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PROPOSTA DI UN PROTOCOLLO PER LA PREPARAZIONE FISICA IN ACQUA NEGLI SPORT DI SQUADRA.

 RobertoVenerandi

Preparatore atletico - Scavolini Pesaro

 

Introduzione:

Il ruolo del preparatore atletico, in accordo con l’allenatore e lo staff sanitario, è quello di ottimizzare la prestazione del proprio atleta. Negli sport di squadra, alcuni fattori che possono essere:

  1. La rosa numerosa dei giocatori;
  2. La scarsa disponibilità di strutture;
  3. La poca disponibilità da parte del capo allenatore nell’organizzare all’interno di una seduta, spazi, tempi, metodi e proposte individualizzate;
  4. carenza di coordinamento all’interno dello staff sanitario;
  5. piste aperte…..

a volte rende difficoltosa una struttura di allenamento finalizzata in tal senso. Nella programmazione dell’allenamento, l’organizzazione che potremmo definire a rete, ogni atleta, a seconda delle proprie esigenze, (all’interno di cicli concordati, considerando il periodo della stagione in cui si trova), deve privilegiare alcuni momenti definiti di aiuto e supporto per la prestazione specifica dello sport praticato

Nella preparazione fisica degli sport di squadra è uso comune il lavoro di forza. Molte sono le piste che si possono utilizzare, e tutte possono presentare delle controindicazioni, in sintesi:

  1. Muscolazione attraverso l’utilizzo di macchine isotoniche e/o a carico naturale;
  2. Lavori combinati all’interno della medesima serie (esempio metodo Cometti);
  3. Esercitazioni prese “in prestito dall’atletica leggera” andature e varie forme di balzi sia alternati che successivi;

La capacità d’individuare il corretto dosaggio tra gli aspetti condizionali quali, forza, resistenza, rapidità, loro monitoraggio e integrazione con gli aspetti tecnico-tattici è il filo conduttore che accompagna il percorso settimanale, mensile, annuale del lavoro. All’interno di tale percorso vi sono momenti negativi che segnano la carriera dell’atleta e sono gli infortuni.

Sempre più alta è la possibilità di infortunio dovuta alla maggiore intensità di gioco, numero di allenamenti, di partite, che a volte non procede parallelamente con un’adeguata preparazione specifica  muscolo-tendinea, intendendo per preparazione muscolare, la  capacità di quest’ultimo di soddisfare le richieste del gesto specifico e per “preparazione” tendinea di sopportare le sollecitazioni richieste nelle esercitazioni ad alta intensità esplicate dal muscolo.

E’ evidente pertanto che una  scarsa estensibilità, elasticità, la presenza di disequilibri della catena muscolare possono indurre a varie forme di contratture, elongazioni e/o infiammazioni, limitare la capacità di prestazione (per numero di allenamenti e/o per lo stato di sofferenza durante la seduta…) innescando tutta una serie di situazioni di disagio concatenate, sia sul piano fisico che su quello psicologico, risultanti dannose per l’atleta e per l’intera squadra.

E’ sempre più numeroso il numero di giocatori all’interno della stessa rosa che hanno subìto interventi chirurgici agli arti inferiori per la ricostruzione parziale o totale di LCA, di meniscectomia, di pulizia di cartilagine (in particolare nella articolazione del ginocchio e caviglia), di lesioni dei legamenti collaterali, di sofferenza per infiammazioni croniche dei tendini (rotuleo ed achilleo),  e di altre parti del corpo normalmente assai sollecitate.

La schiena e la cintura pelvica ad esempio, esigono particolare attenzione durante  le esercitazioni a secco nella fase della seduta atletica (per l’incremento di forza o per migliorare gli indici di potenza). A tale riguardo vi sono soggetti a rischio di infiammazione del nervo sciatico, per la presenza di protrusioni discali, di ernie discali, inguinali e per stati infiammatori del pube (pubalgia).

Il piede è un’altra struttura altamente a rischio per la possibilità di microfratture e di infiammazioni dell’arco plantare ed in generale delle componenti tendinee-legamentose-articolari che lo compongono. 

Quindi ruolo primario dello staff è quello di creare i presupposti ottimali, di non generalizzare e di non rendere omogeneo il protocollo di preparazione fisica a secco. Uno strumento che aiuta, che offre molteplici garanzie volto ad un proficuo lavoro di supporto per la prestazione specifica è il lavoro in acqua. Premetto subito, per sgombrare il campo da facili equivoci, che tale proposta è una pista che può, grazie all’adozione di particolari accorgimenti, mettere in condizioni l’atleta di sopperire ad alcuni deficit, affinchè possa affrontare in maniera  adeguata, la maggior parte del lavoro che lo sport praticato richiede.

VANTAGGI DEL LAVORO IN ACQUA:

1.      Lavorare in scarico;

2.      Effetto rigenerativo se eseguito a breve distanza da un incontro;

3.      Possibilità  di incrementare la capacità di lavoro muscolare;

4.      Intervento di sezioni muscolari che normalmente sono poco coinvolti nell’azione quotidiana dello sport praticato;

5.      Possibilità di effettuare gesti che richiamano l’azione della corsa;

6.      Possibilità di effettuare andature tipo skip, affondi sagittali in avanzamento…;

7.      Possibilità di effettuare gesti simili ad un fondamentale individuale;

8.      Possibilità di stimolare l’apparato cardio-circolatorio;

9.      Piste aperte….

SVANTAGGI:

1.      Aspecificità del gesto dal punto di vista biomeccanico:

§         Proposte operative a catena cinetica  aperta;

§         Velocità angolari differenti;

§         Valori di potenza non equiparabili con le reali situazioni di campo;

§         Coordinate spaziali e propriocettive differenti;

2.      Difficoltà nella riproduzione del gesto dal punto di vista del gesto tecnico;

3.      Piste aperte….

PROPOSTA OPERATIVA:

Obiettivo:

1.      Potenziamento estensori, flessori della coscia – forza resistente;

2.      Potenziamento abduttori-aduttori;

Obiettivi correlati:

1.      Stabilizzazione della muscolatura della cintura pelvica;

2.      Potenziamento della muscolatura para vertebrale;

3.      Potenziamento della muscolatura estrinseca del piede;

4.      Stimoli all’apparato cardio-circolatorio (di tipo aerobico, frequenza prossima alla soglia nelle proposte di serie dove le prove sono continue, senza variazioni di ritmo esecutivo, ed aerobico-anaerobico nelle proposte di lavoro intermittente);

5.      Stimoli propriocettivi nelle proposte di andature;

6.      Decompressione dei dischi intervertebrali;

7.      Piste aperte….

IN ACQUA….materiale utilizzato: pinne, cinture galleggianti, cavigliere, palette da fissare alla parte distale della gamba, tavoletta, acquaplan, cardiofrequenzimetro;

PROPOSTA DI PROTOCOLLO:

Avviamento con pinne 10’

Nuoto a dorso, braccia lungo i fianchi, con movimenti simultanei, alternati degli arti superiori, con tavoletta braccia in alto, tenuta sul petto…..;

Parte centrale (tutte le proposte sono eseguite con pinne):

Posizione esercizio

Modalità esecutiva

Accorgimenti

 

serie

ripetizioni

recupero

Spalle alla direzione di

avanzamento, cosce flesse

sul bacino e gambe sulle

cosce, tavoletta posta sulle

cosce e tenuta al petto

dalle braccia, busto 

leggermente inclinato

avanti;

Estensione flessione

alternata delle

gambe sulle

cosce;

Mantenere le

cosce parallele,

limitare

movimenti

superflui del

busto;

 

da 1 a 4

 

4 fino a

metà vasca

 

 

Ritorno a

dorso fino

alla

partenza

60” tra

una prova

e l’altra;

3’ tra le

serie;

Prono, tavoletta spinta sotto

l’acqua braccia distese,

cintura galleggiante posta

sulla pelvi;

Movimenti alternati

degli arti inferiori;

 

 

Mantenere le

pinne sotto

l’acqua,

variare

l’ampiezza del

movimento

da 1 a 2

4 x intera

vasca

Ritorno a

dorso fino

alla

partenza

50” tra le

prove; 3’

Posizione esercizio

Modalità esecutiva

Accorgimenti

 

serie

ripetizioni

recupero

Decubito laterale, il braccio

in acqua, disteso,

appoggiato sulla tavoletta.

l’altro disteso in fuori;

 

Movimenti alternati

degli arti inferiori

(azione a forbice);

Ricercare

l’ampiezza

del gesto;

 

1

6 per intera

vasca

(3dx-3sx)

Ritorno a

dorso fino

alla

partenza;

40” tra le

prove; 2’

tra le serie

Cintura galleggiante posta

sulla pelvi, in acqua alta;

Azione simile alla

corsa, effettuare

uno sprint;

busto inclinato

avanti, azione

coordinata

degli arti

superiori;

da 1 a 2

4 fino a

metà vasca

Ritorno a

dorso fino

alla partenza,

30” tra le

prove; 2’ tra

le serie;

Seduto su bordo vasca,

gambe in acqua, busto

leggermente inclinato

avanti, mani in appoggio

al bordo;

movimenti

alternati di

estensione

flessione della

gamba su coscia;

A seguire una

vasca alla

max velocità

in posizione

prona con

tavoletta;

da 2 a 4

Da 20 a 50

Ritorno a

dorso fino

alla partenza,

30” tra le

prove;

Palette fissate alle caviglie, cosce flesse sul bacino, gambe flesse sulle cosce, piedi in flessione dorsale,cintura posta sulla pelvi, mani in appoggio al bordo vasca

azione di

abduzione

adduzione;

Mantenere le

ginocchia

all’orizzonte;

da 1 a 4

Da 20 a 40

60” tra le

serie;

Acquaplan calzate ai piedi

mantenere busto eretto,

braccia semiflesse;

azione alternata di

flessione delle

cosce sul bacino e

successiva spinta

verso il basso con

estensione della

gamba, azione

coordinate degli

arti superiori;

evitare

l’avanzamento

da 1 a 2

Da 20 a 40

50” tra le

serie;

IN VASCA CON ACQUA BASSA (profondità…….lunghezza……)

1.      Da 1 a 6 serie di affondi sagittali in avanzamento, ritorno di corsa lenta dopo 20” ripetere la prova;

Varianti per il ritorno:

§         corsa veloce;

§         skip alto;

§         corsa all’indietro;

§         corsa all’indietro procedendo a “zig-zag”;

§         piste aperte…..

2.      Da 1 a 4 serie di skip alto, ritorno di corsa lenta 20” di recupero tra le prove, possibilità di effettuarlo con cavigliere da 0,5 a kg.1;

3.      Da 1 a 4 serie di scivolamenti all’indietro a “spina di pesce”;

4.      Piste aperte…..

PROPOSTA DI CORSA CON VARIAZIONI DI VELOCITA’ CON CINTURA GALLEGGIANTE (con cardiofrequenzimetro):

L’esercizio può essere effettuato a carico naturale, con pinne o con cavigliere da 0,5 a kg.1;

Numero di serie da 1 a 6;

corsa continua 16”

variazione di velocità 8”

tempo totale della serie 1’52”

recupero tra le serie 2’30”

Varianti: modificare il “gioco” del tempo all’interno della serie, e all’interno della stessa serie il tempo dedicato alla corsa continua ed allo sprint.

POSSIBILITA’ DI SVILUPPO: alternare nella medesima seduta serie di lavori in acqua a serie di muscolazione a secco, in funzione dei vari obiettivi individuati per singolo atleta, sul modello di pre e post affaticamento proposto dal prof. Cometti.

CONCLUSIONI:

Le prime esperienze di lavoro in acqua le ho affrontate per la riabilitazione di atleti che hanno svolto l’attività per un periodo più o meno lungo in funzione delle proprie necessità. Una indicazione che mi ritornava dallo stesso atleta, quando riprendeva l’attività, era questa: “ho la sensazione di forza e stabilità quando sono sul campo” ”mi sento forte””anche a livello di fiato, non sento la fatica”. Tali considerazioni mi hanno suggerito di continuare con questi atleti e di allargare la presente proposta a quelli a rischio di infortunio per le situazioni problematiche che ho cercato di individuare sopra. Il numero di sedute nel microciclo settimanale della fase agonistica si riduce ad uno, il martedì, e dove è possibile dovrebbe essere integrato con una seduta di muscolazione, il giovedì, ovviamente orientata alle esigenze individuali. Le esercitazioni orientate ed integrate con altre attività, ad esempio il ciclismo, la muscolazione in palestra, sono un ottimo strumento di allenamento nel periodo off-season e permettono di ridurre quei deficit muscolari, che durante la stagione sono stati gestiti, mantenendo allo stesso tempo un buona condizione organica generale.

E’ ovvio che tale proposta non vuole sostituire le metodologie classiche di allenamento muscolare specifiche per lo sport praticato, bensì intende offrire un ulteriore strumento all’atleta per affrontare la specificità del gesto richiesto tesa a promuovere l’ottimizzazione della prestazione.

I testi

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