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Uno degli obiettivi forti
dello staff tecnico del Settore è stato da sempre quello
riguardante la formazione degli istruttori minibasket, dal corso
di primo livello ai master di specializzazione.
La nuova struttura del
corso di primo livello, con la biennalizzazione, vuole portare i
futuri istruttori minibasket ad un percorso formativo dove la
teoria e la pratica proposte dal formatore, abbiano anche un
momento di confronto sul campo da parte dell'allievo con la
formazione nei centri minibasket.
I corsi per istruttori
nazionali, anch'essi biennali, puntano molto sui concetti di
apprendimento, comunicazione e metodologia dell'insegnamento e
dell'allenamento. Proprio a questo riguardo si può aprire una
finestra su come sia cambiato negli anni il concetto di
apprendimento, definito come la modificazione continua del proprio
comportamento in base all'esperienza acquisita. La motivazione e
l'apprendimento, uniti all'attenzione, sono i concetti su cui si
fonda tutto il percorso formativo del primo anno di corso per
istruttori nazionali. I fattori dell'apprendimento passano
attraverso esperienze significative e su queste esperienze si
gioca il percorso cestistico e motorio di bambine e bambini.
Avere chiaro il sistema
di riferimento aiuta a definire obiettivi e metodologie che
portino bambine e bambini sempre più consapevoli del processo
formativo in atto e con una grande autonomia di scelte motorie che
si rivelano nelle situazioni di partita. Per arrivare a questo
modo di operare, gli istruttori sperimentano modalità di lavoro a
gruppi e singolarmente, dove il confronto e la messa in
discussione sono il punto di partenza per la realizzazione di
piani di lezione che coinvolgano totalmente i bambini.
Da un punto di vista
prettamente psicopedagogico, le teorie di Rogers e di Bruner sono
l'asse portante dell'impianto del corso. Se siamo concordi
nell'affermare che gli apprendimenti significativi passano
attraverso l'area affettiva, quella cognitiva ed il contesto nel
quale si opera, non possiamo non rimarcare, a livello di
formazione, il valore del gruppo e l'importanza che ogni singolo
individuo, sia esso bambino o istruttore riveste nel gruppo
stesso.Allora possiamo affermare che "...una persona che
apprende non va intesa come nucleo isolato, ma come insieme di
atti partecipazione da condividere e ridistribuire, imparare
inteso come riorientamento cognitivo che comporta
cambiamenti..." Sui significati che si possono attribuire a
questa frase viene costruito il percorso di formazione degli
istruttori nazionali che, passano dal momento della conoscenza al
momento della condivisione, in uno stadio dove l'empatia è
veicolo di apprendimenti e fattore di formazione.
Aiutare gli istruttori a
riorientare le proprie conoscenze, li porta ad un modo di proporre
il minibasket che tenga sempre conto della centralità del
bambino, modificando sempre e comunque le proposte
tecnico-didattiche. Il gioco ed il bambino sono i due cardini
attorno ai quali il lavoro degli istruttori deve svolgersi, magari
tenendo anche conto quanto Bruner afferma in maniera
inequivocabile: "Conoscere è un processo e non un
prodotto". |