A Milano non basta un gran cuore. Sassari: ora si fa dura

Cuore e coraggio non bastano all’EA7 Milano, che al Pala Desio (Forum occupato da uno spettacolo del Cirque Du Soleil) perde contro il Fenerbahce e, visti anche gli altri risultati, è ancora certa del 4° posto, che qualifica alle Top 16, ma si allontana dalla possibilità di arrivare entro la seconda posizione. I meneghini partono bene, poi le maglie turche si stringono, la difesa sale di tono, la fase centrale di partita è dura, appena 26 punti in 20 minuti, il Fenerbahce scappa a +13. La rimonta è tutta di nervi e rabbia, ma sul -4 sono tante le occasioni che i ragazzi di Banchi sprecano, ed esulta la squadra di Istanbul. Per Milano bene MarShon Brooks (17 punti e 3 assist uscendo dalla panchina), bene Daniel Hackett (9 punti, 10 rimbalzi e 5 assist) e Samardo Samuels (13 punti e 7 rimbalzi), per gli ospiti chirurgica affermazione di Nemanja Bjelica (11 punti, 8 rimbalzi e 2 recuperi), bene anche Semih Erden (12 punti e 7 rimbalzi).

Occasione persa per Sassari, che perde in casa col Nizhny complicando, parecchio, il suo cammino verso le Top 16. Sardi così così in avvio, poi un ottimo terzo periodo sembra aver indirizzato i 2 punti verso l’isola, non sono d’accordo i russi, che nell’ultimo periodo sfoderano la prestazione della vita e portano a casa una vittoria, per loro, fondamentale nella corsa al turno successivo. Il Banco tira col 41% dal campo, percentuale irrisoria, anche perché gli ospiti, trascinati da un Taylor Rochestie (29 punti, 7 assist e 9/15 al tiro) “sguazzante” nel corri e tira di sacchettiana memoria, tirano molto meglio, e l’ex Biella e Siena è ben accompagnato da Trey Thompkins (13 punti, 15 rimbalzi e 5 assist) e Tarence Kinsey (15 punti, 9 rimbalzi, 3 recuperi e 2 stoppate). Per la Dinamo buona prova di Jeff Brooks (13 punti), il resto è ampiamente rivedibile.

Funziona la cura Pashutin, perché l’Unics Kazan inizia bene questo girone di ritorno, battendo l’Efes Pilsen sul filo di lana. Nella serata in cui latita, nuovamente, James White, ci pensano Keith Langford (19 punti e 6 rimbalzi), D’Or Fischer (16 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate) e Kostas Kaimagoglou (10 punti, 4 rimbalzi e 4 recuperi) a tenere viva la speranza Top 16 per i russi. Male l’Efes, che dopo aver condotto, senza patemi, per 30 minuti, molla la presa, subisce il parziale di 24-11 che ribalta tutto, da salvare il solo Dario Saric (13 punti e 9 rimbalzi).

Tutto facile per il Cska, che ridimensiona, pesantemente, l’Alba Berlino rifilandole un 95-66 che la riporta sulla terra dopo le sbornie delle ultime due settimane, oltre a valere il matematico accesso alle Top 16. Gara chiusa già all’intervallo lungo, l’Armata Rossa, nonostante le importanti assenze di Teodosic, Markoishvili e Khryapa, schiaccia i tedeschi con Nando De Colo (22 punti, 3 assist e 3 recuperi), Aaron Jackson (18 punti, 4 assist e 4/5 da 3) e Kyle Hines (9 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate), con Reggie Redding (16 punti e 8 rimbalzi) e Marko Banic (12 punti) che sono gli unici a lottare tra gli ospiti.

Il Maccabi passa a Limoges rischiando di subire la rimonta nel finale. Il “go to guy”, in casa “yellow”, si chiama Sylven Landesberg (22 punti e 9 rimbalzi), che ha grande impatto dalla panchina, ottima anche l’affermazione di Yogev Ohayon (11 punti, 8 recuperi, 6 assist e 4 rimbalzi), per un Maccabi operaio che si prende 2 punti importanti. In casa Limoges ci provano i soli Leo Westermann (16 punti, 8 assist e 5 rimbalzi) e Adrien Moerman (11 punti, 13 rimbalzi e 2 assist), sarebbe servito un terzo violino per completare la rimonta.

Top 16 matematiche anche per il Barcellona, che va a sbancare, col vero piglio delle grandi, Monaco restando capolista, ed imbattuta, nel girone C. Marcelinho Huertas (15 punti, 6 assist e 4 rimbalzi), Juan Carlos Navarro (15 punti), DeShaun Thomas (13 punti) e Bostjan Nachbar (15 punti) guidano i catalani alla gita in Baviera, Bayern mai in partita, se non fosse per Nihad Djedovic (14 punti e 5 assist) e Robin Benzing (12 punti e 3 rimbalzi) il passivo sarebbe ulteriormente ampio.

Vittoria di esperienza del Panathinaikos, che vince a Turow conservando il secondo posto nel girone C. Secondo periodo da 11-19 e partita in ghiaccio per i “Greens”, trascinati da un super Loukas Mavrokefalidis (21 punti, 6 rimbalzi e 6/7 dal campo) e dalle buone prove di Nikos Pappas (14 punti e 5 rimbalzi) e James Gist (16 punti e 5 rimbalzi). Polacchi che ci provano anche, ma i soli Tony Taylor (13 punti, 7 assist e 3 recuperi) e Chris Wright (13 punti e 4 rimbalzi) non bastano.

Saremo ripetitivi, ma a Klaipeda non si passa! Anche il Laboral Kutxa ci rimette le penne contro il terribile Neptunas di Maksvytis Kazys, che è terzo nel girone D e si candida, seriamente, per un posto alle Top 16. I lituani sono trascinati, alla vittoria, da un trio di ex “italiani”, Mustafa Shakur (16 punti), Deividas Gailius (12 punti, 5 rimbalzi e 3 assist) e Donatas Zavackas (16 punti), male ancora i baschi, nonostante un sontuoso Thomas Heurtel (31 punti, 5 assist e 8/10 da 3), che è accompagnato dal solo Colton Iverson (12 punti, 8 rimbalzi e 2 recuperi).

Vittoria al cardiopalmo per l’Olympiacos, che resta ancora imbattuto, assieme al Cska e al Barça, ed è anch’esso già qualificato, come russi e catalani, alle Top 16. Deve fare una rimonta di rilievo la squadra di Sfairopoulos, dopo aver subìto un parziale di 9-20 nel terzo periodo, che metteva il Valencia in una situazione di notevole vantaggio. Vassilis Spanoulis (15 punti e 7 assist) e Bryant Dunston (14 punti e 6 rimbalzi) si caricano il Pireo sulle spalle, nulla può la Comunidad, che si illude con Pau Ribas (16 punti, 6 assist e 5 rimbalzi), Vladimir Lucic (16 punti) e Bojan Dubljevic (16 punti e 4 rimbalzi).

Il Real Madrid espugna Kaunas, e la bolgia della Zalgirio Arena (oltre 14.000 spettatori), pur sudando le proverbiali 7 camice. La squadra di Laso si riprende la testa solitaria del girone A grazie a Sergio Rodriguez (14 punti e 7 assist), Andres Nocioni (11 punti e 4 rimbalzi) e Sergio Llull (11 punti, 4 rimbalzi e 3 assist), lo Zalgiris va vicinissimo all’impresa, ma si arrende, nonostante i mai domi James Anderson (21 punti, 9 rimbalzi e 3 assist) e Paulius Jankunas (17 punti e 8 rimbalzi).

Soffre tre quarti Malaga prima di scappare, nell’ultimo parziale, ed avere la meglio su un Cedevita che sembra essere migliore in trasferta che in casa, soprattutto quando va su campi importanti. Andalusi che abbattono la resistenza grazie a Ryan Toolson (19 punti e 4 assist) e Vladimir Golubovic (13 punti e 9 rimbalzi), ospiti che ci provano con Miro Bilan (21 punti e 8 rimbalzi) e Roko Ukic (15 punti, 9 assist e 6 rimbalzi), ma sorride l’Unicaja, secondo, col Maccabi, nel girone B.

Follia pura, in tutti i sensi, all’Abdi Ipekçi di Istanbul, dove Galatasaray e Stella Rossa danno vita ad un match vibrante non solo all’interno del palazzo, dove servono due over times per decidere il vincitore, ma anche e soprattutto fuori, dove gli scontri tra le due tifoserie (presenti circa 300 supporters serbi, nonostante il divieto di vendita di tagliandi deciso in precedenza) sono costati al vita ad un venticinquenne tifoso della Stella Rossa, accoltellato da un rivale turco.
Tornando al campo, maratona da 50 minuti, prevale il Galatasaray, super affermazione di Zoran Erceg (32 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi), molto bene Kerem Gonlum (15 punti e 7 rimbalzi), Carlos Arroyo (26 punti, 6 assist e 4 rimbalzi) ed Ender Arslan (15 punti e 6 assist), gli ospiti si aggrappano alla partita, ma la devono mollare, nonostante la sublime regia di Marcus Williams (17 assist!), e le grandi prove di Luka Mitrovic (30 punti e 9/14 dal campo), Nikola Kalinic (21 punti) e di un dominante Boban Marjanovic (23 punti e 17 rimbalzi).

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