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L'organizzazione societaria e lo scouting della Benetton

di Maurizio Gherardini

Dopo essere stato vice allenatore in A1 a Forlì, diventa General Manager della stessa società dal 1991 al 1991. Nel 1992 assume la carica di Procuratore Generale della Benetton Basket e riceve il premio di Miglior Dirigente della Serie A nel 2000

 

Questo è l'intervento di Maurizio Gherardini al III¡ Seminario Giganti di Forlì.

La Ghirada e la Benetton Basket

Mi rendo conto, come responsabile della Benetton Basket e, in generale, come uomo di sport da un po' di anni, sempre a contatto con le più diverse realtà sportive, in Italia e all'estero, che quanto cercherò di raccontarvi può rappresentare una situazione unica, speciale, forse irripetibile.

Tutto nasce, come spiegherebbe Peter Drucker, uno dei massimi esponenti del pensiero manageriale, che l'avvocato Porelli, il primo grande presidente - manager del nostro basket, mi consiglia sempre di leggere con attenzione, con quel legame, il "social link" che sintetizza l'unione fra una grand'azienda ed il territorio dove questa nasce e si sviluppa. E' il concetto di responsabilità sociale dell'impresa che, nel caso della Benetton Group, si è sviluppato con le sponsorizzazioni nel rugby, nel volley e nel basket (per poi arrivare ad acquisire le rispettive società sportive) e la creazione, nel 1985, della "Ghirada", la città dello sport aperta a tutti.

Siamo al di fuori degli schemi del business tradizionale e sicuramente davanti ad un contributo studiato per la comunità, indirizzato soprattutto ai giovani. Spesso i grandi gruppi investono nella cultura di una comunità, nell'arte e nei musei. Il gruppo Benetton ha fatto e continua a fare anche questo, ma ha deciso di investire risorse importanti nello sport, e nel basket in particolare.

Alla base di tutto vi è la " Ghirada", uno spazio verde aperto a tutti e pensato per i giovani, dove lavorano tutte le squadre giovanili e dove tutti possono accedere senza bisogno di pass. particolari. Questi i numeri: 7 campi di rugby, 3 palestre coperte e diversi campi all'aperto, piscina, campo - pratica golf a 6 buche, beach - volley, fitness center, sala convegni, negozio per il merchandising delle tre squadre, ristorante - pizzeria da 350 posti ed un centro di documentazione che raccoglie migliaia di volumi di basket, volley e rugby, provenienti da tutto il mondo e che ogni anno assegna 5 borse di studio a neo - laureandi da tutta Italia, che presentano le proprie tesi legate a temi allo sport.

 

Tutto questo significa una media di 1300/1400 presenze giornaliere, una struttura che si autofinanzia completamente con gli eventi che organizza e le sponsorizzazioni che raccoglie, la possibilità quotidiana per i giovani di venire a diretto contatto con i campioni delle varie squadre che magari si allenano, mangiano o vi risiedono (vi è anche una foresteria con 60 posti letto).

A noi dirigenti il compito di far vivere e sviluppare questa struttura attraverso la realizzazione dei progetti più diversi, a cominciare dal Pool "Crescere insieme nello sport a Treviso", un'iniziativa che raccoglie quasi 4000 bambini di Treviso e dintorni fra basket, volley e rugby, giunta al suo dodicesimo anno di vita. Ormai tutti i week-end ospitiamo una manifestazione sportiva di qualche tipo.

Ma veniamo al basket, alla Benetton Basket.

La struttura manageriale è molto semplice: un presidente, un direttore generale, l'allenatore - capo. Su questa linea sono discusse e decise tutte le problematiche gestionali, quelle finanziarie e quelle tecniche. A metà stagione, con le prime verifiche dei bilanci preventivi, si discute con la proprietà il budget dell'anno successivo e, magari, anche di quello dopo, per avere la possibilità di poter programmare il più possibile. Verifichiamo la previsione delle entrate ed il prospetto delle spese: l'obiettivo è sempre il pareggio.

Il riferimento "contabile" è prioritario e ci permette di focalizzare meglio le nostre scelte tecniche e capire subito cosa possiamo permetterci e chi dobbiamo evitare, magari perdendo tempo in trattative lunghe e, soprattutto, inutili. E' anche un modo di abbassare un pò la "pressione" del risultato, il valore dello stesso, per vivere meglio ci˜ che il campo ci concede.

Pensiamo sia importante ed utile avere la forza di riconoscere i propri limiti di scelta, non vivere in maniera sbagliata il fatto di non poter arrivare a determinati giocatori, che non rientrano nelle cifre del budget che predisposto. Non deve esserci imbarazzo di sorta nel riconoscere l'impossibilità di non poter fare una determinata scelta, anzi.

Nell'ottica di questo concetto di "pareggio gestionale" cerchiamo sempre di tenerci un piccolo margine di spesa per i "prospetti", gli investimenti sui giovani che, per esempio, nel corso di questi ultimi anni ci hanno portato i vari Nachbar, Tskitishvili, Markoishivili, Loncar, Fehse e cos" via.

Con un budget di circa 7,5 milioni di euro siamo praticamente una piccola - media azienda che deve raggiungere due obbiettivi: uno tecnico ed uno finanziario, e questo nella stessa stagione.....Le entrate sono date sostanzialmente dalle sponsorizzazioni, quelle principali - Benetton Group, BNL e Telecom - e quelle secondarie: abbiamo, infatti, un buon elenco di fornitori esclusivi presenti in tutte le nostre attività, al Palaverde ed in Ghirada.

A questo proposito della sponsorizzazione del Benetton Group, apro una parentesi: vero che il contributo - sponsorizzazione Benetton è una cifra importante, ma, se solo guardiamo i nostri dati media/marketing della stagione scorsa, vediamo come abbiamo potuto usufruire di 101 ore tv in Italia e 92. In Europa e la valorizzazione del marchio effettuata tramite due rilevazioni diverse si è posizionata fra i 7 e gli 8 milioni di euro.

E' l'ufficio marketing della VerdeSport, la società che controlla i vari gruppi sportivi e gestisce gli impianti, a seguire direttamente i contratti ed i contatti con questi sponsor. Noi, come squadra, ci "limitiamo" a partecipare a tutte le attività di rappresentanza che ci vengono richieste e, in questo senso, cerchiamo di sensibilizzare gli atleti fin dal primo momento che arrivano da noi. Ci piace programmare la loro disponibilitàˆ verso gli sponsor e verso le diverse attività promozionali nelle scuole o di beneficenza.

Le altre "entrate" provengono dai diritti televisivi europei e dalla biglietteria, il "gate", che rappresenta, per˜, meno del 20% del fatturato della nostra azienda.

La struttura organizzativa, comprendendo il sottoscritto, è formata da sei persone a tempo pieno, ai quali vanno aggiunti i responsabili part - time che seguono biglietteria, scuola e pool - minibasket. Il marketing e media, come detto, vengono seguiti direttamente da Verdesport con la propria organizzazione nell'interesse di tutte le tre squadre della Ghirada. Noi, come struttura-basket, cerchiamo di seguire il nostro pubblico, con tutta una serie di iniziative per fidelizzarlo e promuovere il nostro prodotto. Quest'anno abbiamo creato un data - base con tutti i nominativi dei vecchi e nuovi abbonati e con tutti coloro che si iscrivono alla nostra newsletter on-line e sfruttiamo e-mails e messaggi sms per creare e mantenere i contatti, usando tutte le occasioni per fotografare le caratteristiche di chi ci segue.

Sulla base di queste premesse si cerca di operare le scelte e programmare gli investimenti. Siamo convinti che sia molto importante che l'allenatore sia coinvolto nella nostra filosofia di gestione, diciamo che "conosca i numeri". Non serve o, meglio, complica il tutto un allenatore che ti chiede ci˜ che non puoi raggiungere. Devo riconoscere come, in questi anni, abbiamo avuto la fortuna di lavorare con persone di grandi qualità che hanno sempre capito queste premesse. Quando le loro esigenze si sono rivelate diverse dalle nostre possibilità, i diretti interessati hanno preferito scegliere una strada diversa con grande serenità, perchè siamo stati in grado di prevederlo insieme con largo anticipo.

Lo scouting ed il settore giovanile

Due delle sei persone che ho menzionato lavorano esclusivamente, o quasi, per la nostra unità di scouting. Pensiamo che lo scouting e la raccolta di dati e informazioni abbia un valore fondamentale nel lavoro che svolgiamo.

Ci permette quella creatività gestionale che può aiutarci a superare una parte dei problemi, non tutti. Con loro e, a turno, i nostri tecnici seguiamo molti degli eventi a livello italiano ed europeo, soprattutto a livello giovanile. Cataloghiamo tutto in un nostro data-base: telefoni, agenti, contatti, report dai viaggi. L'investimento annuale è di circa 125,000 euro, per la maggior parte viaggi aerei, hotel e benzina.

Una parte importante dello scouting - quello sul territorio nazionale - viene svolto dai responsabili del settore giovanile. Non abbiamo mai avuto dubbi sull'importanza dell'attività giovanile ed intendiamo proseguire in questo senso, anche se, ogni tanto, c'è chi ci descrive esageratamente "esterofili", mentre il difficile momento vede sempre più squadre investire sempre di meno sui giovani.

Qui apro una parentesi: parlando di come investire sui vivai e come sviluppare l'attività dei nostri giovani giocatori non credo che la soluzione del problema stia nel "limitare" i visti degli extra -comunitari, ma nel definire in maniera chiara ciò che è professionismo e ci˜ che non lo è e, di conseguenza, ridisegnare dalla base la struttura di tutti i campionati. I giovani devono avere un livello di gioco importante a loro disposizione per maturare. Proprio i tempi più difficili dovrebbero favorire una sorta di "rivoluzione", che, invece, tarda ad arrivare.

Quello che poteva essere definito il reclutamento tradizionale - vale a dire ricerca, provini, foresteria ed investimento annuale su diversi prospetti - non esiste ormai più perchè le nuove leggi di mercato ci hanno proiettato verso un bacino più ampio di scelte ed una ricerca di un prodotto che comporti meno rischi d'impresa ed una più facile individuazione del rapporto qualità - prezzo. Comunque sia puntiamo forte sul territorio limitrofo, sfruttando i legami che si creano con il Pool Minibasket, intensificando i contatti con il mondo scolastico. A questo proposito, nel corso di una stagione, riusciamo a portare al Palaverde per le nostre partite oltre 11,000 studenti e quasi altrettanti in visita alle nostre strutture.

Parlando di scuola, organizziamo ad inizio anno corsi d'aggiornamento per gli insegnanti delle scuole elementari e medie, con lezioni tenute da allenatori, psicologi, medici. Per finire con lo "School & Sport Camp", che vede ogni estate un centinaio di giovani studenti provare le varie discipline sportive, cercando di imparare l'inglese. Ecco qualche numero della nostra attività giovanile: 230 tesserati, 9 squadre, un Pool minibasket che raduna 37 società e quasi 1800 bambini e, a tutti diamo T-shirt, cappellino, borsa e gadget.

Questi numeri sono anche la base della nostra attività promozionale che, come fiore all'occhiello, ha certamente la nostra scuola di tifo, i "Draghi": un settore riservato al Palaverde, animatori di professione e tanti bambini (mediamente oltre i 200) fino ai 14 anni che, speriamo, imparano a tifare nel modo migliore, sia per la propria squadra, senza offendere gli avversari.

Ma, e torno un passo indietro, idee e strutture non sono sufficienti se non si cerca di investire su istruttori validi, su gente che sappia insegnare i fondamentali di gioco e, quando si può', anche quelli della vita.

Nel nostro staff vi sono 15 allenatori, un preparatore atletico, un fisioterapista, una psicologa, un responsabile organizzativo ed uno tecnico, mentre il nostro investimento annuo è di circa 275,000 euro, includendo i costi del "Pool".

Ci tengo a darvi queste cifre anche per "inquadrare" meglio il concetto di piccola - media azienda di cui vi accennavo.

Oltre all'attività della prima squadra, la nostra struttura - siamo sempre noi, lo staff interno della Benetton Basket - destina tante risorse all'organizzazione degli eventi. Da una parte quelli che seguono durante tutta la stagione l'attività del Pool e del settore giovanile (tornei, feste di Natale e Carnevale, giornate dedicate alle scuole con concorsi di disegno e fotografia sul tema basket, etc.), dall'altra gli eventi post - campionato, che sono ormai diventati una tradizione: il camp aperto a tutti, il camp di specializzazione per i lunghi, il clinic per allenatori, la summer league. Sono tutte manifestazioni che vedono coinvolta la Ghirada e tutte le nostre strutture. Proprio questi eventi sono un'occasione unica per creare ulteriori contatti, conoscere gente di basket da tutto il mondo, allacciare trattative. Anche in questi casi l'obiettivo gestionale è il pareggio, utilizzando sempre l'appoggio marketing - organizzativo di VerdeSport.

Vorrei chiudere con una riflessione. Alla base di tutto, di qualsiasi organizzazione, stanno comunque sempre passione ed entusiasmo. Ora, saranno le difficoltˆ gestionali sempre maggiori, un quadro economico non esaltante, i tempi che cambiano, fatto sta che non sempre, andando in giro, si avvertono nella misura desiderata. Al di lˆ dei numeri, al di lˆ di una struttura pi o meno valida (e capisco che non facile poter offrire ci˜ che noi possiamo permetterci), vorrei sottolineare l'importanza dell'entusiasmo e della passione, della carica che deve contraddistinguere chi come noi fa il basket, perchè ogni giorno gettiamo le basi dei nostri futuri giocatori, allenatori, arbitri e, perchè no, dirigenti. Se non riusciamo a trasmettere alle nuove generazioni queste sensazioni allora la cosa deve farci riflettere, perchè tra le mani abbiamo il più bel gioco al mondo....

Grazie a tutti.

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