Altalena di emozioni al PalaTricalle, la spunta Forlì che batte di misura Chieti per 90-93

CHIETI (CH) – Dopo un infinito saliscendi di emozioni, in un match che i biancorossi hanno vinto e perso mille volte nel corso dei 40′, l’Unieuro espugna il PalaTricalle in Gara1, sfornando una prova più forte della fisiologica stanchezza fisica e mentale ed ‘annullando’ così il fattore campo in favore degli avversari. Una partita per certi versi ‘strana’, che per i forlivesi pareva essersi messa in discesa già nel corso del primo periodo di gioco, salvo concedere a Chieti un veemente rientro prima dell’intervallo, risultando forse troppo permissiva sotto l’aspetto difensivo in alcuni frangenti. Contesa decisa poi nelle battute finali dai canestri di Adegboye e da una difesa di ferro, in un finale thrilling in cui la squadra ospite ha piazzato un break di 7-0 negli ultimi 2′ senza concedere “diritto di replica” agli avversari. Non senza correre comunque fin troppi rischi nei numerosi ed imprecisi giri in lunetta nel finale.

Patemi conclusivi sicuramente evitabili, se non altro per come il match si era instradato in avvio. Pronti, via e dopo appena 8′ di gioco, infatti, Forlì è riuscita a trovare addirittura la doppia cifra di vantaggio (16-28) trascinata dai canestri in successione di Johnson (ben 14 per lui nei primi 10′), in un primo periodo letteralmente eccezionale dal punto di vista della precisione al tiro – esattamente 6/9 da 2 e 6/9 dalla lunga distanza -, centrando il +13 in chiusura. Chieti, dall’altra parte, è rimasta a galla con l’ingresso in partita dell’attesissimo Golden, mattatore assoluto della serata teatina e, più in generale, della manovra offensiva di coach Di Paolo. Unieuro  che, nonostante il complicato momento, è comunque riuscita a tenere a distanza di sicurezza gli avversari con una prova ‘deluxe’ sui due fronti di gioco di Paolin e soprattutto di capitan Ferri, autore di 10 punti prima dell’intervallo (saranno poi 16 in 23′ di impiego) spendendosi e sbattendosi nella propria metà campo difensiva.

Il 48-54 dell’intervallo, del resto, ben figura i valori visti in campo nel corso del primo tempo, specie per quanto riguarda le numerose opportunità concesse dall’Unieuro agli avversari. I romagnoli, infatti, hanno terribilmente sofferto le sortite avversarie sotto le plance, ed il dato dei rimbalzi è quasi impietoso: 32-21 il conto al termine del terzo periodo, 44-26, poi, alla sirena finale (di cui ben 16 offensivi per gli abruzzesi). Certo, ricercare soltanto sotto questa voce le difficoltà palesate a tratti dai forlivesi è quasi riduttivo, ma sta di fatto che Golden permette ai suoi di mettere la testa avanti a metà del terzo periodo, prima di subire un break di 14-2 targato Unieuro negli ultimi giri di orologio, che ritrova così la doppia cifra di vantaggio (68-78).

Tutto facile, ora? Nemmeno per sogno, perché il solito Golden ‘francobolla’ nuovamente i teatini agli avversari, centrando di nuovo il sorpasso a metà dell’ultimo quarto. Forlì accusa inevitabilmente il colpo, con l’attacco dei biancorossi che si inceppa improvvisamente segnando appena 5 punti in 7′, mentre dall’altra pare Chieti non scherza ed a meno di 2′ dalla sirena finale è sul 90-86 in un PalaTricalle parecchio su di giri. Ci pensa però Adegboye a togliere le castagne dal fuoco proprio nel momento ‘clou’, mettendo a bersaglio una tripla “con due mani in faccia”, tentativo di rimonta concluso con il ‘cesto’ di Amoroso per il 90-91 a 60″ dal termine. Ultimi 50″ di gara letteralmente infuocati: Golden viene estromesso dal match al quinto fallo, Sergio commette fallo e perde una sciagurata palla, ma l’Unieuro dalla lunetta non piazza il colpo del definitivo ko – 2/6 complessivo in 35″ tra Ogo e Melvin -, concedendo così la conclusione del potenziale overtime agli avversari (90-93 il punteggio) a 3″ dalla fine. Responsabilità che si assume Davis, forse addirittura tirando dall’interno dell’area, non riuscendo però ad invertire la sua “serata-no” e facendo così scattare la festa degli ospiti.

Così un esausto ma soddisfatto coach Giorgio Valli al termine della sfida: “Abbiamo messo in campo per 40′ una difesa asfissiante, mandandoli dove volevamo. Golden oggi ha fatto la differenza non tanto ‘in proprio’ quanto invece passando la palla. E’ quello che dobbiamo continuare a fare, perchè ci apprestiamo a disputare la settima partita in 12 giorni e la lucidità in attacco può essere quella che è. E’ quindi in difesa che dobbiamo avere le nostre certezze. Hanno preso più rimbalzi? Vero, ma non gettiamo la croce sui lunghi. Spesso le difese a campo largo che facciamo portano i nostri pivot lontani da canestro, a quel punto i piccoli devono ‘fare i pivot’ nelle fasi finali dei possessi avversari, per questo paradossalmente è proprio dagli esterni che mi aspetto più rimbalzi. C’era un pizzico di paura nella squadra, e questo è anche comprensibile: tuttavia vincendo Gara1 abbiamo acquisito un pizzico di fiducia in più. Fermo restando che i ragazzi per primi mi hanno anticipato negli spogliatoi dicendo che la serie è ancora lunghissima”.

 

Pallacanestro Chieti – Unieuro Forlì 90 – 93 (19-32; 48-54; 68-78)

Pallacanestro Chieti: Golden 32, Piccoli 13, Davis 2, Allegretti 13, Mortellaro 12; Turel, Venucci 5, Fallucca, Sergio 8, Zucca 5. All. Di Paolo.

Unieuro Forlì: Adegboye 18, Bonacini 12, Johnson 22, Castelli 3, Amoroso 9; Ferri 16, Paolin 9, Pierich, Rotondo 4; Ravaioli ne, Del Zozzo ne. All. Valli.

Arbitri: Moretti – Gagliardi – Marota.

Note: 1.100 spettatori, di cui 200 da Forlì. Uscito per falli: Golden.

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