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RIABILITAZIONE E RAFFORZAMENTO DELLA CAVIGLIA

di Phil Dyer

E' stato preparatore atletico alla Seton Hall University ed ora è capo fisioterapista, assistente allenatore e preparatore atletico del Caldwell College, nel New Jersey.

 

La distorsione alla caviglia rappresenta l'infortunio prevalente nella pallacanestro. Dopo un appropriato primo intervento, il "RICE" (Rest-Ice-Compression-Elevation, cioè riposo, ghiaccio, bendaggio e sollevamento della caviglia) e una stretta osservanza di quanto prescritto dal medico, l'atleta sarà pronto ad iniziare il programma successivo di terapia e riabilitazione.

Il programma consiste:

1) nel rafforzamento dei muscoli e dei tendini delle porzioni laterali e mediali della caviglia;

2) in un lavoro sulla propriocezione, l'equilibrio e l'abilità di cambiare direzione. Il lavoro di riabilitazione dovrebbe riguardare sia la caviglia infortunata, sia quella sana, dato che il basket richiede l'interazione sincronizzata di entrambe le gambe.

I muscoli e i tendini laterali più importanti della caviglia sono i peronei (peroneo terzo, breve, lungo). Questi tendini sono importanti nell'estensione del piede, nella flessione plantare e nella retroflessione della caviglia. I muscoli all'interno della caviglia sono ugualmente importanti per il funzionamento della caviglia e del piede. Il tibiale posteriore è coinvolto nell'inversione del piede. Il flessore lungo delle dita controlla la flessione delle quattro dita esterne. Il flessore lungo dell'alluce permette invece la flessione dell'alluce. Questi sono muscoli posteriori del tallone, i cui tendini fasciano il malleolo mediale e aiutano la flessione plantare della caviglia.

Gli esercizi con elastici rappresentano l'approccio ottimale nella terapia secondaria post-infortunio nell'intento di rafforzare i muscoli. Fasce elastiche di 5-10 centimetri di larghezza e con un'estensione di 15-20 centimetri sono utilizzati in questo esercizio. Con il giocatore infortunato seduto a terra, un'estremità della fascia è vincolata ad un oggetto fisso, come la gamba di un tavolo, mentre l'altra estremità circonda la parte anteriore del piede infortunato. Il piede parte da una posizione di completa eversione verso l'esterno; la fascia è tirata con un movimento d'inversione verso l'interno. All'opposto, si deve poi partire da una posizione d'inversione (piede verso l'interno) e tirare poi la fascia con un movimento d'eversione verso l'esterno. Il terzo esercizio di rafforzamento si effettua ponendo il piede in flessione plantare e poi dorsoflettendolo, tirando la fascia all'indietro. Questi esercizi dovrebbero essere svolti durante tutte le tappe della riabilitazione, dato che aumentano il raggio di movimento e rafforzano i muscoli e i tendini descritti precedentemente.

Un altro importante esercizio di riabilitazione della caviglia contempla l'utilizzo della tavola instabile. Serve ad incrementare la propriocezione, l'equilibrio e la padronanza del piede attraverso rotazioni su una superficie non piana. Agli inizi di quest'esercizio, il perno più piccolo possibile deve essere agganciato alla tavola. E' questo perno a rappresentare poi il punto di contatto, in basso, fra tavola e terreno. L'atleta deve poi posizionarsi sulla tavola appoggiando il piede la cui caviglia è infortunata, poi far ruotare la tavola lungo tutto il suo bordo compiendo rotazioni complete. Da dieci a venti rotazioni devono essere completate in entrambe le direzioni.

La chiave per compiere efficacemente quest'esercizio è data dal far ruotare la tavola dolcemente, mentre la caviglia si trova nelle posizioni d'eversione ed inversione. La capacità della caviglia di reagire favorevolmente rispetto alla superficie irregolare data dalla tavola incrementa l'abilità dell'atleta di atterrare al suolo in modo non perfetto e di recuperare senza infortunarsi nuovamente. Una volta utilizzato con successo il perno più piccolo, l'atleta può progredire usando i cinque perni successivi, più grandi del primo.

Un altro esercizio per la riabilitazione secondaria della caviglia è dato dal sollevamento sui polpacci, mantenendo la posizione. L'atleta si alza sui polpacci spingendo verso l'alto sugli avampiedi, poi conta fino a cinque. Si ripete l'esercizio dalle dieci alle venti volte. Dopo che l'atleta è riuscito a compiere con successo l'esercizio senza dolore o difficoltà, lo stesso si dovrà compiere sul singolo piede. Questo consentirà anche di valutare la forza e l'equilibrio riacquistati in seguito all'infortunio dalla caviglia, che dovrà essere in grado di sostenere l'equilibrio muscolare mentre è affaticata.

L'atleta dovrebbe anche includere sedute di bicicletta statica o di corsa leggera durante questa fase di riabilitazione. Queste attività coinvolgono la dorsoflessione della caviglia, la flessione plantare e tutti gli altri movimenti.

Una volta completata questa fase secondaria di terapia e riabilitazione per la caviglia, l'atleta è in grado di affrontare il terzo stadio di cura, che comprende esercizi di squat e salto della corda.

Lo squat deve essere effettuato con i piedi ben distanziati, quanto le spalle, il busto eretto e il bacino in posizione arretrata. Mentre le ginocchia si piegano e il corpo scende, la schiena rimane dritta. Lo squat forza la caviglia a dorsoflettersi e ad estendersi, ciò che è cruciale nei movimenti di salto, corsa e scivolamento in una partita di basket. Dopo che l'atleta è in grado di eseguire lo squat senza esitazioni o indolenzimento della caviglia, deve essere compiuto l'esercizio utilizzando una sola gamba. Esso concentra e migliora la propriocezione del bacino, del ginocchio e della caviglia.

Il salto della corda, allo stesso modo, incrementa la capacità della caviglia di affrontare sollecitazioni dovute a dorsoflessioni ripetute e flessioni plantari mediante il rafforzamento dei muscoli peronei e del polpaccio. La corda è anche un esercizio eccellente d'allenamento nell'ottica del miglioramento della coordinazione occhio-piede e della velocità.

La parte finale della riabilitazione dell'anca include esercizi d'agilità che comprendono movimenti di taglio. Sono disposti coni in un percorso in diagonale all'interno del campo da basket. La distanza fra un cono e l'altro deve essere tale da richiedere tre passi dell'atleta per essere coperta. L'esercizio inizia nella direzione della caviglia che non è infortunata (per comodità, assumiamo che quella infortunata sia quella destra). Il primo passo verso il primo cono è compiuto dal piede sinistro, seguito dal destro, etc. Il passo successivo porta il piede sinistro vicino al cono: questo piede fa da perno, in modo tale che il destro compie il primo passo verso il prossimo cono. Al cono successivo, è perciò ora il piede destro che si appoggia al suolo e ruota per far compiere il cambio di direzione; la sequenza prosegue in questo modo fino a raggiungere tutti i coni disposti sul campo. Questo porta la caviglia a gestire la forza necessaria ai cambi di direzione, la dorsoflessione e la flessione plantare.

L'ultimo esercizio può anche comprendere un salto verticale da fermo in corrispondenza d'ogni cono. Dopo che il piede avanti si appoggia al suolo vicino ad ogni cono, l'altro piede lo affianca ad una distanza pari a quella delle spalle e poi l'atleta poi salta con forza riproducendo il movimento dello squat. L'esercizio prevede questo salto presso ogni cono.

Il giocatore di basket ha tre articolazioni principali che producono forza e potenza che premettono di correre e saltare. Queste sono le articolazioni dell'anca, del ginocchio e della caviglia (elemento della tripla estensione). Rafforzare i muscoli che supportano queste articolazioni consentirà di sopportare le sollecitazioni e le forze complesse degli esercizi di potenziamento - velocità (ciò che aiuta ad esprimere potenza). Più forte e più velocemente si spinge sul terreno, più velocemente si correrà e più in alto si salterà. Se non si possiede una connessione adeguata fra tutte queste tre articolazioni, si perderà la forza necessaria per essere un giocatore di basket completo.

Detto questo, è tassativo che il processo di riabilitazione non solo consenta al giocatore di riprendere a giocare, ma impedisca anche che l'infortunio comprometta il movimento della caviglia nella tripla estensione. Gli esercizi proposti rafforzeranno l'articolazione della caviglia per un movimento naturale e funzionale, cos“ come prepareranno la caviglia a sopportare le sollecitazioni vigorose cui è sottoposta quando si gioca a basket.

      

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