da sito ufficiale Scaligera Basket:

BOSCAGIN: «CHE EMOZIONE LA MAGLIA DELLA NAZIONALE…»

Ospite di Lunedì nel Pallone, su TeleArena, Giorgio Boscagin ha risposto alle domande di Maria Karlsson, calciatrice svedese, difensore di Brescia campione d’Italia, nella rubrica «Marcatura ad uomo».

L’avversario più forte mai incontrato?

«Lou Bullock».

Quello che mai sei riuscito a fermare?

«Delonte Holland».

Si descriva in tre parole…

«Intelligente in campo, generoso, altruista».

L’emozione più grande della sua carriera?

«Aver indossato la maglia della Nazionale».

La delusione più atroce?

«La retrocessione con Reggio Emilia».

Chi vincerà la A2 Gold?

«Speriamo la Tezenis Verona».

Non avessi giocato a basket a quale sport ti saresti dedicato?

«Forse al tennis, mi piace».

Il miglior giocatore di basket di tutti i tempi?

«Bella lotta. Dico Michael Jordan, ma i livelli toccati da Kobe Bryant non sono tanto inferiori».

Da veronese che significa essere capitano della Tezenis?

«È orgoglio puro».

 
BOSCAGIN: «LA PRIMA IN CASA? NON VEDIAMO L’ORA»

«La prima in trasferta è sempre una partita particolare. Non è mai facile vincere. Siamo stati bravi a piazzare subito un bel parziale e a dare uno scossone alla gara quando Veroli è rientrata nel punteggio. Poi abbiamo controllato il gioco fino alla fine. Era importante partire bene, adesso guardiamo avanti». Giorgio Boscagin ha esordito con queste parole a «Lunedì nel Pallone», su TeleArena, il giorno dopo il successo in casa del Basket Veroli nella prima di campionato. «Adesso c’è tanta voglia di giocare la prima al PalaOlimpia – ha proseguito Boscagin -, nella preseason è venuta a vederci tanta gente anche per le semplici amichevoli. A Veroli i nostri tifosi c’erano. Sto avvertendo in questi giorni tanta passione, la stessa che ci ha accompagnato negli ultimi playoff. I 26 punti di Monroe? È un bel giocatore Darryl, sa leggere la partita, sa quando attaccare il canestro e quando creare per gli altri. Ha tanti movimenti nel suo bagaglio, per noi può diventare ogni giorno più importante. L’esordio in casa? È stato stupendo vedere tutta quella gente ai playoff, ma soprattutto percepire il feeling forte che si è instaurato con la piazza. Il rammarico è stato non riuscire ad arrivare al massimo della condizione nella semifinale con Capo d’Orlando, ci serviva il pieno di energie ma purtroppo avevamo speso tanto nelle cinque partite prima contro Veroli. Ripartiamo dalle 12 vittorie su 15 nel girone di ritorno. Inutile nascondersi. La società è ambiziosa, la squadra anche. Una partita alla volta però. Il campionato è lungo. I playoff arrivano fra dieci mesi, non domani».

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