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Il consumatore sportivo crea un'ampia
varietà d'associazioni con il marchio sport in base alle proprie
esperienze di consumo di quel marchio. Ad esempio, un tifoso che
andava ad assistere alle partite dei Chicago Bulls negli anni in
cui vincevano i campionati, assocerà per sempre Michael Jordan
al marchio dei Chicago Bulls. Quest'esempio pone l'accento sui
problemi che una squadra che ha perso una superstar deve
affrontare per creare una campagna pubblicitaria. Le persone
acquistano i biglietti di una certa squadra per vedere
determinati giocatori giocare con la loro squadra. Se quei
giocatori si ritirano o sono venduti ad altre formazioni o
lasciano quella squadra perchè liberi da contratto e quindi
possono giocare dove vogliono, questo limita enormemente la
capacità di una società di enfatizzare associazioni del tutto
uniche con il marchio sportivo.
E' fondamentale che chi lavora nelle
campagne di comunicazione strategica del marchio sportivo
riconosca l'importanza di creare e rilevare associazioni del
marchio con i loro sforzi pubblicitari.
La realizzazione e il mantenimento di
forti associazioni del marchio possono portare a quattro
positivi risultati:
* Ricordi piacevoli. Le associazioni del
marchio aiutano i consumatori a risvegliare e ricordare
sensazioni piacevoli. Se una persona si è trovata bene a una
partita di una lega minore di baseball per l'ambiente familiare
e un bello stadio, una pubblicità in cui si vedano bambini e una
sezione dello stadio dedicata alle famiglie, farà ricordare
quelle sensazioni piacevoli e probabilmente spingerà quella
persona ad acquistare biglietti per le partite di quella
squadra.
* Differenziazione. Un altro modo che le
associazioni del marchio hanno per creare valore è di
identificare un motivo di differenziazione del proprio prodotto
rispetto ad altri: per una squadra che deve competere nel campo
dei divertimenti che si espande sempre più, questo è cruciale.
Un evento sportivo è molto differente da altre forme
d'intrattenimento: durante una partita vi sono momenti di pausa
che permettono di parlare, di socializzare, cosa che non è
possibile, ad esempio al cinema, perchè non vi è alcun'interazione
sociale. Quindi, fotografie e video clip che enfatizzino la
natura sociale che è presente quando si assistere ad un evento
sportivo può essere efficacemente usato in una campagna
pubblicitaria.
* Motivazione. Le associazioni con il
marchio possono anche fornire ai consumatori motivazioni per
acquistare il prodotto. Ad esempio, una delle chiavi del
successo della campagna della NBA "I Love This Game" fu la sua
capacità di unire spettacolari schiacciate ai visi di vari
personaggi famosi, che si divertivano alle partite dei
professionisti. In tal modo l'NBA riuscita a sviluppare e
incrementare l'associazione del suo marchio con la parola
"divertimento". Dato che l'esperienza era piacevole, la
pubblicità suggeriva, ognuno avrebbe dovuto acquistare un
biglietto ed essere parte di quell'evento.
* Gradevoli sensazioni. Infine, le
associazioni del marchio possono creare attitudini e sensazioni
positive. Con lo slogan "Hey siamo in grado di giocare!", la
LPGA, cioè la Lega dei tornei femminili di golf, creo una serie
di pubblicità che dimostrava che le golfiste erano eccellenti
non solo come sportive, ma anche come persone. Una pubblicità
parlava degli exploit di Nancy Lopez come golfista, e concludeva
ricordando che era anche madre di tre figli.
In breve, tutte queste associazioni del
marchio indicheranno i motivi per cui il prodotto sport è
acquistato ripetutamente.
L'uso d'associazioni chiave del marchio
per definire il messaggio pubblicitario
Una volta capita l'importanza di creare o
rafforzare le associazioni del marchio nei messaggi
pubblicitari, è ora tempo di dedicarsi all'"arte" di definire i
messaggi per creare, rinforzare o iniziare le associazioni del
marchio. Per creare messaggi che destino l'attenzione dei
consumatori sportivi, è necessaria una profonda conoscenza delle
associazioni del marchio.
Due comuni fonti d'associazioni del
marchio sono gli attributi e i benefici. Per esempio, una
persona di Filadelfia può decidere di acquistare un pacchetto di
biglietti per cinque partite dei Phillies (squadra di baseball,
N.d.T.) perchà la squadra ha acquistato un forte giocatore
libero da contratto: in questo caso possiamo parlare
d'attributo. Benefici, invece sono il significato e il valore
che i consumatori attribuiscono ad un certo prodotto. Quando un
tifoso dei Boston Red Sox (squadra di baseball, N.d.T.)
acquista fuori dal campo di gioco un cappellino con il logo
della squadra questo cappellino un mezzo per dimostrare il suo
legame con la squadra. La capacità della società sportiva di
fornire una base con cui identificarsi rappresenta un beneficio
offerto da quella particolare squadra.
Ricerche hanno indicato che vi sono otto
attributi e cinque benefici che contribuiscono alla formazione
delle associazioni del marchio.
| ATTRIBUTI |
BENEFICI |
| Successo |
Identificazione del tifoso |
| Star della squadra |
Fuga dalla routine
|
| Capo allenatore |
Nostalgia |
| Stadio/palazzo
dello sport |
Orgoglio di una città |
| Design del logo |
Accettazione del gruppo |
| Offerta del
prodotto |
|
| Tradizione |
|
| Dirigenza |
|
ATTRIBUTI
Successo
Per chi opera nella pubblicità dello sport
il modo più facile per motivare la gente a consumare il prodotto
sport sarebbe forse quello di promettere che la squadra o il
singolo atleta avrà successo, perchè la gente ama essere legata
a chi vince.
Mentre è sicuro che una squadra vincente
può certamente creare positive associazioni con il marchio
sportivo, tale strategia può essere anche rischiosa, perchè
l'unica grande variante dello sport è l'impossibilità di predire
i risultati.
Star della squadra
Alcuni anni fa la NBC promosse le partite
in televisione con la frase "Guardate Michael ed i Bulls contro
Larry ed i Celtics". Le star delle due squadre erano il motivo
primario per cui gli spettatori avrebbero dovuto guardare l'NBA
in televisione. Ricerche hanno dimostrato che la presenza di
star in una certa squadra può contribuire ad attrarre
spettatori. Anche se tali campagne pubblicitarie basate sulle
star hanno dimostrato di aver avuto un grande successo, tuttavia
vi sono anche lati potenzialmente negativi. Oggi i giocatori
cambiano squadra con grande facilità, sia attraverso scambi con
altri giocatori, sia perchè liberi da contratto e questo accade
anche alle star. Come anche la star si può infortunare,
perdendo, talvolta. l'intera stagione. E' quindi consigliabile
per chi si occupa di marketing sportivo di procedere con cautela
nell'usare una star o più star della squadra nelle campagne
pubblicitarie.
Capo allenatore
Spesso l'arrivo di un nuovo capo
allenatore ha creato sensazione ed eccitazione tra i tifosi e
usando la sua immagine nel marketing vi sono possibilità che i
tifosi vedano il suo arrivo come una nuova e forte speranza per
il futuro. Ad esempio, indicando il record di vittorie nel corso
degli anni dell'allenatrice Pat Summit l'Università di Tennessee
può sfruttare la sua immagine per rinforzare l'associazione del
marchio con la squadra di basket femminile di Tennessee. Anche
però in questo caso l'associazione del marchio con l'allenatore
può essere rischiosa. Che risvolti negativi vi possono essere
sui tifosi se la squadra migliora o vince il titolo come
promesso agli inizi del campionato? Una campagna di marketing
basata sull'immagine dell'allenatore può essere efficace a breve
termine, ma non in un lungo periodo.
Stadio/Palazzo dello sport
Con l'avvento di moderni stadi e palazzi
dello sport negli ultimi dieci anni, le nuove esperienze che i
tifosi possono fare in questi edifici stanno diventando di
sempre maggior importanza nel creare e sostenere associazioni
positive con il marchio della squadra e questo anche nel caso
che la squadra non abbia grandi risultati. Edifici attrattivi
come il Wrigley Field o il Fenway Park (baseball, N.d.T.) il
Conseco Fieldhouse possono essere utili a fornire positive
associazioni indipendentemente dalla presenza d'altri fattori
(come, ad esempio, il successo della squadra, la presenza di
star, un capo allenatore affermato). Una campagna pubblicitaria
incentrata quindi sul campo di gioco può avere successo e non
presenta aspetti negativi.
Design del logo
Le squadre possono iniziare e rafforzare
le associazioni per mezzo della loro identità visuale. I San
Josè Sharks (hockey ghiaccio, N.d.T.) hanno rivoluzionato il
modo di usare il marchio per creare associazioni. La squadra,
infatti, coinvolgendo la comunità sia nella ricerca del
soprannome, che del logo, come anche nello sviluppare
un'identità visuale che molti programmi di marketing dovrebbero
adottare, divenne un "fenomeno di marketing" prima ancora di
giocare una partita.
Una squadra deve quindi avere il pieno
controllo della propria identificazione visuale.
Tale forma di rappresentazione visuale può
anche rappresentare un mezzo per cambiare le comunicazioni
strategiche del marchio di una squadra perdente. Perchè molte
squadre professionistiche non lo fanno? Quale problema potrebbe
sorgere se i Los Angeles Clippers cambiassero il loro
soprannome? Il nostro suggerimento è che alcune squadre
potrebbero trarre grandi benefici grazie al nuovo logo che
sarebbe in grado di produrre una nuova serie d'associazioni.
Offerta del prodotto
Un altro attributo che si deve tenere
presente è quanto vale l'intrattenimento offerto dal prodotto
sport. Molte persone sviluppano positive associazioni del
marchio in base alla capacità del marchio di offrire un valido
intrattenimento. Un esempio di una campagna che ha offerto un
prodotto divertente sono stati i Golden State Warriors che hanno
adottato una campagna con il motto "E' un grande time -out" per
promuovere la squadra. Nelle pubblicità apparivano i giocatori
che cantavano una canzone e presentavano immagini visuali di che
cosa significasse assistere ad una partita della squadra
(mascotte, bevande e cibo, interazione con gli altri tifosi).
La capacità offerta ai tifosi di
interagire con i giocatori può avere un maggior impatto
nell'offrire il prodotto sport.
Tradizione
La tradizione associata ad un marchio
sportivo può essere una fonte molto importante per stimolare e
alimentare associazioni positive del marchio. La gente pensa
alla tradizione in termini di vittorie, ma questa definizione è
troppo limitata e deve includere ogni significativa tappa della
storia della squadra.
Un esempio è la campagna pubblicitaria dei
Chicago Bulls per il campionato 1999-2000, due anni dopo il
ritiro di Michael Jordan. Uno spot televisivo per la campagna
abbonamenti iniziava affermando che i Bulls sono stati la
squadra più dominante degli anni '90 e continuava sottolineando
che le caratteristiche salienti di quelle squadra erano la
voglia di lottare, la difesa, il gioco eccitante e una grande
determinazione. Inoltre la pubblicità affermava che la squadra
di quel campionato possedeva molte delle caratteristiche delle
grandi squadra del passato e suggeriva che vi era la possibilità
di fare abbonamenti, perchè quelle era "L'occasione che si stava
aspettando". Quella comunicazione voleva sottolineare che la
squadra attuale possedeva alcune delle caratteristiche che sia
le squadre campioni, che una squadra che si classificava ultima
avevano in comune, promovendo l'opportunità che il tifoso aveva
di crescere con una squadra giovane.
Dirigenza
Sebbene la dirigenza o il proprietario
della squadra sia raramente uno spunto efficace per una campagna
pubblicitaria, vorremmo suggerire che dovrebbe essere parte di
comunicazioni strategiche del marchio. Se ad un consumatore
sportivo sono forniti motivi di non avere fiducia in una
particolare organizzazione, le associazioni del marchio con
quella organizzazione sportiva potrebbero essere negative. Un
esempio: famosi proprietari di squadre come Jerry Colangelo
(Phoenix Suns della NBA, Phoenix Mercury della WNBA e Arizona
Diamondbacks di baseball), potrebbe essere un'importante
associazione del marchio per quelle squadre.
BENEFICI
Identificazione del tifoso
L'identificazione del consumatore sportivo
è una degli elementi più largamente studiati dell'associazione
del marchio. Infatti, l'identificazione con una squadra o un
marchio sportivo soddisfa la necessità del tifoso di essere
legato a qualcosa che è desiderabile e ha successo. Uno dei modi
in cui in passato i marchi sportivi hanno migliorato tale
identificazione è stato quello di rendere gli atleti più
avvicinabili, incoraggiando quindi una connessione con quello
sport. La campagna dei Phoenix Suns "Lasciatevi andare" in cui
vari giocatori dei Suns rispondevano alle domande dei ragazzi
nelle scuole è un esempio. La presentazione delle domande e le
risposte rendevano i giocatori più umani di quanto apparivano
sul campo. Penny Hardaway ammise che piangeva dopo le sconfitte
e Rodney Rogers che fuori stagione gli piaceva guidare il camion
della spazzatura. In tal modo la squadra presentava atleti di
successo sotto una luce diversa e dava ai consumatori una
ragione per identificarsi con loro.
Fuga dalla routine
E' stato dimostrato che lo sport può
fornire alle persone un importante mezzo di fuga dalla loro
routine quotidiana. Seguire uno sport può servire come strategia
attraverso la quale le persone possono trovare appagamento e
piacere.
La fuga dalla routine è una importante
associazione del marchio che chi si occupa di pubblicità nello
sport può sfruttare. Non abbiamo esempi in tal senso, ma
riteniamo che tale strategia dovrebbe essere presa in
considerazione in futuro.
Nostalgia
Lo sport è un prodotto che possiede la
caratteristica unica di soddisfare il bisogno delle persone di
ricordare esperienze piacevoli del passato. Per nostalgia si
definisce qualsiasi cosa ricordi un desiderio del passato o
sensazioni positive associate con esperienze accadute.
Provate a soffermarvi a pensare alla
vostra squadra del cuore. Perchè siete così legati a quella
squadra? Probabilmente parte della risposta è perchè suscita
determinate esperienze che vi vengono subito in mente.
La campagna dei Chicago Bulls, descritta
in precedenza, è anche un eccellente esempio che di una
pubblicità che fa leva sul "beneficio" della nostalgia dei
consumatori.
Orgoglio di una città
Un'altra associazione sulla quale vorremmo
raccomandare di focalizzare la comunicazione è l'orgoglio
d'essere parte di una città. Cioè la comunicazione del marchio
dovrebbe anche sottolineare alla gente l'affiliazione con la
squadra della propria città.
Ad esempio, gli Utah Jazz nella campagna
1999-2000, anzichè sottolineare la presenza di superstar o dei
successi conseguiti, hanno usato la frase "E' la nostra
squadra".
Questa frase, breve e semplice, servì a
stimolare l'associazione del marchio al fatto che i Jazz sono
l'unica squadra professionistica dello stato dello Utah.
Accettazione del gruppo
L'accettazione da parte di gruppi di
persone di pari condizione è un altro beneficio che uno sport di
squadra può fornire ai consumatori. E' stato definito che i
prodotti che un consumatore sceglie offrono importanti segnali a
chi sta attorno a lui. Se, infatti, i consumatori sportivi hanno
la sensazione che amici e famiglie approvano il loro legame con
una squadra, vedranno anche gli altri elementi legati
all'acquisto di quel prodotto sportivo in maniera favorevole.
Ancora una volta questo beneficio non è molto preso in
considerazione da chi si occupa di pubblicità nello sport. Per
esempio, nella campagna della NBA di cui abbiamo parlato "I Love
This Game" si vedevano molti spettatori esultare e celebrare
insieme una grand'azione. Quando erano mostrati i "cinque alto"
un messaggio secondario era inviato a chi vedeva quella
pubblicità, in altre parole, che era qualcosa fatto in gruppo.
Al termine di quest'elenco di tredici
associazioni del marchio che possono essere utili in una
campagna di comunicazione è anche importante capire il motivo da
cui dipende il fallimento di tali campagne: perchè non stimolano
le associazioni del marchio. Un esempio negativo è stato quello
dei Vancouver Grizzlies (ora Memphis, N.d.T.). Nella campagna
pubblicitaria si facevano vedere varie situazioni in cui si
parlava dei Grizzlies e in ognuna si concludeva con la frase
"Credici, baby !". "Credi" in che cosa? Gli annunci pubblicitari
non menzionavano alcuna promessa di vittorie, di star della
squadra o d'altre importanti associazioni.
Continua nel prossimo numero
Tratto dal libro "Sport Promotion and
Sales Management", Irwin, Sutton, McCarthy, Human Kinetics 2002 |