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Imparare e Crescere Giocando

 di Maurizio Cremonini

Ha vinto il premio Tricerri quale Miglior Istruttore Minibasket in Italia ed è attualmente Tecnico Federale del Settore Minibasket della Federazione Italiana Pallacanestro

 

In questo intervento voglio parlare di pratica soffermandomi sui "perchè" delle scelte e delle idee, di ciò che ci dovrebbe guidare nella definizione delle proposte, i principi di riferimento ed il significato che assume una corretta programmazione che sappia accompagnare i bambini da:

- la scoperta del giocare a 7/8 anni

- all'imparare a giocare a Minibasket a 9/10 anni

A 7/8 anni, i bambini, dopo aver vissuto esperienze positive e coinvolgenti emotivamente nel periodo di approccio iniziale dei 5/6 anni, dopo aver giocato ad esplorare e conoscere il proprio corpo e la propria espressione di movimento in un contesto nel quale il gioco diventa rappresentazione - favola - situazione immaginaria, entrano in un momento nel quale il gioco diventa strumento per la "scoperta" dei fondamentali del Minibasket.

Il passaggio dall'Emozione alla Scoperta deve essere graduale e guidato dalla capacità dell'Istruttore di non abbandonare drasticamente ma bensì stimolare ulteriori e necessari momenti di integrazione tra la parte emotiva - fantastica e l'approccio intelligente alla didattica dei fondamentali.

Il termine di "fondamentali" viene riferito ai 4 aspetti didattici che caratterizzano il Minibasket, e volutamente, forse un pò provocatoriamente, viene indicata l'affermazione di fondamentali di palleggio - tiro - passaggio e difesa, per stimolare la riflessione che non è il termine utilizzato che stabilisce la metodologia d'insegnamento; il palleggio è fondamentale di gioco a 7 come a 17 anni, diverso è il come dovrà essere insegnato a bambini di 7 piuttosto che ai ragazzi di 17 anni!

A 7/8 anni i bambini incontrano la palla come riferimento importante e costante, anche se non unico, della propria attività quotidiana ; giocano con i 4 fondamentali di riferimento, e giocano a comprendere il significato di ciò che stanno cominciando a fare.

Sviluppano una significativa confidenza con la palla, palleggiano per muoversi per il campo, per non farsi rubare la palla, per andare a canestro; tirano a canestro, da vicino e da più lontano, arrivando di corsa o da fermi, si passano la palla, da fermi ed in movimento, con qualcuno che cerca di rubarla loro e per raggiungere il canestro. Se non hanno la palla cercano di rubarla agli avversari, difendono il proprio canestro e se la conquistano cercano di raggiungere velocemente il canestro degli avversari, utilizzando ciò che conoscono dei fondamentali.

Ma siamo cos“ sicuri che tutto questo accada facilmente e naturalmente ?

O meglio, siamo certi che i bambini "comprendano" ciò che si sta verificando?

Le nostre proposte stimolano attenzione e partecipazione intelligente?

Giocare per giocare è sufficiente e aiuta a scoprire il gioco?

Il gioco che funzione sta svolgendo?

I nostri bambini... imparano a giocare giocando?

Per rispondere almeno in parte ai quesiti, la scoperta del gioco dovrà dunque essere il:

- giocare per conoscere         i fondamentali

- giocare per scoprire                  a cosa servono

- giocare per capire              come si utilizzano

- giocare per imparare                  a giocare!

Le proposte pratiche della fase di scoperta del gioco dovranno essere dedicate quindi ai fondamentali, ai giochi ed alle gare che consentono ai bambini di sviluppare la loro conoscenza e l'approfondimento dei diversi aspetti legati al loro apprendimento:

- giocare a sviluppare confidenza con la palla (sensibilità e controllo)

- giocare a palleggiare con una sola mano (abitudine corretta)

- giocare a palleggiare da fermi e in movimento (situazioni reali)

- giocare a palleggiare in grandi e piccoli spazi (adattamento)

- giocare a palleggiare contro avversari (attenzione sul palleggio)

- giocare a tirare a canestro da fermi (idea di posizione)

- giocare a tirare da fermi frontalmente e lateralmente (uso tabellone)

- giocare a tirare in corsa (combinare palleggio e tiro)

- giocare a passare la palla (collaborare)

- giocare a passare la palla in movimento (situazioni dinamiche)

- giocare ad usare il passaggio contro gli avversari (situazioni di gioco)

- giocare ad usare i fondamentali contro gli avversari (sovrannumeri)

- giocare a rubare la palla agli avversari (difesa come idea di attacco)

- giocare a difendere il proprio canestro (difendere e contrattaccare)

- giocare la partita (giocare a Minibasket)

Dal giocare sui fondamentali i bambini devono progressivamente gradualmente passare al giocare per imparare a giocare, e non è un gioco di parole, ma l'affermazione estremamente sintetica dell'idea che dovremmo sviluppare con le proposte pratiche successive:

"creare i presupposti affinchè i bambini comincino ad utilizzare ciò che apprendono, per risolvere i problemi che nascono dal giocare a Minibasket".

A 8/9/10 anni i bambini devono giocare ad utilizzare ciò che conoscono contro un avversario o in situazioni reali di gioco, sviluppando la consapevolezza che, per diventare più bravi serviranno progressivi apprendimenti riferiti e riferibili anche all'ambito tecnico, riferimenti che verranno affrontati sempre in chiave ludica, focalizzando l'attenzione sulla situazione più che sulla gestualità tecnica.

Il giocare, ad esempio, contro un avversario (nei prossimi numeri verranno presentati a tal proposito i "Giochi del Capitano") invita e stimola i bambini a riflettere sui concetti che regolano le dinamiche dell'1 contro 1, e la gradualità delle proposte, la loro adattabilità ed adeguatezza, faranno s“ che le proposte siano competitive ma risolvibili, con un principio metodologico fondamentale:

- se il compito assegnato è sufficientemente facile da risolvere per il capitano, stiamo rinforzando concetti offensivi di 1 c 1

- se il compito assegnato non è troppo facilmente risolvibile dal capitano, anzi, premia la riserva, stiamo rinforzando concetti difensivi di 1 c 1

Con i giochi che coinvolgono l'aspetto "tattico", la partecipazione critica ed intelligente, personale ed individuale dei bambini all'apprendimento del come giocare a Minibasket, e possiamo quindi che affermare che il giocare diventa:

- giocare per valutare                  leggere le situazioni

- giocare per programmare       le personali strategie

- giocare per decidere                  le proprie azioni

- giocare per agire               esprimere abilità individuali

- giocare per riflettere        capire il giocare

La pallacanestro ha preso forse coscienza del limite definito dall'aver sviluppato giocatori spersonalizzati e non autonomi nelle scelte; il Minibasket ha contribuito negativamente, in alcuni casi, con l'individuazione di obiettivi precocemente tecnici e come tali non perseguibili, oppure esagerando nell'approfondimento del semplice aspetto ludico - socializzante.

Con serena e positiva autocritica, ma al tempo stesso consapevoli dei reali e sempre più irrinunciabili obiettivi educativo - motori, cerchiamo anche di aiutare i bambini a stare in campo in modo tale che capiscano come utilizzare i fondamentali di gioco che progressivamente avranno scoperto, conosciuto ed appreso.
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