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ANALISI COMPUTERIZZATA
DELL’IMPEGNO METABOLICO NEL BASKET.
di Carlo Castagna
Teknosport |
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Introduzione
La pallacanestro al pari di altri sport di squadra Ë una
attività ad alta intermittenza. McIness e coll. (1995) hanno
individuato nel corso di un incontro, 997±183 cambi di attività
per giocatore (range756-1220) ovvero circa un cambio di attività
ogni 2 secondi. L’intermittenza di gioco viene determinata da
temi tattico-tecnici o istituzionali imposti dal regolamento
(durata tempi, time-out, infrazioni, falli). Lo studio della
natura dell’intermittenza di gioco ha senza ombra di dubbio un
importante ruolo nel determinismo della fatica nel giocatore di
basket. In questo ambito interessanti sono i rapporti
intercorrenti tra fasi condotte ad alta intensità, tempi di
recupero e natura dell’attività nel corso di quest’ultimo
(attivo o passivo).
I dati presenti nella letteratura internazionale relativamente
ai punti sopra considerati, sono del tutto insoddisfacenti in
quanto relativi alla match analysis e quindi fornenti dati
riguardanti la durata delle azioni di gioco. Questo fa si che si
sia in possesso di dati riguardanti il comportamento di squadra
e quindi non relativi a quello individuale. Il superamento di
questo gap può essere realizzato effettuando l’analisi temporale
delle sequenze di gioco ovvero la time-motion analysis (TMA).
Scopo di questa studio pilota è stato quindi quello di
effettuare una preliminare sperimentazione per determinare su
base individuale, il succedersi temporale degli eventi di gioco.
Questo per individuare linee guida per la determinazione delle
sollecitazioni di gioco, utili per la definizione di un modello
di allenamento e valutazione funzionale.
Approccio al problema
La pallacanestro è una attività di “endurance ad alta intensità”
(McInnes e coll. 1995) ed è quindi probabile che la squadra che
avrà i suoi giocatori chiave in grado di effettuare, nei momenti
cruciali di un incontro, fasi ad elevata intensità in condizioni
di relativa freschezza, possa avere ragione degli avversari. I
rilievi metabolici medi di gioco relativi alla realtà italiana
(Colli 1985, Benelli 1997, Faina 2000) hanno mostrato come il
coinvolgimento lattacido sia di livello medio basso e come esso
anche frequenza cardiaca e consumo di ossigeno. E’ quindi
probabile che gli stati di affaticamento acuti più perniciosi al
fine della prestazione di gioco, siano ascrivibili al succedersi
in alcune fasi della gara di sequenze di attività ad alta
intensità (corsa, salti, scivolamenti ecc.) con incompleti
periodi di recupero. L’abilità di effettuare fasi ad elevata
intensità con ridotti periodi di recupero tra essi, viene
definita nella fisiologia dello sport come Repeated Sprint
Ability (RSA). L’individuazione del verificarsi e la relativa
analisi delle caratteristiche di possibili “sequenze ad alta
intensità” nel corso del gioco, ha sicuramente una importante
ricaduta sulla preparazione fisica e tattico-tecnica del
giocatore di basket, nonchè per la strutturazione di test di
valutazione.
Metodi
La TMA Ë stata realizzata studiando il comportamento di gioco di
9 giocatori della serie A italiana nel corso di un incontro
ufficiale di campionato (Maggio 2001). L’incontro Ë stato
registrato e quindi analizzato nei suoi eventi, mediante un
sofisticato sistema computerizzato (AgonMensor, Ancona, Italia).
Di ogni giocatore sono state considerate le velocità di
spostamento, gli spazi percorsi ed i tempi di gioco. In questo
studio pilota si sono considerati come eventi svolti ad alta
intensità (HI) quelle attività effettuate a velocità superiore
ai 15 km h-1 e come sprint quelle che hanno superato i 20 km h-1
(S). Quale criterio per la determinazione e l’analisi della RSA
si Ë considerata la presenta di almeno 3 fasi nell’ambito della
categoria S, realizzate con meno di 21s di recupero tra esse
(Spencer 2002, comunicazione personale). L’analisi di gioco è
stata effettuata considerando il tempo non effettivo di gioco,
dato che anche a cronometro fermo i giocatori spesso si muovono
all’interno del rettangolo di gioco a fini tattici.
Analisi statistica
I dati che seguono rappresentano i valori medi e la deviazione
standard (±) delle rilevazioni effettuate.
Risultati
I giocatori hanno giocato nel corso dei due quarti analizzati (I
e II) circa 33.23±14 min. La lunghezza dei tratti effettuati dai
giocatori ad HI Ë stato di 7.51±0.75m. Il tempo di recupero tra
una fase ad HI e la successiva Ë stato pari a 50.63±17.85
secondi. Considerando l’intera permanenza in gioco, il rapporto
tra HI e recupero Ë stato pari a 1:35. Nell’analisi sequenziale
si sono prese in considerazione quei gruppi di HI, in cui le
fasi di lavoro di ripetevano con tempi inferiori al minuto.
Questo approccio ha evidenziato come nel corso della sua
permanenza in gioco, un giocatore effettui sequenze composte da
2 sino a 20 fasi nella HI, prima di avere una pausa pari ad un
minuto. Nel corso di queste sequenze il rapporto tra sforzo (HI)
e recupero Ë stato pari a 1:9.7. In nessuno dei casi si Ë
trovato soddisfatto il criterio della RSA inizialmente definito.
Discussione e Conclusioni
La definizione della eziologia della fatica nel basket, risulta
di enorme rilevanza per l’attuazione di un modello fisiologico
della prestazione, utile a quanti operano in questo settore
(allenatore, preparatore fisico, medico). I risultati delle
valutazioni fisiologiche effettuate da vari autori non rendono
ragione dello spesso pronunciato stato di affaticamento in cui
incorrono i giocatori di basket nel corso di un incontro. Questo
probabilmente per la spesso scarsa capacità dei protocolli
sperimentali di venire in possesso dei parametri da sforzo, nei
momenti in cui questo raggiunge i suoi picchi. McInnes e coll.
(1994) nel basket e Bangsbo (1995) e Smith e coll. (1993) per il
calcio, hanno infatti evidenziato come i valori della
lattacidemia vengano significativamente influenzati dalla natura
dell’attività svolta nei momenti che precedono il prelievo
ematico, nonchè dal periodo di gioco (fasi iniziali e finali di
un incontro).
Probabilmente la capacità prestativa di un giocatore di basket,
viene messa a dura prova nel corso di quelle fasi di gioco che
prevedono il ripetersi di azioni ad alta intensità con
incompleti tempi di recupero. Il presente studio, pur nelle sue
fasi pilota, impiegando un sistema quantitativo ad alta
affidabilit‡ (p<.001), ha dimostrato l’esistenza di “sequenze di
gioco” potenzialmente in grado di generare affaticamento acuto
ad alta frequenza. Nel corso dell’analisi non Ë stato
soddisfatto il criterio qui adottato per la RSA. Questo sta ad
indicare che altre definizioni dovrebbero essere individuate per
il basket. La composizione delle “sequenze ad alta intensità” ed
il loro rapporto sforzo-recupero, offrono interessanti tracce su
cui costruire protocolli di allenamento, e di valutazione.
Bibliografia principale
1. Bangsbo, J. Fisiologia del calcio. Kells edizioni, Ancona.
1995
2. Colli R. Osservazione del rapporto gioco-pausa nella partita
di pallacanestro. In Teaching Team Sports, Roma 1985. pp.99-108.
3. MacInnes S.E. e coll. The physiological load imposed on
basketball players during competition. Journal of Sports
Sciences.13:387-397.1995.
4. Smith e coll. Blood lactate levels in college soccer players
during match play.
In: Science an Football II. EF&Spon,1993, pp129-134. |
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