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Perchè dovrebbero interessarci i bambini e
il loro mondo?
Fino a quando teniamo un filo con la vita
dei bambini (e con la nostra vita da bambini) restiamo vicini a
uno spiraglio di avventura,
a una ragione di attesa. Ci mette al
riparo dal tormento della routine,
dalla impressione cinica di aver visto
tutto, di sapere già come finisce.
(Furio Colombo)
Credo che tutte le facoltà migliori di un
essere umano maturo
esistano nel bambino, e che, se tali
facoltà sono incoraggiate nella giovinezza,
agiranno in modo buono e saggio
nell'adulto,
ma, se saranno represse e negate nel
bambino,
storpieranno la personalità dell'adulto e
ne arresteranno lo sviluppo.
(Ursula K. Le Guin)
[...] l'infanzia l'età più indifesa
dal sapere degli adulti.
(Giuseppe Pontiggia)
Premessa
Fra i tanti impegni che l'Istruttore deve
assolvere nella pratica del Minibasket c'è quello di attivare,
tener viva e far progredire la COMUNICAZIONE.
Una forma di comunicazione speciale,
certamente diversa dalle tante (verbali e comportamentali) che
si mettono in atto nei rapporti quotidiani, e sono quasi sempre
suggerite o imposte dagli adulti e dalle convenzioni, può essere
infatti scoperta ed esperita attraverso il gioco di squadra e le
sue mille forme e varianti.
Un comunicare che si differenzia, insomma,
da quello, pure fondamentale, relativo alla "sopravvivenza", ai
riti sociali, ai codici e al "gergo" utilizzato nel gruppo dei
pari, fuori da un contesto sportivo.
Si tratta dunque di elaborare, di imparare
(ma, si badi, anche di inventare) un LINGUAGGIO MOTORIO
CONDIVISO (benchè personalizzato), ludico, che provochi piacere,
divertimento, favorisca l'apprendimento motorio individuale e si
caratterizzi come mezzo per ottenere piacere, divertimento e
apprendimento motorio "collettivo".
Se i bambini da 5 a 7 anni hanno modo di
soddisfare il proprio "necessario" egocentrismo e conoscono
fondamentalmente l'ebbrezza di una PALLA PERSONALE e UBBIDIENTE
ai propri desideri (se non alle proprie volontà), è il momento,
in una fase più avanzata, di sperimentare il fascino della
collaborazione e della SCOPERTA DI Sƒ NEGLI ALTRI e CON GLI
ALTRI. é il momento di PASSARE!
Proposta didattica
5 > 0
Divisi in due gruppi, ciascuno in una metà
campo, i bambini eseguono passaggi, senza palleggio. Chi passa
deve cambiare posto velocemente e chi riceve deve essere in
movimento.
IDEM a tutto campo: i due gruppi hanno
adesso a disposizione l'intero il terreno di gioco.
IDEM a tutto campo; al segnale
dell'Istruttore ciascun gruppo va a realizzare al canestro
opposto.
Vittoria a chi realizza per primo. Si
ricomincia cambiando campo ogni volta.
IDEM, introducendo la possibilità di
palleggiare prima del tiro.
5 > 3 - 3 > 5
Una squadra formata da cinque giocatori
(attaccanti) esegue, senza palleggio ( permesso il palleggio
solo dopo aver ultimato la sequenza), sette passaggi in
movimento nella propria metà campo; alla fine della sequenza, un
gruppo di tre giocatori (difensori) può iniziare la difesa,
movendo dal fondo campo opposto. Se la difesa ruba la palla, ha
diritto ad un'azione di attacco immediata.
5 > 0 con due palloni
Il gruppo recupera due palloni (tiro,
rimbalzo, eventuale rimessa), e va a realizzare due canestri
(ciascuno con pallone diverso), con passaggi e senza palleggio,
al canestro opposto. Ogni tiro sbagliato non può essere
realizzato nello stesso canestro.
5 > 0 + 5 > 0 con due palloni
IDEM, con due squadre contemporaneamente,
ciascuna in una metà campo; partenze simultanee.
Gara finale
5 > 0 + 5 > 0 - Dai e segui e dai e vai:
quattro angoli. Al segnale, la squadra va a realizzare al
canestro opposto. Vince la squadra che realizza per prima una
sequenza di tre canestri.
Commento
Nella prima fase della lezione (o del
ciclo di lezioni programmate per questo obiettivo) si privilegia
il seguente concetto: MOVIMENTO.
Dopo il passaggio, si cambia posto (zona
del campo) e si riceve in movimento: ricezione, arresto, piede
perno, visione, passaggio, cambio posto etc.
Alcune situazioni di gioco sono
volutamente "caotiche" e prevedono spazi "affollati", ma sono
anche brevi: ciò favorisce la capacità di osservazione e di
scelta, e la rapidità di esecuzione del passaggio e del tiro.
I bambini sperimentano questa verità
qualche volta difficili da accettare o da capire in astratto: il
passaggio più veloce del palleggio, e collaborando si hanno
più probabilità di successo.
Comportamento dell'Istruttore
In una prima fase, come in tutte le fasi
preliminari e iniziali di un progetto didattico, l'Istruttore
sarà soprattutto un suggeritore e un osservatore; solo in un
secondo momento interverrà (con feedback soprattutto) per
correzioni.
L'istruttore osserverà dunque se i
giocatori, individualmente, rispettano il principio del
movimento e della circolazione (tutti ricevono e passano) e se
vanno a conquistarsi lo spazio "davanti" alla palla.
Non "costringe" nessuno a passare. Il
passaggio deve essere una scelta: leggere e interpretare i
comportamenti dei bambini (passo a chi mi piace di più, al mio
amico, al leader, poi a chi è nella posizione migliore), prima
ancora di dirigerli e correggerli e di "piegarli" alle nostre
volontà.
L'Istruttore osserva il comportamento del
gruppo: le forme di collaborazione, la conquista degli spazi
liberi e vicini al canestro. Sottolinea e incoraggia le scelte
collaborative.
L'Istruttore stimola la rapidità dell'esecuzione dei passaggi, e
la rapida conclusione a canestro, facendo sperimentare i
vantaggi del soprannumero. |