Scandone Avellino ko con Nardò. De Gennaro: "Mi aspettavo una squadra molto più aggressiva"

Ancora una sconfitta per la Scandone Avellino che, nella serata di ieri, in uno dei due anticipi della 24° Giornata del Girone D di Serie B, è stata superata al PalaDelMauro per 67-73 dalla Pallacanestro Nardò. Top-scorer di serata per i pugliesi Alessandro Azzaro (16+8 rimbalzi), mentre Andrea Locci (13+6 rimbalzi) spicca negli irpini. Di seguito, le parole di un deluso coach Gianluca De Gennaro.

Partita dai due volti. Purtroppo nel primo e nel terzo quarto, che dovrebbero essere quelli in cui giochiamo con più energia, visto che veniamo dal riscaldamento e dal riposo, entriamo in campo senza la giusta concentrazione e non riesco a spiegarmelo. Poi nel secondo e quarto giochiamo, c’è reazione, c’è difesa, c’è più aggressività, facciamo le cose per bene anche in attacco, muoviamo di più la palla“, spiega l’head coach di Avellino.

Purtroppo siamo a commentare ancora una sconfitta che stasera, sinceramente, non mi aspettavo” – prosegue – “Avevamo bisogno del nostro pubblico, quindi secondo me è stato uno sbaglio far giocare le partite a porte chiuse. Sarebbe stato meglio continuare la sospensione, in attesa che si risolvesse l’emergenza legata al Coronavirus. Detto ciò, però, stasera faccio fatica a commentare questa partita, mi aspettavo tutta un’altra gara, una Scandone molto più cattiva, molto più aggressiva per 40 minuti, visto che adesso non abbiamo più alibi legati all’essere corti nelle rotazioni“.

C’è qualcosa che non va e dobbiamo cercare di capire cosa” – conclude De Gennaro – “Dobbiamo crederci fino alla fine, non è assolutamente finita, abbiamo ancora altre partite da giocare, dobbiamo rimanere uniti, allenarci e lottare fino alla fine, con la speranza di andare a giocarci il tutto e per tutto ai play-out“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.