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Ogni tifoso di calcio oggi conosce la UEFA
Champions League. Questa è la storia della creazione di uno dei
programmi sportivi più di successo e più guardati della storia.
Durante il Congresso Straordinario UEFA,
la Federazione Europea di calcio, del 1991, era stato deciso che
la UEFA doveva riorganizzare il modo di far giocare la Coppa dei
Campioni. Questo nuovo sistema iniziò nella stagione 1991-1992 e
preparò il campo per la creazione dell’UEFA Champions League
l’anno successivo.
Durante la stagione 1991-92 l’UEFA
concluse che il nuovo sistema “a gironi” stava funzionando.
Era, infatti, possibile sapere quante
partite avrebbe giocato ogni squadra, e di conseguenza, poteva
essere stabilito il calendario televisivo e le sponsorizzazioni.
Era necessario però avere un partner che organizzasse il
concetto di marketing centralizzato così da fornire le adeguate
entrate per i club principali, che mantenesse i suoi fondi per
il calcio “minore” e le federazioni nazionali, e che desse
supporto ai club più deboli. L’UEFA ha così creato una nuova
serie di regole commerciali che richiedevano ad ogni club
partecipante di cedere i propri diritti di marketing all’UEFA a
partire dalla stagione 1992-93.
L’agenzia TEAM AG, di Lucerna, in
Svizzera, fu selezionata nel febbraio del 1992 per creare questo
nuovo marketing centralizzato. La premessa base era di
ottimizzare le entrate e assicurare che i fondi stanziati
andassero direttamente a beneficio del calcio.
TEAM era stata ingaggiata sulla base di
commissioni, con tutti i contratti che dovevano essere firmati
dall’UEFA. Quest’approccio al marketing centralizzato ha
rappresentato un gran cambiamento per i club. Ogni squadra
partecipante alla Coppa dei Campioni era stata responsabile dei
propri diritti TV e dei diritti commerciali. Ora l’UEFA stava
chiedendo a ogni club di “girare” questi diritti all’UEFA in
cambio di pagamenti fissi per le qualificazioni ai quarti di
finale, un compenso per ogni partita vinta nella lega, e
compensi per il raggiungimento della finale.
La UEFA ha delineato i suoi obiettivi con
il nuovo sistema in:
·
Una crescita sicura e controllata del calcio;
·
Solidarietà finanziaria attraverso cui una
appropriata divisione delle entrate ottenute dal marketing
centrale fosse divisa con Associazioni Nazionali, Leghe
Nazionali e club eliminati alle prime qualificazioni della
competizione;
·
Entrate aumentate per le squadre che ne prendono
parte.
Un aspetto del tutto particolare dell’UEFA
Champions League era il concetto di marketing centralizzato con
i suoi partner chiave: i club, la televisione, gli sponsor e i
fornitori che cooperano a stretto contatto con l’UEFA, e la sua
agenzia di marketing TEAM. Alla base della gestione vi era il
concetto che ognuno dei tre partner doveva contribuire, a questo
piano di marketing mentre allo stesso tempo ne riceveva i
diretti benefici.
L’IDENTITA’ DEL BRAND
La prima priorità per il nuovo concetto di
marketing era di avere un prodotto con un brand forte che
potesse chiaramente distinguersi ed essere unico nell’affollato
mondo dello sport. Per primo andava trovato un nome per la
competizione. Si era deciso di usare “UEFA Champions League”
poiché si trattava di una lega composta da club campioni. Fu
creato un logo che era composto da otto stelle che assumevano la
forma di una sfera, come un pallone da calcio. Fu inoltre
sviluppato un inno musicale classico – corale, da un tema di
Handel. Questo nuovo logo, semplice ma che colpisce, combinato
con il nuovo tema musicale, ha dato alla nuova competizione una
forte immagine e una prestigiosa connotazione. Era nata la
Champions League.
IL CONCETTO DI MARKETING E LA
SPONSORIZZAZIONE
Il nuovo concetto di marketing era sia
innovativo, che commercialmente adatto alle condizioni del
mercato in continuo cambiamento. Ogni sponsor avrebbe ricevuto
l’esclusiva nella sua area di prodotto, non solo nello stadio,
come precedentemente era stato fatto, ma anche in TV, con spot
commerciali in diretta e programmi di sponsorizzazione. Legando
la pubblicità allo stadio con le sponsorizzazioni in diretta,
era diventato quasi impossibile per i non-sponsor associarsi con
la competizione. I tre pilastri, pubblicità nello stadio, spot
televisivi in diretta e programmi di sponsorizzazione, hanno
generato un effetto di moltiplicazione nei media, che hanno
offerto nuovi livelli di riconoscimento agli sponsor. Un
approccio verso il “meno è meglio” fu scelto e si decise fra un
massimo di otto sponsor internazionali. Il pacchetto includeva
quattro tabelloni pubblicitari allo stadio, la fornitura di un
certo numero di biglietti e l’identificazione del marchio nel
corso delle interviste televisive e nelle zone per i VIP e per
la stampa.
Ogni possessore dei biglietti forniti agli
sponsor era inoltre invitato, prima e dopo la partita, a delle
hospitality suite create per l’occasione.
TELEVISIONE
Una rete di televisioni dell’UEFA
Champions League era prevista con delle stazioni televisive
esclusive per le varie nazioni. Gli inviti a partecipare erano
aperti ad ogni stazione televisiva in Europa che garantisse
copertura su tutto il territorio nazionale. Ai partner
televisivi fu offerta una tabella fissa di sei incontri con
calcio d’inizio allo stesso orario, e la quasi certa conoscenza
che una squadra del loro Paese avrebbe partecipato. Questo era
il più grande vantaggio per la televisione con questo nuovo
formato “a gironi”. Ogni emittente si è impegnata in un forte
pacchetto di programmi disegnati per dare una garanzia di
copertura di tutte le partite in diretta, un programma con gli
highlight di tutte le altre partite più tardi nella serata, e un
programma in studio di circa trenta minuti il giorno precedente
agli incontri per promuoverli. Inoltre, ogni partner televisivo
doveva garantire un programma di sponsorizzazione per gli
sponsor ufficiali, e concedere le migliori collocazioni e i
prezzi per gli spot commerciali negli orari in prossimità delle
partite. Le emittenti televisive furono premiate con una alta
audience in prima serata e con la fedeltà del loro pubblico.
I CLUB
Gli otto club della prima UEFA Champions
League nella stagione 1992-93 sperimentarono un approccio
all’organizzazione delle partite ed alla loro
commercializzazione che era molto innovativo. Il loro stadio
doveva essere ripulito da tutti gli altri marchi esistenti,
dovevano essere create nuove posizioni per il crescente numero e
la crescente qualità della copertura televisiva, le suite e i
biglietti dei posti migliori dovevano essere girati agli sponsor
UEFA. Non appena l’UEFA Champions League si stava sviluppando,
divenne chiaro che i ritorni finanziari per i club erano più
numerosi di quanto era stato in precedenza. In secondo luogo, i
club erano entrati a far parte di qualcosa che era molto più
grande rispetto alla competizione precedente.
IMPLEMENTAZIONE
Con poche eccezioni, questo programma fu
implementato così come era stato pianificato. La nuova
trasparenza e la volontà ed il desiderio dell’UEFA di ascoltare
i suoi partner ha dimostrato di aver portato grandi benefici per
tutti. Per esempio, le televisioni volevano delle telecamere
dentro la porte e volevano fare le interviste immediatamente
dopo la fine delle partite. Molti cambiamenti come questi furono
gradualmente attuati. Per essere sicuri che i piani originali
fossero implementati, fu creato un solido gruppo di
professionisti per supervisionare l’esecuzione di tutti gli
aspetti della competizione. L’UEFA ha mandato un direttore
dell’impianto ed un responsabile media ad ogni partita per
curare i lati sportivi e dei media, mentre l’agenzia TEAM ha
inviato insieme con questi un manager e un coordinatore per
assistere i partner televisivi e gli sponsor. Era predominante
fin dall’inizio che le condizioni per tutti i club dovevano
essere le stesse, anche se tuttavia potevano essere migliorate
leggermente ed in maniera differente da zona a zona.
Fattore critico per il successo
dell’implementazione di questa nuova lega è stato il processo di
analisi post - partita di quanto era stato fatto e che ha
assicurato qualità e uniformità flessibile per tutte le squadre.
Al termine di ogni partita erano tratte le conclusioni circa le
prestazioni del personale coinvolto e erano date delle risposte.
Questo assicurava che gli errori non fossero ripetuti, che a
tutte le squadre e ai partner commerciali fosse dato un servizio
di qualità e che fossero approvati i cambiamenti che potevano
portare ad ulteriori miglioramenti.
Al fine di armonizzare gli interessi
generali dei club europei e di ridurre le pressioni di troppe
partite, la UEFA renderà più agile la competizione a partire dal
2003-2004. Il numero dei partecipanti resterà di trentadue, ma
il numero di partite sarà ridotto, eliminando la seconda fase a
gruppi e passando direttamente agli ottavi di finale ad
eliminazione diretta.
RICONOSCIMENTO ED ENTRATE
Oggi l’UEFA Champions League è diventata
una delle principali competizioni sportive al mondo. Le stazioni
televisive in tutti i continenti hanno gareggiato per i diritti
televisivi. Dopo dieci anni di esistenza, è la più grande
competizione annuale di calcio ed è trasmessa in più di duecento
nazioni, con un pubblico in tutto il mondo di più di quattro
miliardi di telespettatori a stagione.
La copertura televisiva in dieci anni è
cresciuta dalle 610 ore del 1992-93 alle 17.200 ore della
stagione 2000-2001. Più di 5,5 milioni di tifosi hanno assistito
allo stadio alle partite dell’UEFA Champions League dei 32 club
durante tutta la stagione.
L’UEFA
pubblica annualmente le entrate e le spese, incluse quelle
allocate per i club. Nel primo anno di vita sono stati
distribuiti 56 milioni di franchi svizzeri ai club, alle
associazioni nazionali e alle leghe. Ora, undici anni dopo, sono
stati distribuiti circa 900 milioni di franchi svizzeri. |