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La formazione degli istruttori

di Tonino De Giorgio

 

Uno degli obiettivi forti dello staff tecnico del Settore è stato da sempre quello riguardante la formazione degli istruttori minibasket, dal corso di primo livello ai master di specializzazione.

La nuova struttura del corso di primo livello, con la biennalizzazione, vuole portare i futuri istruttori minibasket ad un percorso formativo dove la teoria e la pratica proposte dal formatore, abbiano anche un momento di confronto sul campo da parte dell'allievo con la formazione nei centri minibasket.

I corsi per istruttori nazionali, anch'essi biennali, puntano molto sui concetti di apprendimento, comunicazione e metodologia dell'insegnamento e dell'allenamento. Proprio a questo riguardo si può aprire una finestra su come sia cambiato negli anni il concetto di apprendimento, definito come la modificazione continua del proprio comportamento in base all'esperienza acquisita. La motivazione e l'apprendimento, uniti all'attenzione, sono i concetti su cui si fonda tutto il percorso formativo del primo anno di corso per istruttori nazionali. I fattori dell'apprendimento passano attraverso esperienze significative e su queste esperienze si gioca il percorso cestistico e motorio di bambine e bambini.

Avere chiaro il sistema di riferimento aiuta a definire obiettivi e metodologie che portino bambine e bambini sempre più consapevoli del processo formativo in atto e con una grande autonomia di scelte motorie che si rivelano nelle situazioni di partita. Per arrivare a questo modo di operare, gli istruttori sperimentano modalità di lavoro a gruppi e singolarmente, dove il confronto e la messa in discussione sono il punto di partenza per la realizzazione di piani di lezione che coinvolgano totalmente i bambini.

Da un punto di vista prettamente psicopedagogico, le teorie di Rogers e di Bruner sono l'asse portante dell'impianto del corso. Se siamo concordi nell'affermare che gli apprendimenti significativi passano attraverso l'area affettiva, quella cognitiva ed il contesto nel quale si opera, non possiamo non rimarcare, a livello di formazione, il valore del gruppo e l'importanza che ogni singolo individuo, sia esso bambino o istruttore riveste nel gruppo stesso.Allora possiamo affermare che "...una persona che apprende non va intesa come nucleo isolato, ma come insieme di atti partecipazione da condividere e ridistribuire, imparare inteso come riorientamento cognitivo che comporta cambiamenti..." Sui significati che si possono attribuire a questa frase viene costruito il percorso di formazione degli istruttori nazionali che, passano dal momento della conoscenza al momento della condivisione, in uno stadio dove l'empatia è veicolo di apprendimenti e fattore di formazione.

Aiutare gli istruttori a riorientare le proprie conoscenze, li porta ad un modo di proporre il minibasket che tenga sempre conto della centralità del bambino, modificando sempre e comunque le proposte tecnico-didattiche. Il gioco ed il bambino sono i due cardini attorno ai quali il lavoro degli istruttori deve svolgersi, magari tenendo anche conto quanto Bruner afferma in maniera inequivocabile: "Conoscere è un processo e non un prodotto".

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