Aquila Palermo a Napoli con nuovi stimoli

Proseguire uniti, seguendo stesse rotte e consapevoli di dover lottare ancora di più. L’Aquila Palermo lascia alle spalle una settimana lunga di cambiamenti, volando verso Napoli per la grande sfida della seconda giornata di ritorno.

Cambiare tutto, per non cambiare niente. La società biancorossa ha fatto sua la massima gattopardesca siciliana per eccellenza, così come tanto semplicemente quanto chiaramente spiegato dal general manager Francesco Lima: “La nostra scelta è stata quella di sacrificare qualcosa a livello tecnico, per garantire un futuro solido e duraturo a questa società – ha spiegato Lima ad ‘Overtime – il basket palermitano in Tv’ -. Di pallacanestro si è parlato poco sin dall’inizio del campionato, sicuramente anche per alcuni errori da parte nostra. Adesso la squadra potrà essere più serena e lottare, contrariamente a quanto dichiarato da qualcuno fuori dalla nostra realtà, per fare il meglio possibile”.

In campo per vincere, esattamente come prima, indipendentemente dalla consapevolezza o meno che sarà più difficile. Il big match con Napoli rappresenta, in questo senso, la partita perfetta: un avversario affamato, sconfitto all’andata al PalaMangano da un’Aquila Palermo eroica, costretto dalle circostanze a giocare con lo scomodo vestito della favorita. La carovana biancorossa vedrà per la prima volta in stagione insieme, tra le sue fila, i giovani Giardina (’96) e Bruno (’97), con i ‘veterani’ Antonelli, Cozzoli e Merletto a continuare a garantire il solito grande apporto di tecnica e professionalità.

Più spazio annunciato per giocatori di talento come Di Emidio, Azzaro, Urbani e Ondo Mengue a completare una squadra che, per definizione, non potrà mai recitare in una gara il ruolo della vittima sacrificale. Grande attenzione, tra gli avversari, andrà prestata nei confronti di Serino, Berti, Villani e Parrillo (tutti al di sopra dei dieci punti di media a partita. Un ambiente caldo e ostico, quello delPalaBarbuto, il campo di battaglia perfetto domani alle 18 per dimostrare qualcosa che in molti, forse, possono aver dimenticato.

 

Lorenzo Anfuso

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