Assigeco Piacenza-Unieuro Forlì 71-63, ancora un ko esterno per la squadra di Garelli

UCC Assigeco Piacenza – Unieuro Forlì 71-63 (9-16, 21-35, 48-48)
UCC Piacenza: De Nicolao 2, Hasbrouck 7, Raspino 8, Jones 12, L. Infante 11; Borsato 22, Rossato 9, Dincic, Persico; Livelli e Gaadoudi ne. All. Andreazza.
Unieuro Forlì: Ferri 6, Vico 5, Blackshear 14, Crockett 6, Rotondo 13; Bonacini 4, Paolin 9, Pierich, Infante 6; Thiam ne. All. Garelli.
Arbitri: Gagliardi, Longobucco e Ferretti.
Note: Spettatori 2.000 (150 da Forlì). Usciti per falli.
PIACENZA (PC) – Vincente in casa, perdente in trasferta. A Piacenza non si infrange la routine dell’Unieuro, che esce sconfitta e ferita dal PalaBanca, al termine di una partita elettrica – non cattiva ma elettrica -, totalmente dominata nel primo tempo e di grande sofferenza nella ripresa, con l’amaro in bocca di un finale che vede Forlì risorgere da un patibolare -7 senza un grammo d’inerzia a 3′ dalla fine, per poi non riuscire letteralmente a giocarsi l’ultimo minuto. Perchè? Perchè a fischi tecnicamente opinabili (come quasi tutti lo sono, oggettivamente: forse più del solito, nel caso specifico, la spinta a rimbalzo di Rotondo a Luca Infante e la recuperata di Vico dalle mani di Hasbrouck), seguono altrettanti severissimi tecnici (Rotondo sulla prima circostanza, Garelli nella seconda) che intensificano l’abbuffata finale di Piacenza dalla lunetta, fino ad un 71-63 oggettivamente punitivo e che non fotografa bene l’equilibrio dei 40′.
Finale velenoso, su sui il clan Unieuro sarà chiamato in settimana a fare qualche meditazione circa la necessità di mantenere maggiormente la calma nei momenti caldissimi – fermo restando che non è facile – e che ha come conseguenza immediata un Garelli che declina la sala stampa: “Mi conosco, meglio che non venga, la stagione è ancora lunga e voglio continuare ad esserci”. Lo rimpiazza, davanti ai taccuini, un cavalleresco ds Giroldi: “Complimenti a Piacenza che nel secondo tempo l’ha voluta fortemente coi suoi italiani, quanto ai tecnici non mi era mai capitato di prenderne addirittura 2 in 55”, credo siano stati piuttosto severi e preferisco che le decidano i giocatori”. Il tutto mentre il coach piacentino Andreazza, se non solidarizza, dimostra di capire i “giramenti” di Forlì: “Comprendo il disappunto degli amici Gigi e Mimmo, effettivamente si vorrebbe che le partite venissero giocate dalle squadre e riconosco che prendere dei tecnici nell’ultimo minuto di una partita tutt’altro che cattiva lasci l’amaro in bocca a chi li subisce”.
Doveva essere la partita degli americani, nella sfida tra le coppie grossomodo più forti (in teoria i piacentini, finora in pratica i forlivesi) del girone: in realtà è perlopiù la partita degli italiani. Gli Usa verranno fuori appena appena nel finale, Blackshear e Crockett con qualche fiammata, Jones con una manciata di zampate stile “Fà la cosa giusta”, mentre Hasbrouck marca visita pressochè del tutto. Il cuore pulsante del match è di marca italiana, con i romagnoli che eccellono nel corso di un autorevole primo tempo (Rotondo e Infante sono non pronti ma prontissimi e Paolin è in una delle sue serate di adorabile gazzuria), in cui Forlì attacca bene e difende pure meglio, sta sempre avanti, con la sensazione che con una registratina ulteriore si potrebbe ‘andar via’ nel vero senso della parola. Tipo quando Ferri, a metà del 2° periodo, sbaglia al termine di un giro-palla perfetto il più semplice dei sottomano che varrebbe il +13 e invece vado-sul-ferro-vado-sul-tabellone-? la palla esce e Piacenza ovviamente segna da 3 sull’azione successiva.
Chiuso comunque serenissimamente sul +11 il primo tempo, all’inversione dei campi è del tutto diversa la musica dentro la tensostruttura piacentina. E dopo un paio di promettenti sms alla partita di Rotondo che mandano l’Unieuro sul +14 massimo vantaggio, comincia il fade-away forlivese e la lievitazione degli italiani piacentini. Se Raspino e Rossato sono positivi, i motivatissimi Borsato e Luca Infante sono addirittura eccellenti. I due veterani suonano la carica e per l’Unieuro sono momenti complicati: s’inceppano gli attacchi e i transfughi di Casalpusterlengo con una laboriosa e carsica opera di risalita prima avvicinano, poi sorpassano. Due triple di Borsato e quella di Raspino valgono il sorpasso Piacenza 44-43, cui Blackshear replica con un 2+1 che rimette avanti l’Unieuro prima della parità totale del 30′ (48-48).
Ultimo quarto che comincia nel peggiore dei modi: Borsato con la millesima tripla vuol far pentire la Pallacanestro 2.015 di non averlo preso a sè, poi grida vendetta la stoppata annullata con susseguente buononcanestro sulla stoppata super-regolare di Crockett ai danni di Rossato che fa imbufalire Garelli, nella circostanza “ammonito” dalla terna. La realtà è che Forlì in questo secondo tempo sembra non esserci più, al di là di qualche fiammata di Blackshear tamponata dalle iniziative finalmente brillanti di Bobby Jones. Per la verità, a 5′ dalla sirena, con Pierich che esce zoppicando per la solita noia tendinea e il 59-52 tripla di Luca Infante con esultanza alla Tardelli, sembra proprio finita. E invece torna la difesa, Crockett (due fiammate improvvise) e Vico sulla sirena dei 24” danno il 7-0 che rianima l’Unieuro che impatta a 120″. Sembra tutto pronto per un nuovo finale da cuore in gola. E invece è solo un finale da fischietto in bocca.
Comunicato a cura di Ufficio Stampa Pallacanestro Forlì
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