovanile, nei miei anni alla Virtus Bologna, in quanto è una
difesa aggressiva, quindi attiva, che forza all'errore.
L'utilizzo è sempre stato a metà campo, ma visto l'accresciuto
atletismo dei giocatori, con qualche accorgimento tattico può
essere efficace anche sui tre quarti del campo.
PERCHE' FARE LA 1-3-1
1) A livello
giovanile permette di essere aggressivi e "nasconde" eventuali
mis-match difensivi
sfavorevoli.
2) A livello
seniores, può mettere in evidenza la scarsa attitudine al
passaggio, o meglio al "buon passaggio".
3) Spesso costringe
l'avversario a giocare con un solo lungo vero
4) "Toglie" la
possibilità di giocare e tirare da posizioni classiche
(ala/play)
5) Non tutte le
squadre hanno attacchi organizzati specificatamente contro la
1-3-1, perchè poco usata
6) E' estremamente
coinvolgente e ogni squadra che ho allenato l'ha sempre giocata
con grande impegno fisico e mentale.
PERCHE' NON FARE LA
1-3-1
1) Per non subire
facili canestri da tre punti, quando l'avversario dispone di
almeno tre buoni tiratori o almeno due giocatori capaci di
penetrare e "scaricare" in controllo
2) Per non rischiare
di farsi prendere troppi rimbalzi offensivi, ove l'avversario
disponga di atleti con tale attitudine
3) Se non si dispone
di giocatori molto preparati fisicamente e tatticamente
4) Se si hanno
problemi di falli
QUINTETTO IDEALE
1: deve essere
atletico e capace di "leggere" i passaggi degli esterni. Spesso
è il play-maker.
2/3: meglio se alto,
ragionevolmente mobile e fisicamente pronto per fare tagliafuori
contro chiunque.
4: deve essere la
mente, ma anche il maratoneta della squadra; determina i
raddoppi.
5: più furbo
tatticamente che mobile, deve soprattutto aiutare sulle
penetrazioni, in controllo e riuscire ad andare sempre davanti
al pivot.
COMPITI
1: si occupa della
fascia di campo che va da guardia a guardia. Deve forzare il
massimo numero di passaggi tra i due esterni o fare perdere
molto tempo, contenendo e pressando il passaggio al play-maker (diagr.
1).
E' a guardia del
gomito quando la palla è nel corrispondente angolo (diagr. 2).
2/3: devono mettere
massima pressione alla palla quando questa viene giocata nelle
posizioni di ala forzare il passaggio negli angoli. Lo
spostamento per arrivare in angolo è a V per consentire a X5 di
andare davanti al pivot (diagr. 3).

Diagr. 1
Diagr. 2
Diagr. 3
Con palla alla
guardia opposta, giocano "aperti" sulla linea palla-angolo (diagr.
4).
4: mantiene il
controllo della linea di fondo, esce negli angoli e parla con 2
e 3 per fare e/o mantenere i raddoppi in angolo (diagr. 5). Ha
le spalle parallele alla linea di fondo e il naso in linea con
la palla (diagr. 6).
5: è padrone dei tre
secondi, deve aiutare su tutte le penetrazioni, rimanendo sempre
sulla linea dell'area e allineato con la palla e il canestro.
Gioca davanti a chiunque prenda posizione (diagr. 7)
Diagr. 4
Diagr. 5
Diagr. 6

Diagr. 7
OBIETTIVI
Costringere
l'avversario ad un tiro forzato da fuori, cercando di recuperare
la palla in uscita dai raddoppi, solo però negli angoli bassi.
SPOSTAMENTI
a) Palla in guardia,
a seguito del palleggio del play o di un passaggio: 1 deve
costringere il play avversario a raccogliere il palleggio e lo
pressa se è in posizione di tiro, altrimenti si prepara ad
intercettare il passaggio spostandosi sulla guardia del lato
debole. 2 finge il addoppio alto e si prepara a fare il vero "trap"
con 4 se la palla va nel suo angolo. 3 scende a cavallo
dell'area, sulla linea palla-angolo. 4 fa due passi verso la
palla, difende davanti l'eventuale pivot e si prepara al
raddoppio con 2. 5 chiude la linea di penetrazione
guardia-canestro (diagr. 8).
b) Palla in angolo: 1
rimane a guardia del gomito e prova ad intercettare il passaggio
d'uscita. 2 esce in angolo dopo aver fatto un passo verso
l'area. 4 valuta se uscire a raddoppiare o se mantenersi sulla
linea di fondo. 5 va davanti al pivot e 3 è responsabile dei lob
a post basso e deve essere pronto a correra con 1 sulla guardia
opposta in caso di uscita della palla (diagr. 9).
c) Uscita della palla
in guardia: 3 è il primo a togliere un passaggio facile "dentro"
o in angolo, poi quando arriva 1 si adegua e marca la sua zona
in ala (diagr.10). E' importante stare sulle linee di passaggio,
per rallentare gli stessi per dare modo a 4 di andare
nell'angolo o almeno nel mezzo angolo sul lato forte. Anche 5
recupera la sua posizione tra palla e canestro per aiutare sulle
eventuali penetrazioni (diagr. 11).

Diagr. 8
Diagr. 9
Diagr. 10

Diagr. 11
SITUAZIONI TATTICHE
Attacco 1-4: con il
doppio post è 4 che sale per prendere il secondo post. 1 e 5
indirizzano il passaggio al pivor di 5, perchè normalmente,
quando questi riceve, mette in azione il taglio diagonale
dell'altro post laterale (diagr. 12).
Diagr. 12
Pick and roll:
attacco che prevede il cambio di lato con un pick and roll. Se
avviene sull'arco dei tre punti, 1 cambia con 5 (diagr. 13); se
avviene più in alto, 1 passa in terza (diagr. 14).
Tutto campo: a livello giovanile questa difesa è molto efficace
anche a tutto campo. Con i "grandi", qualora la si voglia fare e
5 è un pivot un po' statico, inverto, quando la palla è nella
metà campo offensiva, le posizioni di 4 e 5 (diagr. 15). 2, 3 e
4 raggiungono le loro posizioni e i loro compiti di metà campo,
appena vengono superati dalla palla.

Diagr. 13
Diagr. 14
Diagr. 15 |