Avellino, Alberani: "Nessuna frenesia, ci muoveremo dopo la decisione di Ragland''

Nicola Alberani è intervenuto a “Cestisticamente Parlando”, il magazine di Radio PRIMARETE Caserta (95.00 Mhz F.M. e in streaming su www.radioprimarete.it) in onda ogni martedì dalle 19.35 (e in replica ogni giovedì alle 0.05 e in podcast sulla pagina FB “Cestisticamente Parlando – Radioprimarete” e sul canale YouTube “Cestisticamente Parlando”) e condotto da Francesco Gazzillo, Rosario Pascarella, Mario della Peruta ed Eugenio Simioli (con la regia di Imma Tedesco).
La costruzione della Scandone 2017/2018 parta dalla conferma o meno di Ragland…
“Esatto, Joe ha tante offerte, è stato il giocatore attorno al quale abbiamo costruito la squadra di quest’anno. E’ ovvio che, venendo a mancare lui, verrebbe a mancare il perno e il presupposto tecnico di questo gruppo che ha fatto bene e tutto andrebbe ripensato. In questo momento siamo un po’ fermi su tutto per via anche delle finali in corso”.
L’eliminazione in semifinale, alla luce dell’impresa di Trento, ha dato forse la sensazione di aver lasciato per strada un’occasione importante…
“A dire la verità non più di tanto perché, avendo perso 8 volte su 10 contro Venezia, uno se ne fa anche una ragione! Loro sono dentro il televisore, mentre noi siamo davanti. Credo che sia giusto che sia andata avanti la squadra più lunga, più completa e che ha dimostrato durante l’anno di meritare una posizione in più in classifica ed un miglior piazzamento in Champions League”.
Siete pentiti della scelta fatta quest’anno di disputare la Champions League?

 
“No, non ci sono motivi per esserlo, credo che la CL sia una grande competizione, a noi interessa costruirci un ranking all’interno della FIBA Champions League, quindi credo che sia stata la scelta corretta poiché ci interessa giocare più partite possibili; inoltre, la formula della Champions ti consente, qualora non fosse andata bene la regular season, comunque di andare avanti. Penso che sia stata fatta una scelta ponderata, ma assolutamente convinta”.
Che differenza sostanziale c’è tra il disputare la Champions o l’Eurocup?
“Innanzitutto c’è una differente gestione dei costi inerente i diritti televisivi, gli arbitri, la piattaforma di Live Basketball dà un grande servizio a livello qualitativo di audio, video, commento, ci sono dei premi d’avanzamento, il premio iniziale è diverso e si gioca una partita in più, quindi vuol dire un incasso in più. Questi sono aspetti che piacciono molto ai nostri sponsor e alla nostra proprietà. Per i giocatori americani, una coppa vale l’altra, c’è l’Eurolega e poi tutto il resto”.
Una possibile obiezione potrebbe essere sul livello delle squadre partecipanti alle due competizioni…
“Non penso ci sia tutta questa differenza di prestigio dei blasoni perché è vero che squadre come Avellino o Venezia non hanno il blasone di squadre come Valencia o Malaga, ma è pur vero che in Champions hanno giocato il Banvit campione di Turchia, il Monaco campione di Francia, Tenerife è stata nei primi tre posti della Liga ACB per tantissimo tempo e ha vinto la CL quest’anno. Sul campo forse il paradosso è che le squadre di Champions erano più forti, o comunque hanno dimostrato di valere tranquillamente come quelle di Eurocup”.
Il mercato di Avellino? Si parla di De Nicolao…
“De Nicolao è un giocatore molto interessante, ma è ancora un giocatore di un’altra squadra, quindi non ne parlo. Posso dire che sarà una lunga estate per i tifosi di Avellino, mai come quest’anno il mercato sarà lungo, però credo che abbiamo le idee piuttosto chiare, abbiamo le nostre priorità di scelta, non ci scomponiamo di fronte ad offerte che arrivano ai nostri giocatori, cerchiamo di fare il nostro percorso in base alle cose che riteniamo essere più o meno importanti. Non ci facciamo prendere dalla frenesia, ci sono dei giocatori che consideriamo e che controlliamo, però ad esempio con Levi Randolph e Shawn Jones che hanno raggiunto accordi con altre squadre non potevamo intervenire a quei livelli, gli auguriamo il meglio. Abbiamo le nostre priorità, i contratti annuali che facciamo firmare sono il bello e il brutto del mercato anche per questo, perché possiamo rielaborare la struttura, ma ciò che conta è la contestualizzazione del giocatore. Il gruppo di quest’anno era improntato su Ragland. Sapere se c’è o non c’è Joe cambia il colore e il sapore di tutto il resto del gruppo, quindi bisogna avere un po’ di pazienza, ma abbiamo le idee chiare”.
Come l’anno scorso, partirete dal cercare italiani di livello?
“L’anno scorso siamo partiti cercando sul mercato giocatori italiani sapendo di poter contare su Ragland, Green e Leunen. Quest’anno non sappiamo se questa cosa sarà ancora possibile, abbiamo cercato di mantenere intatta l’ossatura con Cusin al posto di Cervi e di potenziarla con l’innesto di Zerini. Può darsi che quest’anno potremmo cambiare tutto, anche per quanto riguarda le possibili conferme, ci vuole un po’ di pazienza”.
Il budget della prossima stagione sarà lo stesso usato quest’anno?
“Dobbiamo ancora confrontarci con la proprietà, però credo che sostanzialmente non ci saranno variazioni”.
L’eventuale conferma di Logan dipenderà da quella di Ragland o sarà un’alternativa?
“Pensiamo che Logan sia un grande campione, ma ancora una volta pensiamo che sia importante la contestualizzazione. E’ un giocatore che dà il meglio in alcuni incastri difensivi e com’era contestualizzato benissimo con Ragland o con Dyson, magari non può esserlo allo stesso modo con giocatori più piccoli dove si potrebbe avere una mancanza di fisicità. Un giocatore con il quale si incastrerebbe perfettamente è Dominique Johnson, per fare un esempio. Occhio anche al mercato delle altre squadre come Torino… Ha preso un signor allenatore come Banchi, hanno giocatori molto importanti che tutti vogliono come Jamil Wilson, sono in grado di prendere dei nomi importanti, hanno una buona base di italiani. Io la reputo come una squadra che mira sicuramente ad una delle prime 4 posizioni del prossimo campionato.”

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