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Giocare a minibasket a 9/10 anni

di Massimo del Pizzo

Questo articolo è tratto dalla lezione tenuta al Clinic Minibasket di Riccione.

 

Perchè dovrebbero interessarci i bambini e il loro mondo?

Fino a quando teniamo un filo con la vita dei bambini (e con la nostra vita da bambini) restiamo vicini a uno spiraglio di avventura,

a una ragione di attesa. Ci mette al riparo dal tormento della routine,

dalla impressione cinica di aver visto tutto, di sapere già come finisce.

(Furio Colombo)

Credo che tutte le facoltà migliori di un essere umano maturo

esistano nel bambino, e che, se tali facoltà sono incoraggiate nella giovinezza,

agiranno in modo buono e saggio nell'adulto,

ma, se saranno represse e negate nel bambino,

storpieranno la personalità dell'adulto e ne arresteranno lo sviluppo.

(Ursula K. Le Guin)

[...] l'infanzia l'età più indifesa

dal sapere degli adulti.

(Giuseppe Pontiggia)

 

Premessa

Fra i tanti impegni che l'Istruttore deve assolvere nella pratica del Minibasket c'è quello di attivare, tener viva e far progredire la COMUNICAZIONE.

Una forma di comunicazione speciale, certamente diversa dalle tante (verbali e comportamentali) che si mettono in atto nei rapporti quotidiani, e sono quasi sempre suggerite o imposte dagli adulti e dalle convenzioni, può essere infatti scoperta ed esperita attraverso il gioco di squadra e le sue mille forme e varianti.

Un comunicare che si differenzia, insomma, da quello, pure fondamentale, relativo alla "sopravvivenza", ai riti sociali, ai codici e al "gergo" utilizzato nel gruppo dei pari, fuori da un contesto sportivo.

Si tratta dunque di elaborare, di imparare (ma, si badi, anche di inventare) un LINGUAGGIO MOTORIO CONDIVISO (benchè personalizzato), ludico, che provochi piacere, divertimento, favorisca l'apprendimento motorio individuale e si caratterizzi come mezzo per ottenere piacere, divertimento e apprendimento motorio "collettivo".

Se i bambini da 5 a 7 anni hanno modo di soddisfare il proprio "necessario" egocentrismo e conoscono fondamentalmente l'ebbrezza di una PALLA PERSONALE e UBBIDIENTE ai propri desideri (se non alle proprie volontà), è il momento, in una fase più avanzata, di sperimentare il fascino della collaborazione e della SCOPERTA DI Sƒ NEGLI ALTRI e CON GLI ALTRI. é il momento di PASSARE!

Proposta didattica

5 > 0

Divisi in due gruppi, ciascuno in una metà campo, i bambini eseguono passaggi, senza palleggio. Chi passa deve cambiare posto velocemente e chi riceve deve essere in movimento.

IDEM a tutto campo: i due gruppi hanno adesso a disposizione l'intero il terreno di gioco.

IDEM a tutto campo; al segnale dell'Istruttore ciascun gruppo va a realizzare al canestro opposto.

Vittoria a chi realizza per primo. Si ricomincia cambiando campo ogni volta.

IDEM, introducendo la possibilità di palleggiare prima del tiro.

5 > 3 - 3 > 5

Una squadra formata da cinque giocatori (attaccanti) esegue, senza palleggio ( permesso il palleggio solo dopo aver ultimato la sequenza), sette passaggi in movimento nella propria metà campo; alla fine della sequenza, un gruppo di tre giocatori (difensori) può iniziare la difesa, movendo dal fondo campo opposto. Se la difesa ruba la palla, ha diritto ad un'azione di attacco immediata.

5 > 0 con due palloni

Il gruppo recupera due palloni (tiro, rimbalzo, eventuale rimessa), e va a realizzare due canestri (ciascuno con pallone diverso), con passaggi e senza palleggio, al canestro opposto. Ogni tiro sbagliato non può essere realizzato nello stesso canestro.

5 > 0 + 5 > 0 con due palloni

IDEM, con due squadre contemporaneamente, ciascuna in una metà campo; partenze simultanee.

Gara finale

5 > 0 + 5 > 0 - Dai e segui e dai e vai: quattro angoli. Al segnale, la squadra va a realizzare al canestro opposto. Vince la squadra che realizza per prima una sequenza di tre canestri.

 

Commento

Nella prima fase della lezione (o del ciclo di lezioni programmate per questo obiettivo) si privilegia il seguente concetto: MOVIMENTO.

Dopo il passaggio, si cambia posto (zona del campo) e si riceve in movimento: ricezione, arresto, piede perno, visione, passaggio, cambio posto etc.

Alcune situazioni di gioco sono volutamente "caotiche" e prevedono spazi "affollati", ma sono anche brevi: ciò favorisce la capacità di osservazione e di scelta, e la rapidità di esecuzione del passaggio e del tiro.

I bambini sperimentano questa verità qualche volta difficili da accettare o da capire in astratto: il passaggio più veloce del palleggio, e collaborando si hanno più probabilità di successo.

Comportamento dell'Istruttore

In una prima fase, come in tutte le fasi preliminari e iniziali di un progetto didattico, l'Istruttore sarà soprattutto un suggeritore e un osservatore; solo in un secondo momento interverrà (con feedback soprattutto) per correzioni.

L'istruttore osserverà dunque se i giocatori, individualmente, rispettano il principio del movimento e della circolazione (tutti ricevono e passano) e se vanno a conquistarsi lo spazio "davanti" alla palla.

Non "costringe" nessuno a passare. Il passaggio deve essere una scelta: leggere e interpretare i comportamenti dei bambini (passo a chi mi piace di più, al mio amico, al leader, poi a chi è nella posizione migliore), prima ancora di dirigerli e correggerli e di "piegarli" alle nostre volontà.

L'Istruttore osserva il comportamento del gruppo: le forme di collaborazione, la conquista degli spazi liberi e vicini al canestro. Sottolinea e incoraggia le scelte collaborative.

L'Istruttore stimola la rapidità dell'esecuzione dei passaggi, e la rapida conclusione a canestro, facendo sperimentare i vantaggi del soprannumero.
I testi

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