Al Palapinto è derby col Martina. Pavone: "Dobbiamo tornare ai due punti"

Siamo qui, tutti attorno a questi ragazzi, tutti con la nostra dose di fiducia intatta, il momento è di quelli per niente facili, cinque sconfitte consecutive ed un ultimo gradino della classifica in condivisione con Valmontone, unica squadra superata finora, nella gara del Pala Pinto di poco più di un mese fa. Con la stessa fiducia, con la stessa convinzione di allora attenderemo la prossima sfida, un match sulla carta non “impari” come potevano essere i precedenti, sfida tra roster restylizzati e ringiovaniti, entrambi all’impatto complesso con un campionato di B, al netto (o quasi) dell’esperienza. Martina Franca di coach Aldo Russo però naviga con il petto all’infuori, dopo aver compiuto l’autentico capolavoro di giornata nella ottava di campionato andando ad imporre l’alt alla Sandretto Falconara, roster che fino alla trasferta d’Itria aveva saputo solo vincere. Sarà sfida delicatissima, Martina ha saputo comporre contro i marchigiani la gara perfetta, sia dal punto di vista tecnico-tattico che dell’energia profusa sul parquet, dopo una partenza a fari spenti – tre stop nelle prime tre giornate – sono arrivati tre successi interni con Taranto, Vasto ed appunto Falconara e con questi una maggior convinzione nei propri mezzi. Leader finora, almeno per le statistiche è Andres Bergamin, ala italo-argentina calsse 93, cresciuto nell’Instituto Atletico Central Cordoba, viaggia a 12.5 punti di media con 31 minuti di utilizzo per gara, a coadiuvarlo il lungo partenopeo Gaetano Spera, miglior rimbalzista Duesse con oltre 10 palle vaganti addomesticate per incontro e 10 punti, il play ex Robur Osimo Stefano Cunico, gli altri guachos Fernando Luis Marengo e Nicolas D’Arrigo, secondo miglior marcatore stagionale (10.3) e uomo assist (2.9), ed Alessandro Marra, man of the match nell’ultima gara con 27 punti e un 100% dalla linea dei 6.75 (5-5), autentica sentenza abbattutasi sull’imbattibilità della Sandretto.

Domenica sarà indispensabile ritrovare sul parquet una Geofarma in grado di dilatare la propria tenuta, soprattutto mentale. Troppo spesso finora al cospetto di 20-25 minuti giocati all’altezza abbiamo subito, nella testa, i passaggi a vuoto concessi, divenuti autentiche autostrade per le fughe avversarie, lo step deve essere una concentrazione costante, senza meccanismo ad orologeria, altrimenti i due punti diventano montagna da scalare con i pesi in spalla. “Certo l’esigua rotazione non aiuta – ricorda Antonello PAvone, freschissimo 20enne – difficilmente riusciremo a recuperare Calò e questa non è certo una buona notizia. Siamo consci di affrontare una gara di vitale importanza, non solo perchè è un derby e a chi non piacerebbe vincere una partita contro una rivale della stessa regione, ma soprattutto perchè vogliamo dimostrare che a dispetto di ciò che dicono i risultati siamo una squadra in crescita. Le ultime partite disputate le abbiam perse non perchè non siamo in grado di competere con le top di questo girone, ma perchè abbiamo avuto delle rotazioni limitate causa infortunio di alcuni compagni. Ciò ha determinato maggior fatica e maggior spesa di energie, arrivando nei momenti cruciali della gare senza risorse. Domenica sarà dura, i nostri avversari vengono da una vittoria contro una delle favorite del campionato, quindi si presenteranno con tanta fame di vittoria e tanta voglia di far bene, non dovremo avere timore. Dobbiamo tornare ai due punti, e vogliamo farlo nel nostro Palazzetto, la voglia di riscatto è enorme e dobbiamo invogliare il pubblico molese a seguirci, e l’unico modo per farlo è fare una prestazione tutta cuore e farli divertire, non abbiamo alternative.”

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