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Questo è l'intervento di
Maurizio Gherardini al III¡ Seminario Giganti di Forlì.
La
Ghirada e la Benetton Basket
Mi rendo conto, come
responsabile della Benetton Basket e, in generale, come uomo di
sport da un po' di anni, sempre a contatto con le più diverse
realtà sportive, in Italia e all'estero, che quanto cercherò di
raccontarvi può rappresentare una situazione unica, speciale,
forse irripetibile.
Tutto nasce, come
spiegherebbe Peter Drucker, uno dei massimi esponenti del pensiero
manageriale, che l'avvocato Porelli, il primo grande presidente -
manager del nostro basket, mi consiglia sempre di leggere con
attenzione, con quel legame, il "social link" che
sintetizza l'unione fra una grand'azienda ed il territorio dove
questa nasce e si sviluppa. E' il concetto di responsabilità
sociale dell'impresa che, nel caso della Benetton Group, si è
sviluppato con le sponsorizzazioni nel rugby, nel volley e nel
basket (per poi arrivare ad acquisire le rispettive società
sportive) e la creazione, nel 1985, della "Ghirada", la
città dello sport aperta a tutti.
Siamo al di fuori degli
schemi del business tradizionale e sicuramente davanti ad un
contributo studiato per la comunità, indirizzato soprattutto ai
giovani. Spesso i grandi gruppi investono nella cultura di una
comunità, nell'arte e nei musei. Il gruppo Benetton ha fatto e
continua a fare anche questo, ma ha deciso di investire risorse
importanti nello sport, e nel basket in particolare.
Alla base di tutto vi è
la " Ghirada", uno spazio verde aperto a tutti e pensato
per i giovani, dove lavorano tutte le squadre giovanili e dove
tutti possono accedere senza bisogno di pass. particolari. Questi
i numeri: 7 campi di rugby, 3 palestre coperte e diversi campi
all'aperto, piscina, campo - pratica golf a 6 buche, beach -
volley, fitness center, sala convegni, negozio per il merchandising
delle tre squadre, ristorante - pizzeria da 350 posti ed un centro
di documentazione che raccoglie migliaia di volumi di basket,
volley e rugby, provenienti da tutto il mondo e che ogni anno
assegna 5 borse di studio a neo - laureandi da tutta Italia, che
presentano le proprie tesi legate a temi allo sport.
Tutto questo significa
una media di 1300/1400 presenze giornaliere, una struttura che si
autofinanzia completamente con gli eventi che organizza e le
sponsorizzazioni che raccoglie, la possibilità quotidiana per i
giovani di venire a diretto contatto con i campioni delle varie
squadre che magari si allenano, mangiano o vi risiedono (vi è
anche una foresteria con 60 posti letto).
A noi dirigenti il
compito di far vivere e sviluppare questa struttura attraverso la
realizzazione dei progetti più diversi, a cominciare dal Pool
"Crescere insieme nello sport a Treviso", un'iniziativa
che raccoglie quasi 4000 bambini di Treviso e dintorni fra basket,
volley e rugby, giunta al suo dodicesimo anno di vita. Ormai tutti
i week-end ospitiamo una manifestazione sportiva di qualche tipo.
Ma veniamo al basket,
alla Benetton Basket.
La struttura manageriale
è molto semplice: un presidente, un direttore generale,
l'allenatore - capo. Su questa linea sono discusse e decise tutte
le problematiche gestionali, quelle finanziarie e quelle tecniche.
A metà stagione, con le prime verifiche dei bilanci preventivi,
si discute con la proprietà il budget dell'anno successivo e,
magari, anche di quello dopo, per avere la possibilità di poter
programmare il più possibile. Verifichiamo la previsione delle
entrate ed il prospetto delle spese: l'obiettivo è sempre il
pareggio.
Il riferimento
"contabile" è prioritario e ci permette di focalizzare
meglio le nostre scelte tecniche e capire subito cosa possiamo
permetterci e chi dobbiamo evitare, magari perdendo tempo in
trattative lunghe e, soprattutto, inutili. E' anche un modo di
abbassare un pò la "pressione" del risultato, il valore
dello stesso, per vivere meglio ci˜ che il campo ci concede.
Pensiamo sia importante
ed utile avere la forza di riconoscere i propri limiti di scelta,
non vivere in maniera sbagliata il fatto di non poter arrivare a
determinati giocatori, che non rientrano nelle cifre del budget
che predisposto. Non deve esserci imbarazzo di sorta nel
riconoscere l'impossibilità di non poter fare una determinata
scelta, anzi.
Nell'ottica di questo
concetto di "pareggio gestionale" cerchiamo sempre di
tenerci un piccolo margine di spesa per i "prospetti",
gli investimenti sui giovani che, per esempio, nel corso di questi
ultimi anni ci hanno portato i vari Nachbar, Tskitishvili,
Markoishivili, Loncar, Fehse e cos" via.
Con un budget di circa
7,5 milioni di euro siamo praticamente una piccola - media azienda
che deve raggiungere due obbiettivi: uno tecnico ed uno
finanziario, e questo nella stessa stagione.....Le entrate sono
date sostanzialmente dalle sponsorizzazioni, quelle principali -
Benetton Group, BNL e Telecom - e quelle secondarie: abbiamo,
infatti, un buon elenco di fornitori esclusivi presenti in tutte
le nostre attività, al Palaverde ed in Ghirada.
A questo proposito della
sponsorizzazione del Benetton Group, apro una parentesi: vero
che il contributo - sponsorizzazione Benetton è una cifra
importante, ma, se solo guardiamo i nostri dati media/marketing
della stagione scorsa, vediamo come abbiamo potuto usufruire di
101 ore tv in Italia e 92. In Europa e la valorizzazione del
marchio effettuata tramite due rilevazioni diverse si è
posizionata fra i 7 e gli 8 milioni di euro.
E' l'ufficio marketing
della VerdeSport, la società che controlla i vari gruppi sportivi
e gestisce gli impianti, a seguire direttamente i contratti ed i
contatti con questi sponsor. Noi, come squadra, ci
"limitiamo" a partecipare a tutte le attività di
rappresentanza che ci vengono richieste e, in questo senso,
cerchiamo di sensibilizzare gli atleti fin dal primo momento che
arrivano da noi. Ci piace programmare la loro disponibilitàˆ
verso gli sponsor e verso le diverse attività promozionali nelle
scuole o di beneficenza.
Le altre
"entrate" provengono dai diritti televisivi europei e
dalla biglietteria, il "gate", che rappresenta, per˜,
meno del 20% del fatturato della nostra azienda.
La struttura
organizzativa, comprendendo il sottoscritto, è formata da sei
persone a tempo pieno, ai quali vanno aggiunti i responsabili part
- time che seguono biglietteria, scuola e pool - minibasket. Il
marketing e media, come detto, vengono seguiti direttamente da
Verdesport con la propria organizzazione nell'interesse di tutte
le tre squadre della Ghirada. Noi, come struttura-basket,
cerchiamo di seguire il nostro pubblico, con tutta una serie di
iniziative per fidelizzarlo e promuovere il nostro prodotto.
Quest'anno abbiamo creato un data - base con tutti i nominativi
dei vecchi e nuovi abbonati e con tutti coloro che si iscrivono
alla nostra newsletter on-line e sfruttiamo e-mails e messaggi sms
per creare e mantenere i contatti, usando tutte le occasioni per
fotografare le caratteristiche di chi ci segue.
Sulla base di queste
premesse si cerca di operare le scelte e programmare gli
investimenti. Siamo convinti che sia molto importante che
l'allenatore sia coinvolto nella nostra filosofia di gestione,
diciamo che "conosca i numeri". Non serve o, meglio,
complica il tutto un allenatore che ti chiede ci˜ che non puoi
raggiungere. Devo riconoscere come, in questi anni, abbiamo avuto
la fortuna di lavorare con persone di grandi qualità che hanno
sempre capito queste premesse. Quando le loro esigenze si sono
rivelate diverse dalle nostre possibilit à,
i diretti interessati hanno preferito scegliere una strada diversa
con grande serenità, perchè siamo stati in grado di prevederlo
insieme con largo anticipo.
Lo scouting ed il
settore giovanile
Due delle sei persone che
ho menzionato lavorano esclusivamente, o quasi, per la nostra unità
di scouting. Pensiamo che lo scouting e la raccolta di dati e
informazioni abbia un valore fondamentale nel lavoro che
svolgiamo.
Ci permette quella
creatività gestionale che può aiutarci a superare una parte dei
problemi, non tutti. Con loro e, a turno, i nostri tecnici
seguiamo molti degli eventi a livello italiano ed europeo,
soprattutto a livello giovanile. Cataloghiamo tutto in un nostro
data-base: telefoni, agenti, contatti, report dai viaggi.
L'investimento annuale è di circa 125,000 euro, per la maggior
parte viaggi aerei, hotel e benzina.
Una parte importante
dello scouting - quello sul territorio nazionale - viene svolto
dai responsabili del settore giovanile. Non abbiamo mai avuto
dubbi sull'importanza dell'attività giovanile ed intendiamo
proseguire in questo senso, anche se, ogni tanto, c'è chi ci
descrive esageratamente "esterofili", mentre il
difficile momento vede sempre più squadre investire sempre di
meno sui giovani.
Qui apro una parentesi:
parlando di come investire sui vivai e come sviluppare l'attività
dei nostri giovani giocatori non credo che la soluzione del
problema stia nel "limitare" i visti degli extra
-comunitari, ma nel definire in maniera chiara ciò che è
professionismo e ci˜ che non lo è e, di conseguenza, ridisegnare
dalla base la struttura di tutti i campionati. I giovani devono
avere un livello di gioco importante a loro disposizione per
maturare. Proprio i tempi più difficili dovrebbero favorire una
sorta di "rivoluzione", che, invece, tarda ad arrivare.
Quello che poteva essere
definito il reclutamento tradizionale - vale a dire ricerca,
provini, foresteria ed investimento annuale su diversi prospetti -
non esiste ormai più perchè le nuove leggi di mercato ci hanno
proiettato verso un bacino più ampio di scelte ed una ricerca di
un prodotto che comporti meno rischi d'impresa ed una più facile
individuazione del rapporto qualità - prezzo. Comunque sia
puntiamo forte sul territorio limitrofo, sfruttando i legami che
si creano con il Pool Minibasket, intensificando i contatti con il
mondo scolastico. A questo proposito, nel corso di una stagione,
riusciamo a portare al Palaverde per le nostre partite oltre
11,000 studenti e quasi altrettanti in visita alle nostre
strutture.
Parlando di scuola,
organizziamo ad inizio anno corsi d'aggiornamento per gli
insegnanti delle scuole elementari e medie, con lezioni tenute da
allenatori, psicologi, medici. Per finire con lo "School
& Sport Camp", che vede ogni estate un centinaio di
giovani studenti provare le varie discipline sportive, cercando di
imparare l'inglese. Ecco qualche numero della nostra attività
giovanile: 230 tesserati, 9 squadre, un Pool minibasket che raduna
37 società e quasi 1800 bambini e, a tutti diamo T-shirt,
cappellino, borsa e gadget.
Questi numeri sono anche
la base della nostra attività promozionale che, come fiore
all'occhiello, ha certamente la nostra scuola di tifo, i
"Draghi": un settore riservato al Palaverde, animatori
di professione e tanti bambini (mediamente oltre i 200) fino ai 14
anni che, speriamo, imparano a tifare nel modo migliore, sia per
la propria squadra, senza offendere gli avversari.
Ma, e torno un passo
indietro, idee e strutture non sono sufficienti se non si cerca di
investire su istruttori validi, su gente che sappia insegnare i
fondamentali di gioco e, quando si può', anche quelli della vita.
Nel nostro staff vi sono
15 allenatori, un preparatore atletico, un fisioterapista, una
psicologa, un responsabile organizzativo ed uno tecnico, mentre il
nostro investimento annuo è di circa 275,000 euro, includendo i
costi del "Pool".
Ci tengo a darvi queste
cifre anche per "inquadrare" meglio il concetto di
piccola - media azienda di cui vi accennavo.
Oltre all'attività della
prima squadra, la nostra struttura - siamo sempre noi, lo staff
interno della Benetton Basket - destina tante risorse
all'organizzazione degli eventi. Da una parte quelli che seguono
durante tutta la stagione l'attività del Pool e del settore
giovanile (tornei, feste di Natale e Carnevale, giornate dedicate
alle scuole con concorsi di disegno e fotografia sul tema basket,
etc.), dall'altra gli eventi post - campionato, che sono ormai
diventati una tradizione: il camp aperto a tutti, il camp di
specializzazione per i lunghi, il clinic per allenatori, la summer
league. Sono tutte manifestazioni che vedono coinvolta la Ghirada
e tutte le nostre strutture. Proprio questi eventi sono
un'occasione unica per creare ulteriori contatti, conoscere gente
di basket da tutto il mondo, allacciare trattative. Anche in
questi casi l'obiettivo gestionale è il pareggio, utilizzando
sempre l'appoggio marketing - organizzativo di VerdeSport.
Vorrei chiudere con una
riflessione. Alla base di tutto, di qualsiasi organizzazione,
stanno comunque sempre passione ed entusiasmo. Ora, saranno le
difficoltˆ gestionali sempre maggiori, un quadro economico non
esaltante, i tempi che cambiano, fatto sta che non sempre, andando
in giro, si avvertono nella misura desiderata. Al di lˆ dei
numeri, al di lˆ di una struttura pi o meno valida (e capisco
che non facile poter offrire ci˜ che noi possiamo
permetterci), vorrei sottolineare l'importanza dell'entusiasmo e
della passione, della carica che deve contraddistinguere chi come
noi fa il basket, perchè ogni giorno gettiamo le basi dei nostri
futuri giocatori, allenatori, arbitri e, perchè no, dirigenti. Se
non riusciamo a trasmettere alle nuove generazioni queste
sensazioni allora la cosa deve farci riflettere, perchè tra le
mani abbiamo il più bel gioco al mondo....
Grazie a tutti. |