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Per una
corretta programmazione del lavoro fisico è indispensabile
conoscere il livello di partenza degli atleti. Questo significa
ricavare dei dati oggettivi e ripetibili per valutare eventuali
punti deboli e controllare il lavoro svolto. La metodologia
d’allenamento è più qualificata quanto più si avvicina al
modello funzionale e così la valutazione, deve evidenziare le
qualità fisiche che sono veramente indispensabili al fine della
preparazione. La pallacanestro è uno sport ad impegno metabolica
aerobico-anaerobico alternato, dove la componente meccanico
muscolare fa riferimento alla forza reattivo-elastica ed alla
potenza muscolare e queste sono le caratteristiche che devono
essere indagate con la valutazione funzionale. I test proposti
perché siano veramente efficaci devono rispondere alle
caratteristiche di specificità, devono essere indispensabili ai
fini dello sviluppo del lavoro, facilmente riproducibili e
possibilmente inseribili nelle normali sedute di lavoro. Anche
se ogni preparatore atletico può avere delle proprie idee su
quali scelte fare, su quali test utilizzare, penso che comunque
questi principi possano essere considerati insindacabili. Le
proposte che seguiranno sono alcuni esempi di come rispondere a
queste caratteristiche.
Una scala d’intervento potrebbe essere la
seguente:
Composizione corporea: la
percentuale di massa grassa dell’atleta, Body Fat %, è un dato
correlato con la condizione cardiovascolare ed è indice delle
abitudini alimentari. Un metodo semplice da utilizzare è quello
plicometrico. Utilizzando le formule di Jackson & Pollock
è possibile risalire a questo dato e monitorarlo con facilità.
Funzionalità: è l’equilibrio
tra forza ed allungamento muscolare. Esistono diversi test
chinesiologici che permettono di valutare la mobilità articolare
ed il livello di controllo muscolare. Uno strumento molto
semplice è lo Squat Test, una serie di posizioni da
eseguire e mantenere che simulano diversi movimenti tecnici
della pallacanestro, ma che permette di ricavare delle
indicazioni immediate su come impostare il lavoro.
Potenza Aerobica: un test
molto utilizzato nei giochi di squadra e particolarmente nella
pallacanestro è il test di Leger. Si esegue correndo a navetta
su di un percorso di 20mt. seguendo la velocità consigliata da
un segnale acustico. Si inizia con una velocità di 8 km/h
aumentando di 0,5 km/h ogni minuto. Se il test viene eseguito
con il monitoraggio della frequenza cardiaca, è possibile
conoscere la frequenza cardiaca massima, la velocità massima
aerobica e convertendo i dati con un’apposita tabella il valore
indiretto di VO2 max. Questo test, come altri test navetta
simili (ex. Yo Yo test), hanno il vantaggio di considerare anche
l’affaticamento periferico determinato dai continui cambi di
direzione, caratteristico nella pallacanestro.
Forza: i due metodi
principali sono il metodo diretto e quello indiretto. Nel primo
si arriva ad eseguire, dopo debito riscaldamento e per
tentativi, l’alzata massima (1RM). E’ un metodo molto
dispendioso e non sempre possibile per tutti gli esercizi. In
quello indiretto (RM) si esegue una serie massimale dove vengono
eseguite poche ripetizioni (max 10) ed in seguito tramite alcune
tabelle comparative o algoritmi (interessante quello di Brzicky),
si riesce a ricavare un’indicazione che si avvicina al
massimale. E’ sicuramente più pratico, ma non sempre preciso se
non si fissano i parametri di ampiezza e velocità del
movimento.
Elevazione: per valutare
l’elevazione dell’atleta eseguendo movimenti simili a quelli
richiesti dal gioco, un attrezzo molto pratico è il Vertec o
saltometro. E’ un’asta di altezza regolabile con delle stecche
corrispondenti alle varie misure che ruotano quando toccate,
evidenziando così la misura raggiunta. Personalmente divido i
salti in: salto verticale da fermi che simula il rimbalzo, un
salto da fermo con una gamba, che simula l’ultimo passo del tiro
in corsa, a destra e sinistra ed un salto con rincorsa a tecnica
libera. Questi tipi di test permettono di dare un giudizio anche
sulla coordinazione utilizzata ed eventualmente impostare dei
lavori di miglioramento.
Reattività: un test molto
utilizzato negli ultimi anni, per valutare la forza
elastica-reattiva soprattutto del segmento piede, viene eseguito
utilizzando un nuovo tipo di tecnologia chiamata Optojump.
Questo dispositivo collegato ad un computer permette di eseguire
una serie di salti massimali a gambe tese, valutando sia il
tempo di contatto con il terreno che l’altezza dei salti
eseguiti.
Velocità:
è sicuramente più corretto parlare di accelerazione, anche
perché difficilmente un atleta durante una partita riesce a
sprintare massimamente più di dieci, quindi metri. Personalmente
utilizzo un test sulla metà campo, 14 mt., in maniera da poter
garantire anche lo spazio per decelerare in sicurezza.Vista la
difficoltà nel rilevare in maniera precisa, manualmente così
pochi secondi, ritengo sia indispensabile utilizzare un sistema
automatico a fotocellule. Sono molto importanti anche i test
combinati con cambio di senso (6+14 mt., 14+14mt. ecc.) così da
poter valutare anche la capacità di decelerare.
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