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LA CULTURA CESTISTICA NELLA SCUOLA

di Lorenzo Ferrari

Insegnante di Educazione Fisica, è laureato in Sociologia e responsabile del Settore Scuola del Comitato Provinciale F.I.P. di Reggio Emilia. E' Istruttore Nazionale Minibasket e Docente Formatore Nazionale.

 

Più che parlarvi di Minibasket in senso stretto, vorrei trattare l'argomento della diffusione della cultura cestistica all'interno del mondo della scuola.

Sei anni fa sono arrivato nell'Istituto "Filippo Re" di Reggio Emilia, dove insegno ancora oggi. Rifacendomi alle esperienze avute in Istituti precedenti e facilitato dalla preparazione che acquisito partecipando ai corsi e agli aggiornamenti del Settore Minibasket e Scolastico e del Settore Giovanile della F.I.P., ho cercato fin dai primi mesi di insegnamento di coinvolgere il maggior numero di ragazzi e ragazze nell'attività di Gruppo Sportivo. Da quegli anni fino ad arrivare a questi ultimi anni di insegnamento e facendo riferimento anche a quest'anno scolastico, ho avviato un'attività pomeridiana, in comune accordo con il Dirigente Scolastico e il Collegio Docenti e il Consiglio di Istituto, mirata alla pratica dei Giochi Sportivi (pallacanestro, pallavolo, calcio e calcetto) e in particolare all'avviamento del gioco della pallacanestro a livello scolastico.

La prima sensibilizzazione che si realizza nei confronti degli studenti è all'interno delle lezioni curriculari della mattina. E' l'occasione e la situazione più propizia e idonea per far provare il gioco della pallacanestro a quegli allievi e quelle allieve che non hanno mai avuto l'occasione di giocarci fino a quel momento. Soprattutto nelle prime classi e in quelle in cui mi sono assegnati degli allievi e allieve nuove, cerco di far conoscere con più continuità la pallacanestro.

Le lezioni sono incentrate soprattutto sull'insegnamento dei fondamentali attraverso il gioco per far divertire gli allievi, con staffette e gare di tiro, palleggio e tiro e passaggio e tiro e sulle situazioni partita con situazioni di sovrannumero e sottonumero (dall' 1 contro 1, al 2 contro 1, al 2 contro 2, al 3 contro 2, al 3 contro 3 ecc) e mini-partite con regole: come ad esempio "tutti toccano la palla e si tira", "7 passaggi e si tira", "3 palleggi + 7 passaggi e si tira". In una fase successiva i ragazzi e le ragazze vengono coinvolte al pomeriggio nell'attività di gruppo sportivo con alcuni allenamenti pomeridiani per preparare in particolare i ragazzi e le ragazze a giocare nei Campionati Studenteschi Provinciali di Pallacanestro con gli altri Istituti sia nella categoria allievi e allieve (prima, seconda e terza) che in quella juniores (quarta e quinta). Oltre a questi Campionati Studenteschi, egregiamente organizzati dall'Ufficio di Educazione Fisica del locale C.S.A., in collaborazione con il Comitato Provinciale F.I.P. di Reggio Emilia e con il responsabile scuola dello stesso comitato, si svolgono anche i tornei del 3 contro 3 "Dino Meneghin" prevalentemente giocato da studenti tesserati, e il Torneo 3 contro 3 "Promozionale" con un tesserato in campo e due non e cinque giocatori per squadra, di cui almeno tre studenti non tesserati.

Nell'ambiente scolastico di Reggio Emilia esiste una certa sensibilità per lo sport in genere e in particolare per la pallacanestro da parte degli altri colleghi Insegnanti di Educazione Fisica: andrebbe un po' di più incentivata nel torneo 5 contro 5 la partecipazione di studenti e studentesse non tesserati: personalmente nelle mie squadre di Istituto insegnando in una scuola di dimensioni limitate, cerco di far giocare molti studenti e studentesse non tesserati in squadre di pallacanestro. Il coinvolgimento che da sempre cerco di attuare all'Interno del mio Istituto per la pallacanestro, ha la motivazione di far identificare il più possibile gli studenti nel proprio Istituto, cercando di suscitare in loro un senso altissimo di aggregazione e di creare momenti di socializzazione fra gli alunni, che in particolare la pratica sportiva favorisce, e di concorrere a fargli acquisire una miglior cultura sportiva. Sono riuscito in tutti questi anni a sensibilizzare anche i colleghi di altre materie di insegnamento in queste problematiche ottenendo la loro piena collaborazione.

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