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LA TUTELA SANITARIA NEL MINIBASKET

di Carla Ciuti

Laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Medicina dello Sport e in Scienza dell'Alimentazione, è Istruttore Nazionale Minibasket dal 1983 e Formatore Nazionale Minibasket dal 1994. é inoltre Presidente del Comitato Minibasket Regione Sardegna dal 2002 e coautrice di numerose pubblicazioni scientifiche (Diabete, Alimentazione e Sport).

 

Il Consiglio Federale con la Delibera n. 54 del 26.02.2000 ha approvato, con gli Articoli 2 e 3, che " tutti i tesserati FIP debbano presentare un Certificato di Idoneità alla pratica sportiva della Pallacanestro, sia essa non agonistica che agonistica ", intendendo per non agonistica l'attività organizzata dalla FIP con la denominazione di Minibasket maschile e femminile effettuata entro il compimento del 12¡ anno di età.

Ogni miniatleta, quindi, ogni anno, e comunque prima della scadenza del certificato precedente, deve sottoporsi alle visite ed analisi stabilite dalla Legge (Decreto Ministeriale 28.02.1983) volte ad ottenere il Certificato di Idoneità alla pratica sportiva non agonistica che deve essere redatto in conformità alle indicazioni del Decreto stesso e conservato in originale dalla Società di appartenenza; il rilascio è a cura dei Medici della FMSI, dei Medici Sportivi dei Centri convenzionati e degli Specialisti Pediatri di libera scelta.

Le responsabilità civili, penali e sportive relative alla mancata presentazione del Certificato di Idoneità ricadono sul Presidente della Società i cui obblighi, appunto, sono quelli di ottemperare alle Norme del Regolamento Sanitario, conservare agli atti i Certificati di Idoneità in originale ed esibirli su richiesta agli Organi della FIP.

Fatte tali premesse, ritengo che i punti essenziali siano sostanzialmente due

* la necessità che gli accertamenti previsti siano realmente effettuati prima dell'inizio dell'attività

* la grave Responsabilità dei Presidenti di Società

Vivendo il problema della tutela sanitaria dei bimbi sotto varie sfaccettature, Genitore, Istruttore, Medico Sportivo ed ultimamente anche Dirigente Federale, mi viene più spontaneo parlarne, e con grande entusiasmo, in termini di necessità più che di obblighi derivanti da Leggi; ciò anche perchè la normativa in materia, in continua evoluzione e talvolta incoerente, è a volte interpretabile anche in modi tali da non tutelare appieno la salute dei nostri figli. Lo stesso Certificato di Idoneità capita che venga redatto da un Medico amico di famiglia, magari un Ginecologo od un Oculista: d'altronde la Segretaria del Centro Minibasket non è tenuta a sapere se si tratti effettivamente del Pediatra di libera scelta !

Ecco che quindi, come Istruttori, ci troviamo poi di fronte a delle problematiche sul campo per le quali non riusciamo a darci una spiegazione: ma non tutti gli Istruttori sono anche Medici e se anche lo fossero non è detto che siano Medici Sportivi e comunque, ovviamente, non è ciò che gli si chiede.

Ed ecco che come Medici Federali ci ritroviamo poi nei Camp estivi della FIP e nelle Manifestazioni Nazionali a dover tutelare lo stato di salute di bambini dei quali ci arriva un certificato di buona salute che però non ci da alcuna notizia sulla anamnesi, su eventuali allergie, intolleranze, traumi precedenti.

Allora, come essere propositivi ?

Esiste un Decreto Ministeriale sulla tutela sanitaria degli sportivi professionisti (13.03.1995) che obbliga le Società ad istituire per tali atleti una Scheda Sanitaria che deve essere redatta, aggiornata periodicamente e custodita dal Medico Sociale ed eventualmente consegnata all'atleta nel momento in cui cambia Società.

L'idea della Scheda Sanitaria e del suo aggiornamento periodico sottolinea l'importanza di una visita generale accurata con la quale mi posso rendere conto di tante cose: ad esempio se la crescita staturoponderale rientra nel fisiologico, se al livello del rachide esistono dismorfismi o paramorfismi, se ci sono problemi di deambulazione, ecc., tutti problemi che poi con un intervento tardivo diventano veri e propri stati patologici. Lo stesso ECG mi da, seppur parziali, indicazioni basilari sull'attività cardiologia, la raccolta dei dati anamnestici mi informa su eventuali malattie autoimmuni o su allergie alimentari o respiratorie, ahimè, attualmente in vertiginosa ascesa.

Sulla scia di tale idea a Cagliari è stato avviato dal Comitato Regionale Mini Basket, in collaborazione con la FMSI - Istituto di Medicina dello Sport ed il Dipartimento di Psicologia dell'Universitˆ di Cagliari, un progetto pilota denominato " Minibasket in salute " che prevede

* Visita medica generale

* Raccolta dei dati antropometrici ed anamnestici

* Spirometria

* Esame del visus

* Esame delle urine

* ECG basale e sotto sforzo

* Compilazione della Scheda Sanitaria

* Valutazione psicologica

* Rilascio del Certificato per attività non agonistica

Per tutta la durata di validità del Certificato, inoltre, il bambino potrà accedere a tutti i servizi dell'Istituto (consulenze pediatrica, cardiologica, ortopedica, medico sportiva, psicologica e dietologica) e, nel rispetto del segreto professionale e della privacy, verranno fornite ai Tecnici informazioni utili alla programmazione del lavoro.

Ritengo che in tal modo anche ai genitori venga fornita una maggiore garanzia di serietà e sicurezza per i propri figli.

Attualmente il progetto è al suo 2¡ anno di vita ed i bambini interessati  sono in numero crescente. Ma tutto ciò è solo una delle possibili proposte di intervento per evitare di prendere sottogamba il discorso della prevenzione perchè se è vero che lo sport rappresenta un valido supporto per il mantenimento (ed eventuale recupero) dello stato psicofisico dei nostri bimbi, diamoci da fare perchè la "prevenzione" non rimanga solo una parola importante.

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