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LA RELAZIONE BAMBINI/ISTRUTTORE NEL MINIBASKET

appunti sparsi dalla lezione del 18 maggio 2002 al Clinic di Riccione

relatore dott. Antonio Daino, Psicologo e Docente CONI

 

Se riusciamo a comunicare ai bambini la nostra voglia di stare con loro, probabilmente riusciremo più facilmente ad emozionarli.

 

Quale istruttore vogliamo?

Il supertecnico, che mira immediatamente all’aspetto tecnico del suo approccio con il bambino

Il pedagogo, che cura maggiormente l’approccio psicologico.

Entrambi i modelli possono essere funzionali al raggiungimento di un minibasket utilizzato per crescere. Ed i punti di contatto tra le due scelte metodologiche sono la globalità dell’apprendimento e la centralità del bambino/allievo come soggetto principale del processo di apprendimento. Perciò . . . . .

 

LA TECNICA DEVE ESSERE INTESA COME MEZZO

 

Il ruolo fondamentale dell’istruttore

  • Dinamico, in modo che ogni esperienza sia uno stadio della sua crescita
  • Capace di provare piacere nello svolgere la propria attività
  • Teso a creare il giusto clima psicologico con il gruppo
  • Capace di esprimere giusti sentimenti verso gli allievi e non di sfogare i propri istinti
  • Indirizzato a trasmettere ai bambini valori educativi

 

L’approccio professionale

La relazione emotiva ed affettiva che si instaura tra l’allievo e l’istruttore può esprimersi in un rapporto comunicativo che talvolta si sostituisce alle mancanze, in questo senso, da parte dei genitori.

Per questo, la funzione dell’istruttore è anche di educatore, animatore, organizzatore, collaboratore e motivatore. Ed è fondamentale la capacità di essere disponibile, di avere la giusta flessibilità e comprensione, di capire e recepire i limiti dei bambini, di essere pigmalione. Ma soprattutto di essere sempre consapevole della propria filosofia di lavoro.

 

Una conduzione elastica . . . . .

  • E’ basata sull’esperienza e si esprime nella capacità di elaborare e creare
  • Funge in ogni momento da sostegno psicologico (capacità di proporre, essere attento alle risposte da parte dei bambini ed avere la capacità di fare, eventualmente, un’altra proposta)
  • Fa in modo che il rapporto sia continuo, perché è fondata su buone intenzioni
  • Riesce a gestire le emozioni che derivano da difficoltà psicologiche
  • Può essere sempre anche una sfida fisica, perché propone il confronto con gli altri

 

I valori dello sport

A cosa conduce un corretto atteggiamento verso l’attività sportiva

. ad un atteggiamento positivo nei confronti dell’attività che si svolge

. ad una coscienza della responsabilità individuale sul percorso di apprendimento e di miglioramento della prestazione

. ad un incremento costante della capacità

. ad una sempre maggiore capacità di infondere fiducia

. ad avere i requisiti mentali per individuare i propri punti forti ed i propri punti deboli

Per questo . . . . .

BISOGNA AVERE PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA FASE EMOTIVA

Perché

Costruendo una buona relazione, si raggiunge un migliore rendimento. E, avendo la capacità di conoscere e comprendere, si riesce a sviluppare una buona tecnica di coinvolgimento.

A tale fine, è necessario l’auto-monitoraggio da parte dell’istruttore. E’ indispensabile lavorare sulle proprie emozioni:

ECCITAZIONE - INIBIZIONE

IMPREVISTO/PREVISTO - INTERESSE/NOIA

PIACERE - DISPIACERE

 

La competenza emozionale

Interpersonale = come i bambini reagiscono alle nostre emozioni e come noi reagiamo alle emozioni dei bambini.

Intrapsichica = come percepiamo la nostra comunicazione. In che modo le nostre valutazioni influenzano il processo formativo.