7 motivi per cui un Minors va al campetto

1) Per giocare.
Non convocazioni, N.E., entrate a 40 secondi dalla fine sul -25: durante la regular season il Minors non vede il campo. Al campetto, si sa, chiunque può giocare, si annullano le categorie, e persino un panchinaro UISP può segnare in faccia ad un giocatore di B. Il sogno diventa realtà, insomma. Finché non perdi la partita.

2) Perché non ci sono infrazioni.
Uno dei motivi per cui il Minors di solito non gioca è il fatto che ogni volta che mette piede sul parquet commette un’infrazione: passi in partenza, terzi tempi con 4 passi, falli in attacco, bestemmie. Tutte cose che al campetto praticamente non esistono, anche perché immolarsi per lo sfondamento vorrebbe dire una chiamata immediata al 118, e permettono al Minors di poter stare in campo, anche se con il basket c’entra come Rocco Hunt con l’Accademia della Crusca.

3) Ha la possibilità di giocare con giocatori veri.
Il Minors è abituato a giocare con gente del suo stesso livello e il coach lo sa bene, perché ogni volta che vede una partitella in allenamento medita il suicidio, quello senza corsa. Andando al campetto si ha la possibilità di avere a che fare con glorie del passato, giocatori di serie superiori che vengono a divertirsi. “Ehi Filo, ma stai piangendo?” “No. Mi sono commosso perché ho ricevuto uno scarico sulle mani.”

4) Non esistono schemi.
Pugno, Lato, 2, Bassi.. Tutte parole che il Minors sente di continuo urlare da Coach e vive allenatore, e ogni volta scatta il panico. Anche se in realtà gli schemi sono gli stessi da 6 anni. Al campetto si gioca liberi, senza tattiche o schemi programmati: un bene per il Minors, che appena deve difendere a zona match-up ha la gioia di vivere di un criceto a cui si è rotta la ruota.

5) Per sfoggiare i nuovi acquisti.
Il Minors non vede un rimborso spese dal 1946, chiude la stagione di 2000€ in rosso, ma comunque spende sui 300/400€ ogni anno in negozi sportivi e articoli online. Maglie NBA di giocatori che crede di impersonare, fascette da donne delle pulizie, polsini tarocchi, pantaloncini osceni: il campetto è il luogo per eccellenza in cui il Minors sfoggia tutti i suoi acquisti ignoranti. Come ben sapete vale la regola per cui, più uno è vestito e addobbato, più farà schifo.

6) Per attaccare bottone alle tipe del parco.
Dove c’è un campetto spesso c’è anche un parco, occasione buona per il Minors per prender dei pali ulteriori a quello delle serate in disco. Vestito da giocatore di basket come se fosse Martedì grasso (e grasso lo è di certo), il Minors si sente invincibile e si dirige verso il gruppetto di 2001 sedute al tavolino di fianco al campo. Che però lo scambiano per un carpentiere in pensione.

7) perché non ci sono orari.
Per 2 ore, per mezz’ora, a fare solo un saluto, tutto il pomeriggio: al campetto il Minors ci sta quanto vuole, senza la pressione di avere un orario prestabilito. Anche se il più delle volte non gioca neanche, perché non segna i liberi per poter entrare. E forse, per la pallacanestro, è meglio così.

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