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Quando si va verso un obiettivo
E' molto importante prestare
attenzione al cammino.
E' il cammino che ci insegna
sempre
la maniera migliore per arrivare
e ci arricchisce mentre lo
percorriamo.
Paulo
Coelho
Il
successo nell'insegnamento è determinato da molteplici fattori,
primo fra tutti la pianificazione degli interventi e la
possibilità di introdurre forme di controllo sistematiche e
pertinenti che permettano di verificare l'efficacia e
l'efficienza del percorso educativo e didattico.
Di fatto
educatori, istruttori e allenatori operano continue valutazioni
che si rifanno ai propri modelli teorici; il problema, quindi,
non è se valutare o meno ma perchè, come e che significato dare
agli esiti della valutazione, onde evitare forme di valutazioni
soggettive, episodiche e non pertinenti rispetto agli obiettivi
prefissati.
Occorre,
pertanto, inserire la valutazione nel contesto più ampio della
programmazione, evitando qualsiasi forma di improvvisazione.
Le fasi
irrinunciabili di una corretta programmazione e gli
interrogativi conseguenti possono essere cos“ sintetizzati:
Analisi della situazione di
partenza - Chi sono e come sono gli allievi?
Definizione degli obiettivi -
Dove si vogliono condurre?
Scelta ed organizzazione dei
metodi - Come si deve fare per?
Scelta ed organizzazione dei
contenuti - Che cosa si deve fare per?
Individuazione dei mezzi e delle
attrezzature - Che cosa occorre?
Valutazione intermedia e finale -
Che cosa si deve osservare?
Se nel
corso del lavoro, in sede di valutazione, si verifica il
discostamento tra gli obiettivi dichiarati ed i risultati
attesi, occorrerà ripianificare l'intervento educativo.
Il
presente intervento, presentato al Master di Follonica per
Istruttori Nazionali di Minibasket nell'agosto 2003, vuole
essere un contributo alla riflessione sull'importanza della
valutazione nel processo di insegnamento/apprendimento ed una
proposta di itinerario.
La prima
domanda che occorre porsi è la seguente: quali sono gli scopi
della valutazione?
La valutazione permette di:
* mettere in evidenza i "punti
deboli" ed i "punti forti" di ogni allievo;
* orientare, di conseguenza,
l'intervento didattico, personalizzandolo il più possibile;
* costruire, se spazio e tempo lo
rendono possibile, gruppi di lavoro omogenei;
* verificare l'efficacia del
programma;
* descrivere l'andamento di
crescita di particolari qualità;
* motivare gli allievi,
attraverso la comunicazione degli esiti della valutazione, ad
impegnarsi sempre di più, facendoli partecipi del progetto
educativo e didattico predisposto per loro;
* tentare di prevedere le
possibili "prestazioni" nell'immediato futuro.
La
seconda domanda è: quali sono gli strumenti della valutazione?
Sostanzialmente sono due:
*
l'osservazione diretta in situazione di gioco o problematiche: è
una osservazione naturale, condotta senza l'ausilio di strumenti
osservativi, organizzati e finalizzati (griglie, schede ...) e
di strutture di immaganizzamento. E' la più utilizzata, ma data
la soggettività dell'osservazione, non è consapevolmente
intenzionale, è asistematica e, quindi, scarsamente rigorosa;
*
l'osservazione sistematica, cioè la misurazione delle abilità
che si desiderano rilevare, in situazioni intenzionalmente
prodotte (i test): è una osservazione che utilizza la prassi di
immaganizzare i dati raccolti su supporti fisica (carta, floppy
...). Questa procedura tende a ridurre i margini di errore, in
quanto:
- è significativa, cioè costruita
su un progetto;
- è mirata, cioè riferita ad un
esplicito quadro di riferimento;
- è periodica, con tempi di
rilevazione stabiliti;
- è registrata, con strumenti di
notazione.
La
valutazione permette di verificare la bontà del progetto
generale, permettendo all'istruttore di constatare l'efficacia
del suo lavoro. Ma non solo. Può consentire, anche, di favorire
nell'allievo la crescita della consapevolezza dei progressi
compiuti in relazione alla situazione di partenza, determinando
in lui sicurezza e fiducia nei propri mezzi.
Ogni
allievo, infatti, possiede una memoria corporea, ma solo pochi
hanno una memoria razionale. La memoria corporea è la somma
delle tracce lasciate dalle esperienze che il soggetto compie,
da che ne consegue l'importanza da parte dell'istruttore di
favorire esperienze motorie positive, ben calibrate sulle
capacità del soggetto. Detta memoria condiziona gli
apprendimenti futuri (inibendoli o esaltandoli) e ciò comporta
una riflessione cogente sui metodi di insegnamento utilizzati,
in quanto l'opportuna loro interazione all'interno di una
lezione o del programma annuale, può favorire esperienze
positive che determinano del bambino la disponibilità ad
ulteriori esperienze. Scelte metodologiche univoche (ad es.
l'utilizzazione del solo metodo direttivo) la possono, invece,
ostacolare.
Accanto
alla memoria corporea, posseduta da tutti, c'è la memoria
razionale, intesa come l'insieme delle conoscenze che il
soggetto ha di sè, della sua crescita (io temporale) e
dell'aumento delle sue capacità (io funzionale). Essa è frutto
di un processo didattico, che permette di acquisire conoscenze
riguardo a sè stessi, a conservarle e a rielaborarle. E' la
memoria razionale che determina la formazione di una positiva
immagine di sè. E chi ha esperienza di insegnamento sa quanto si
incontrino sempre più ragazzi con poche motivazioni e scarsa
autostima, che al primo ostacolo si arrendono.
I testi,
somministrati in forma ludica, sono utili a verificare la
ricaduta del lavoro dell'istruttore sullo sviluppo delle
capacità motorie coordinative e condizionali, ma anche a
permettere ad ogni bambino, mediante la lettura dei dati delle
proprie prestazioni, di toccare con mano come cambia il suo
corpo e come sono incrementate nel tempo le sue competenze e le
sue capacità. E' appena il caso di sottolineare che i testi in
età evolutiva non devono servire a selezionare precocemente i
ragazzi, con una operazione culturale di dubbio valore. Una
valutazione cos“ intesa aiuta l'istruttore:
* a
riflettere sull'efficacia del suo intervento educativo e
didattico;
* a
ricalibrare in corso d'opera la sua programmazione;
* a
ricercare continuamente la coerenza tra il dichiarato (gli
obiettivi) e l'agito (i contenuti) e a riflettere sulle modalità
di conduzione della lezione (i metodi utilizzati).
Permette,
altresì all'allievo:
* di
costituire una memoria corporea positiva;
* di
conoscere le proprie capacità che cambiano nel tempo e di
rilevarne l'evoluzione (memoria razionale), tramite la
conoscenza dei dati che rilevano l'incremento delle misure
corporee e delle sue "prestazioni": anche il meno dotato, in
rapporto alla situazione iniziale, rileverà dati positivi di
incremento che rafforzeranno in lui un'immagine positiva di sè;
* di
essere partecipe del progetto educativo che lo riguarda.
In
conclusione, la valutazione è troppo importante e ricca di
stimoli per l'istruttore e per l'allievo da mortificarla, come
spesso purtroppo avviene, confinandola nell'episodio della
partita. |