Orgoglio Palestrina, battuta Barcellona per 69-65

CISIGHTSEEING PALESTRINA: Rischia 13, Rossi 13, Molinari , Drigo 11, Pederzini 13, Vangelov 4, Serino 5, Brenda, Gagliardo 6, Montanari 4. All. Lulli
BARCELLONA BASKET: Grilli 17, Milojevic 6, Teghini 3, Stefanini 5, Sereni 4, Paunovic 7, Ippedico ne, Caldarola, Brunetti 17, Rodríguez 6. All. Nisic
Parziali: 17-29, 43-45, 57-56

Terza contro quarta al PalaIaia, sei triple in fila sono il biglietto da visita di Barcellona a cui replica Pederzini ma non basta, Palestrina è presa d’infilata dai siciliani che con la sfuriata iniziale cercano di placare la sete di riscossa arancio verde. Un momento anche sfortunato dato che le triple di Drigo e Rossi invece fanno due giri intorno al ferro ed impediscono un immediato rientro, così sul canestro nel traffico di Rodriguez che fissa il 10-20 occorre un timeout chiarificatore. Qualche segnale incoraggiante c’è soprattutto in attacco, dove il digiuno dai 6.75 viene interrotto da Rischia, meno bene le cose in difesa con i giallorossi che possono trovare con eccessiva facilità il fondo della retina anche con soluzioni personali di pregevole fattura. Computo finale alla prima sirena: 17-29.
Francamente troppa differenza che non può rispecchiare i reali valori, ed ecco dopo i due minuti di pausa tornare in campo un Palestrina decisamente più confortante. Si abbassano le percentuali degli ospiti, si alzano quelle di Rischia e compagni, Rossi segna da 8 metri, Rischia non spreca un antisportivo facendo 2/2 dalla lunetta. Rimessa per Palestrina che trova con lo stesso Rischia il -4 ed ora il PalaIaia torna a sperare. Con Rossi in campo, eccezionale anche in fase difensiva, è un’altra musica, il nr.8 prolunga il bel momento e con la bomba del -1 riapre la gara. Non sono ancora terminate le energie e dopo il nuovo +5 in favore degli isolani la squadra di Lulli ha tempo per trovare gli unici vantaggi fin qui della serata: ci pensa il solito Rossi dall’arco (36-35) e poi per il 41-40. Senza Grilli temporaneamente in panchina per evitare il terzo fallo il peso dell’attacco di Barcellona ricade su Brunetti che resta il miglior realizzatore tra i venti sul parquet, ben coadiuvato da Milojevic (quattro punti appena entrato) fino al 43-45 di metà gara.
Adesso l’equilibrio è sovrano, scarti minimi, i prenestini riescono ad andare sul +3 quando Drigo sfrutta lo scarico di Vangelov ma i giallorossi non mollano di un centimetro nonostante qualche problema di falli. Rodriguez risponde, Teghini impatta dall’angolo ma Pederzini lanciato in campo aperto da Rossi deposita il 54-52. Negli ultimi minuti Rischia sfrutta a metà il fallo di Rodriguez, il parziale del quarto è basso anche perché le squadre hanno fin qui speso tantissimo. Si continua fino alla sirena a suon di tiri liberi, quasi allo scadere Sereni però si ritrova tutto solo nel pitturato e deve solo appoggiare per il 57-56.
L’ultimo quarto vede ancora un minimo vantaggio interno ma anche l’handicap di quattro falli spesi in neanche tre minuti, al 34° Barcellona opera il sorpasso quando Grilli si alza da sette metri a decretare il 59-61. Dal +4 per i siciliani altro scatto d’orgoglio di Palestrina che accorcia immediatamente con Gagliardo dalla lunetta, arriva sul 63-63 con Pederzini e ribalta tutto grazie a Rischia che tra numerose maglie nere concretizza ugualmente la propria penetrazione. Da qui in poi succede tutto e niente, nel senso che il risultato fa fatica a muoversi ma l’agonismo in campo è a livelli altissimi. Capitan Gagliardo protagonista in tutto e per tutto, finalizza uno dei suoi classici giochi nel pitturato ma è in difesa che Palestrina si supera con un Brenda a fare la parte del leone. Di nuovo Gagliardo si fa trovare pronto all’appuntamento ma la palla gli scivola sul più bello, si resta sul 67-65 quando il cronometro comincia a scandire l’ultimo giro di lancette. Grilli si fa intercettare il passaggio ma Drigo non riesce a chiudere la pratica fallendo da tre, così l’ultima chance nelle mani del Barcellona capita a Rodriguez che prova a bruciare Gagliardo ma non ci riesce e tenta il sorpasso finale dall’arco. Il tentativo si spegne sul ferro e Pederzini catturando il rimbalzo può alla fine infilare i tiri liberi della sicurezza: 69-65.

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