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In questo intervento voglio
parlare di pratica soffermandomi sui "perchè" delle scelte e
delle idee, di ciò che ci dovrebbe guidare nella definizione
delle proposte, i principi di riferimento ed il significato che
assume una corretta programmazione che sappia accompagnare i
bambini da:
- la scoperta del giocare a
7/8 anni
- all'imparare a giocare a
Minibasket a 9/10 anni
A 7/8 anni, i bambini, dopo
aver vissuto esperienze positive e coinvolgenti emotivamente nel
periodo di approccio iniziale dei 5/6 anni, dopo aver giocato ad
esplorare e conoscere il proprio corpo e la propria espressione
di movimento in un contesto nel quale il gioco diventa
rappresentazione - favola - situazione immaginaria, entrano in
un momento nel quale il gioco diventa strumento per la
"scoperta" dei fondamentali del Minibasket.
Il passaggio dall'Emozione
alla Scoperta deve essere graduale e guidato dalla capacità
dell'Istruttore di non abbandonare drasticamente ma bensì
stimolare ulteriori e necessari momenti di integrazione tra la
parte emotiva - fantastica e l'approccio intelligente alla
didattica dei fondamentali.
Il termine di
"fondamentali" viene riferito ai 4 aspetti didattici che
caratterizzano il Minibasket, e volutamente, forse un pò
provocatoriamente, viene indicata l'affermazione di fondamentali
di palleggio - tiro - passaggio e difesa, per stimolare la
riflessione che non è il termine utilizzato che stabilisce la
metodologia d'insegnamento; il palleggio è fondamentale di gioco
a 7 come a 17 anni, diverso è il come dovrà essere insegnato a
bambini di 7 piuttosto che ai ragazzi di 17 anni!
A 7/8 anni i bambini
incontrano la palla come riferimento importante e costante,
anche se non unico, della propria attività quotidiana ; giocano
con i 4 fondamentali di riferimento, e giocano a comprendere il
significato di ciò che stanno cominciando a fare.
Sviluppano una
significativa confidenza con la palla, palleggiano per muoversi
per il campo, per non farsi rubare la palla, per andare a
canestro; tirano a canestro, da vicino e da più lontano,
arrivando di corsa o da fermi, si passano la palla, da fermi ed
in movimento, con qualcuno che cerca di rubarla loro e per
raggiungere il canestro. Se non hanno la palla cercano di
rubarla agli avversari, difendono il proprio canestro e se la
conquistano cercano di raggiungere velocemente il canestro degli
avversari, utilizzando ciò che conoscono dei fondamentali.
Ma siamo cos“ sicuri che
tutto questo accada facilmente e naturalmente ?
O meglio, siamo certi che i
bambini "comprendano" ciò che si sta verificando?
Le nostre proposte
stimolano attenzione e partecipazione intelligente?
Giocare per giocare è
sufficiente e aiuta a scoprire il gioco?
Il gioco che funzione sta
svolgendo?
I nostri bambini...
imparano a giocare giocando?
Per rispondere almeno in
parte ai quesiti, la scoperta del gioco dovrà dunque essere il:
- giocare per conoscere
i fondamentali
- giocare per
scoprire a cosa servono
- giocare per capire
come si utilizzano
- giocare per
imparare a giocare!
Le proposte pratiche della
fase di scoperta del gioco dovranno essere dedicate quindi ai
fondamentali, ai giochi ed alle gare che consentono ai bambini
di sviluppare la loro conoscenza e l'approfondimento dei diversi
aspetti legati al loro apprendimento:
- giocare a sviluppare
confidenza con la palla (sensibilità e controllo)
- giocare a palleggiare con
una sola mano (abitudine corretta)
- giocare a palleggiare da
fermi e in movimento (situazioni reali)
- giocare a palleggiare in
grandi e piccoli spazi (adattamento)
- giocare a palleggiare
contro avversari (attenzione sul palleggio)
- giocare a tirare a
canestro da fermi (idea di posizione)
- giocare a tirare da fermi
frontalmente e lateralmente (uso tabellone)
- giocare a tirare in corsa
(combinare palleggio e tiro)
- giocare a passare la
palla (collaborare)
- giocare a passare la
palla in movimento (situazioni dinamiche)
- giocare ad usare il
passaggio contro gli avversari (situazioni di gioco)
- giocare ad usare i
fondamentali contro gli avversari (sovrannumeri)
- giocare a rubare la palla
agli avversari (difesa come idea di attacco)
- giocare a difendere il
proprio canestro (difendere e contrattaccare)
- giocare la partita
(giocare a Minibasket)
Dal giocare sui
fondamentali i bambini devono progressivamente gradualmente
passare al giocare per imparare a giocare, e non è un gioco di
parole, ma l'affermazione estremamente sintetica dell'idea che
dovremmo sviluppare con le proposte pratiche successive:
"creare i presupposti
affinchè i bambini comincino ad utilizzare ciò che apprendono,
per risolvere i problemi che nascono dal giocare a Minibasket".
A 8/9/10 anni i bambini
devono giocare ad utilizzare ciò che conoscono contro un
avversario o in situazioni reali di gioco, sviluppando la
consapevolezza che, per diventare più bravi serviranno
progressivi apprendimenti riferiti e riferibili anche all'ambito
tecnico, riferimenti che verranno affrontati sempre in chiave
ludica, focalizzando l'attenzione sulla situazione più che sulla
gestualità tecnica.
Il giocare, ad esempio,
contro un avversario (nei prossimi numeri verranno presentati a
tal proposito i "Giochi del Capitano") invita e stimola i
bambini a riflettere sui concetti che regolano le dinamiche
dell'1 contro 1, e la gradualità delle proposte, la loro
adattabilità ed adeguatezza, faranno s“ che le proposte siano
competitive ma risolvibili, con un principio metodologico
fondamentale:
- se il compito assegnato è
sufficientemente facile da risolvere per il capitano, stiamo
rinforzando concetti offensivi di 1 c 1
- se il compito assegnato
non è troppo facilmente risolvibile dal capitano, anzi, premia
la riserva, stiamo rinforzando concetti difensivi di 1 c 1
Con i giochi che
coinvolgono l'aspetto "tattico", la partecipazione critica ed
intelligente, personale ed individuale dei bambini
all'apprendimento del come giocare a Minibasket, e possiamo
quindi che affermare che il giocare diventa:
- giocare per
valutare leggere le situazioni
- giocare per programmare
le personali strategie
- giocare per
decidere le proprie azioni
- giocare per agire
esprimere abilità individuali
- giocare per riflettere
capire il giocare
La pallacanestro ha preso
forse coscienza del limite definito dall'aver sviluppato
giocatori spersonalizzati e non autonomi nelle scelte; il
Minibasket ha contribuito negativamente, in alcuni casi, con
l'individuazione di obiettivi precocemente tecnici e come tali
non perseguibili, oppure esagerando nell'approfondimento del
semplice aspetto ludico - socializzante.
Con serena
e positiva autocritica, ma al tempo stesso consapevoli dei reali
e sempre più irrinunciabili obiettivi educativo - motori,
cerchiamo anche di aiutare i bambini a stare in campo in modo
tale che capiscano come utilizzare i fondamentali di gioco che
progressivamente avranno scoperto, conosciuto ed appreso. |