Retin Obasohan a TuttoBasket.net: "Ad Avellino non manca nulla per lo scudetto, dobbiamo crederci"

Retin Obasohan è alla sua prima esperienza da professionista dopo ben quattro anni di college vissuti con la canotta di Alabama.

La sua stagione avellinese, come quella di tutti i rookie, è stata segnata da alti e bassi.

L’arrivo di Logan, però, l’ha messo per un attimo in disparte, costringendolo alla tribuna per un paio di partite.

Gli acciacchi fisici degli altri però, Fesenko in primis, l’hanno ributtato nella mischia e così il suo contributo fatto di tanta energia e difesa è tornato ad essere determinante.

TuttoBasket.net lo ha raggiunto per chiedergli di tracciare un primo bilancio di questa sua stagione da pro, con un occhio anche agli Europei dove indosserà la maglia del suo Belgio.

 

E’ alla prima esperienza all’estero dopo il college. Come la giudica e quanto è stato difficile ambientarsi ad Avellino?

<<Sì, è la mia prima esperienza qui in Italia ma sto imparando davvero molto. Mi piace molto Avellino. Ovviamente ci sono degli alti e dei bassi ma sto cercando di migliorare il più possibile.>>

 

Come compagno di squadra ha ritrovato Levi Randolph. Quanto ha inciso la sua presenza nella vostra scelta?

<<Ho firmato per Avellino prima che sapessi che Randolph aveva già firmato anche lui qui! Lui un giorno mi ha chiamato chiedendomi per quale squadra avessi firmato, è stata una cosa divertente. A volte è Dio che decide il destino per noi, è stata una decisione non influenzata quindi dalla presenza di Levi.>>

 

Quali differenze ha riscontrato tra il modo che c’è di giocare in America e in Italia ed ha avvertito parecchia differenza tra il giocare al college e in un campionato professionistico?

<<Ci sono parecchie differenze, a partire da alcune regole che ci sono in Italia mentre in America no. La cosa più importante per un giocatore però è cercare sempre di crescere, di diventare più veloce e più forte. Sicuramente qui il livello è molto alto, ci sono dei giocatori di grande esperienza, rispetto al college anche più anziani.>>

 

In campionato per il momento siete terzi, a due punti da Venezia che è seconda. Siete dove volevate essere a questo punto della stagione?

<<L’obbiettivo iniziale della stagione era quello di arrivare tra le prime quattro posizioni e per il momento ci stiamo riuscendo. Siamo ad un passo da Venezia che è una ottima squadra e che sta vincendo partita dopo partita. Questo è quello che dobbiamo cercare di fare anche noi per cercare di chiudere nella posizione più alta possibile.>>

 

Avellino ha vissuto il momento peggiore nel momento in cui ha dovuto disputare le sue partite più importanti. Quanti rimpianti ci sono riguardo la Champions League?

<<Guardando a quel momento, fa davvero male perché abbiamo lottato tanto per arrivare fin lì. Non possiamo farci abbattere da questi momenti, dobbiamo ripartire e guardare avanti.>>

 

Quali differenze principali ha riscontrato tra il giocare in Serie A e in Champions League?

<<Non ci sono delle differenze sostanziali anche perché ci sono delle squadre che giocano nella nostra stessa lega, come Venezia che l’abbiamo anche incontrata. La differenza più importante è che ti approcci con differenti stili i gioco poichè sono coppe europee ed incroci, per esempio, squadre spagnole che giocano in un modo, squadre francesi che giocano in un modo ancora diverso…>>

 

Viene dal college dove l’atmosfera è totalmente diversa tra quella che c’è qui in Italia. Quali differenza ci sono proprio nel modo di vivere la pallacanestro?

<<La differenza più grande è data di sicuro dal pubblico. Al college ci sono tante persone che però non supportano la squadra in questo modo. Qui i tifosi cantano in continuazione per tutta la partita, sia che la squadra vinca sia che perda. Questo è un aspetto fondamentale per un giocatore. Anche dei miei amici che sono venuti qui hanno notato questa cosa.>>

 

Dall’arrivo di Logan il suo minutaggio è stato, ovviamente ridotto. Come ha vissuto quel momento e cosa pensa possa dare David a questa squadra?

<<Sono felice che Logan faccia parte della squadra. E’ un giocatore di grande talento, con tanta esperienza avendo giocato in tante leghe e sicuramente ha portato in dote alla squadra più talnento e leadership.

Io sono fiero di aver giocato in questa squadra e ti aver preso parte a tante competizioni diverse.>>

 

Vede ancora Avellino nel suo futuro?

<<Onestanete non lo so, questa è una cosa che si vedrà in estate. Di sicuro sto passando un anno bello qui, mi sto divertendo, sto cercando di imparare e non penso a quello che succederà.>>

 

A settembre ci saranno gli Europei: come vede il suo Belgio nonostante il girone non sia dei più facili?

<<Sì, il nostro girone è molto competitivo ma credo molto in questa squadra perché ha davvero tanto talento, con giocatori come Lojeski. Per il momento però penso solo alla prossima gara di Avellino.>>

 

La stagione regolare volge ormai al termine. Qual è il vostro obbiettivo arrivati a questo punto e crede manchi qualcosa ad Avellino per puntare al titolo?

<<Non credo ci manchi qualcosa per aspirare al titolo. Per far ciò bisogna sempre prima crederci. Mancano tre partite fino alla fine della stagione e per il momento pensiamo solo a portare a casa queste.>>

 

Qual è il suo rapporto con la città di Avellino e la cultura italiana?

<<E’ una cultura bellissima, che mi piace davvero un sacco. Mi piacciono molto le persone qui e credo di piacere a loro. Sto anche provando ad imparare la lingua ma è molto difficile.>>

 

E’ appena terminata la stagione regolare in NBA. Un suo pronostico e soprattutto per chi fa il tifo?

<<Domanda difficilissima. Mi piacerebbe vedere Boston vincere perché sono un fan di Isaiah Thomas e della sua storia, il fatto di essere stato sempre sottovalutato, l’essere stato scelto con l’ultima pick al Draft ed aver guidato alla fine i Celtics al primo posto ad Est è incredibile. ovviamente però ci sono Cleveland e Golden State ma credo che sarebbe davvero una bella storia se vincessero i Celtics.>>

 

Commenta
(Visited 413 times, 1 visits today)

About The Author

Mirko Pellecchia Nato e cresciuto ad Avellino. Studente, amo la pallacanestro in ogni sua forma essendo essa metafora della vita.