Aquila Palermo: Lorenzo Ortenzi nuovo responsabile del settore giovanile

Aquila Palermo guarda al futuro e in questa stagione, come mai prima, punta tutto sulla formazione dei propri biancorossi del domani. Lo sviluppo del settore giovanile è da sempre una delle prerogative della società palermitana, prova ne è l’utilizzo periodico e continuato di diversi giovani biancorossi non solo negli allenamenti giornalieri della prima squadra, ma anche nelle gare di campionato.

Da questa stagione, le squadre giovanili dell’Aquila Palermo avranno in dote un responsabile dal curriculum invidiabile, esperto di primo livello nello sfornare giovani talenti. Leonardo Ortenzi è il nuovo responsabile del settore giovanile biancorosso: a Palermo, l’ex allenatore di Latina, Formia, Reggio Calabria e Trapani, porterà con sé tutta l’esperienza maturata negli anni di lavoro con i giovani.

Una stagione incentrata sulla valorizzazione dei nostri ragazzi, che avranno anche la possibilità di vivere un’esperienza che li avvicinerà sensibilmente ad un campionato senior, più fisico rispetto ai campionati Under 18 e Under 20, ossia quello di Serie D.

Coach, benvenuto. Con che spirito si approccia a questa nuova esperienza professionale?

Senz’altro con tanti stimoli e con tanta curiosità. Venire in una grande piazza come Palermo è una cosa che mi intriga molto e avendo lavorato già a Reggio, in una C Nazionale con tanti giovani juniores, mi sono reso conto che spesso quando si esce dalla propria regione si fa fatica. La speranza, indipendentemente dai risultati, è che in Aquila si possa formare un settore giovanile credibile e ricco di entusiasmo, che riesca nel tempo a dare manforte alla prima squadra. Penso sarebbe il massimo assistere all’esordio di un giovane palermitano in Serie B o in A.

Nella sua carriera spiccano diverse finali nazionali e gruppi che hanno dimostrato velocemente ampi margini di crescita. Qual è il segreto dietro un lavoro del genere con i giovani?

Nessun segreto particolare, per me la pallacanestro è la stessa ad ogni livello. E’ innegabile che a livello giovanile si debba mirare alla formazione, alla crescita degli atleti da un punto di vista fisico e non solo tecnico. I risultati, però, credo stiano alla base di un entusiasmo e questo va di pari passo con la crescita. Si dovrebbe vedere altro, ma la vittoria è fondamentale. Una cosa importante per creare un buon gruppo è carpire la fiducia dei ragazzi, se riesci ad ottenerla poi saranno disposti a darti quel qualcosa in più che, di certo, li farà crescere sia cestisticamente che umanamente.

La gestione del settore giovanile biancorosso sarà allineata a quella della prima squadra?

Per la stima che c’è con Gianluca Tucci, penso che sia giusto e doveroso che in un Under 18 o un Under 20, ossia le categorie al ridosso della prima squadra, si abbia un filo conduttore con la prima squadra. Applicare idee offensive o difensive simili penso sia corretto, però ci si deve arrivare per gradi. Ci vuole una certa coerenza con la prima squadra e per questo ci rapporteremo costantemente con Gianluca. Allenando a Trapani ho avuto modo di conoscere la passione e la serietà verso il basket dei siciliani, confido in questo anche a Palermo. Non vedo perché non si possa riproporre un ambiente positivo.

Che caratteristiche deve avere un giovane cestista nel suo percorso di crescita?

Se si parla di una formazione completa di un ragazzo, penso che non si debba parlare di aspetti come categorie, altezza o peso. L’importante sarebbe dare una precisa impronta tecnica e fisica, e a Palermo ci sono tutte le situazioni giuste. Fa piacere avere la possibilità di lavorare con ragazzi e con gruppi eterogenei, da plasmare. L’obiettivo deve essere farli cresce e cercare di aumentare il bacino, mi aspetto impegno e sono sicuro che ci divertiremo. Se ci sarà reciproca stima, si riuscirà a puntare a qualcosa in più, di non imposto, che alla lunga potrà fare la differenza. Voler sempre migliorare e avere senso del dovere e del sacrificio, queste sono le prerogative per un giovane giocatore, assumendo sempre un atteggiamento propositivo. Rendere il lavoro meno ‘palloso’ sarà invece il mio compito. Spero, inoltre, nella presenza costante di tutto il nostro settore giovanile alla gare di questa stagione della prima squadra, cercando di rivedersi nei giocatori, magari tra 5-6 anni.

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