Aggressione di Monteroni: la ricostruzione dei fatti e i motivi dell'aggressione

La violenza è da condannare. Sempre, in qualsiasi contesto civile. Anche e soprattutto nello sport, che da mezzo di coesione sociale spesso si trasforma in vettore di aggressività inconcepibile. E’ stato ciò che si è verificato due giorni fa, a Taranto, nella sfida salvezza nel girone D di Serie B tra il Cus Jonico e Monteroni.

I FATTI A meno di un minuto dal termine, con la partita ormai ampiamente indirizzata a favore dei leccesi, avanti di 15 punti, si è formato un gruppetto di gente dinnanzi l’ingresso principale della struttura. Nulla di anomalo, considerando normale che i tifosi, delusi per un risultato già sancito, abbandonino anzitempo il palazzetto. Poi, improvvisamente questi uomini si sono coperti il volto ed hanno estratto delle lunghe aste di legno in precedenza nascoste. Quindi, si sono lanciati ferocemente alla carica dei tifosi tarantini. Questi inizialmente hanno provato ad opporre resistenza, nella paura generale. Tuttavia, notando l’impeto e soprattutto le armi degli aggressori hanno preferito una più saggia fuga. Il blitz è durato pochi minuti e non ci sono stati feriti gravi, quindi non è risultato necessario l’intervento dei soccorsi. La rapidità dell’attacco ha fatto sì che le forze dell’ordine, accorse poco dopo, arrivassero quando i teppisti erano già scappati, lasciando soltanto qualche asta di legno. Le quali, peraltro, non sono vere e proprie armi, ma materiale acquistato in una normale ferramenta e adibito ad oggetto contundente. Non sono stati riscontrati nemmeno danni alle vetture parcheggiate all’esterno dell’impianto. I giocatori sono rimasti come pietrificati in campo, durante l’aggressione. Donne e bambini presenti hanno lasciato subito gli spalti per evitare possibili violenze, come si nota da alcune immagini circolate in rete.

LE RAGIONI Ben presto, vien da chiedersi i motivi dell’accaduto. L’odio che lo ha scaturito ha origini regresse e che travalicano anche il mondo della pallacanestro. E’ nota la rivalità sportiva tra le tifoserie di Taranto e Lecce, quale che sia la disciplina in questione. Nella partita di calcio di Lega Pro tra le due squadre, i tifosi tarantini avrebbero riservato un’accoglienza tutt’altro che gradevole agli ospiti, cospargendo il settore a loro riservato di colla per topi. Un affronto, questo, rimasto impresso e che ha originato sete di vendetta. Nel corso della partita dello scorso mercoledì, tuttavia, le tifoserie hanno mantenuto un clima disteso, nonostante qualche reciproca provocazione iniziale. Nulla che già non si sia visto in occasione di un evento sportivo. Anzi, i tarantini hanno preferito concentrarsi su una contestazione rivolta alla propria squadra, piuttosto che schernire i rivali. Ad ogni modo, uno o due tifosi del Monteroni (quindi, un caso isolato) sono arrivati ad uno scontro verbale con il pubblico di casa. Da lì, l’avviso che sarebbero arrivati “rinforzi” da Lecce, per un selvaggio quanto inconcepibile regolamento di conti, che ha inquinato un altro sport e con ogni probabilità coinvolto diverse persone estranee alle gradinate calcistiche. Infatti, Taranto ha reso noto di non essere a conoscenza dell’episodio della colla per topi, trovandosi quindi a dover fronteggiare un’aggressione apparentemente ingiustificata.

IL SEGUITO Il presidente di Monteroni, in una nota, si è dissociato dall’accaduto e ha espresso vicinanza ai tifosi tarantini. Lo stesso ha fatto il presidente della Lega Nazionale Pallacanestro, sottolineando il comportamento esemplare delle due società nella gestione degli eventi. Intanto, è stata aperta un’indagine dalle forze dell’ordine, che hanno già proceduto ad interrogare diversi presenti e hanno ottenuto diverse immagini dell’aggressione, per cercare di identificare i criminali. Con la speranza che la giustizia possa fare il suo corso e debelli l’odio tra le tifoserie, il male maggiore che affligge lo sport.

 

Commenta
(Visited 53 times, 1 visits today)

About The Author

SALVATORE MALFITANO Classe ’94, napoletano, studente di legge e giornalista. Collaboratore per Il Roma dal 2012 e per gianlucadimarzio.com, direttore di nba24.it e tuttobasket.net. Appassionato di calcio quanto di NBA. L'amore per il basket nasce e rimarrà sempre grazie a Paul Pierce. #StocktonToMalone