Bakery Piacenza, il cuore non basta: l'Urania passa per 70-80

Hikkaduwa Urania Milano 70 – 80 Bakery Piacenza (18-24, 36-41, 51-58)

Bakery Piacenza: Magrini 6, Sanguinetti 17, Soragna NE, Rezzano 19, Guerra NE, Tempestini 3, Banti NE, Leonzio 11, Samoggia 14, Bruni, all.Steffè

Urania Milano: Gorla, Motta 14, Sedazzari NE, Ferrarese 11, Restelli 9, Paleari 12, Bartoli 9, Ghiacci 18, Ingrosso 3, Tortù 4, all.Eliantonio

La Bakery Piacenza non da continuità alla vittoria contro Sanve, e cade in casa contro un’ Urania di buonissimo livello che passa per 70-80. L’avvio è stato la chiave per gli ospiti, che hanno tirato con le stesse percentuali delle Bakery, ma hanno aggredito meglio l’inizio partita e scavato un margine di 7-9 punti, che con intelligenza hanno saputo condurre fino al traguardo.

La Bakery ci ha provato con il cuore, ma anche grazie alle assenze di Banti (che è rimasto fermo per una decisione dell’ultimo minuto) e Soragna (che è ancora vittima della distrazione muscolare e che sarà valutato nei prossimi giorni) ha dovuto cedere il passo.

 

Inizio tranquillo al PalaFranzanti, con le due squadre che mettono a referto solo 5 punti (3-2), nei primi 2’. Basta un minuto di sgasate per la Bakery, che con i 4 punti di Rezzano, scappa subito sul 7-3. Milano è pronta, e non solo impatta, ma mette la freccia per il 9-19, con il gioco in post dell’ex Paleari (5) e i punti di Ghiacci (6). La pausa chiamata da coach Steffè non porta consiglio, infatti tra le due avversarie rimangono 10 punti di distacco, sul 14-24. L’ultimo minuto di Piacenza sembra dettare la via per il resto della partita. Un’ottima difesa e un attacco discreto, fanno rosicchiare 4 punti su Milano.

Samoggia per Rezzano, Bruni per Samoggia et voilà, -2, sul 22-24. Non appena la Bakery si rimette in carreggiata arrivano 2 falli tecnici a fermarla. Il primo per Steffè in seguito a proteste, e il secondo a Bruni dopo un contatto. Ferrarese dalla lunetta, rimette 7 lunghezze tra Milano e Piacenza sul 22-29. Al giro di boa del secondo quarto, i falli aumentano, e la partita fatica a prendere ritmo. Nella bolgia del PalaFranzanti, Milano rimane più calma e spartisce bene punti e tiri (con 4 uomini a 6 punti), mentre la Bakery reagisce di pancia: in difesa va a corrente alternata, mentre in attacco si rivolge al totem Rezzano, che arriva con rapidità a 13 segnature. I minuti passsano e i falli aumentano. Due liberi di Ghiacci, portano il punteggio sul 31-38 al 19’. Nell’ultimo minuto è prepotente la marca biancorossa. Sanguinetti da 3, più Rezzano su un assist-cioccolatino di Tempestini fanno chiudere i primi 20’ sul 36-41.

Ad inizio secondo tempo, la difesa Bakery è asfissiante. Milano non segna per i primi 2 minuti e mezzo, fino alla tripla di Restelli, che risponde a quella di Sanguinetti (9) e rimette 5 lunghezze tra le due squadre al 23’. Seguono due minuti di carestia totale, in cui gli errori sono in attacco sono parecchi per ambedue le squadre. Le percentuali da 3 recitano: 5/18 per la Bakery e 3/11 per Milano. Dopo il terzo tecnico, rimediato da Rezzano, per un contatto identico a quello di Bruni, Piacenza torna più volte a -3 con Sanguinetti (12). Però ogni volta l’Urania è caparbia e con Motta e Paleari torna ancora a più 7, sul 46-53. Gli ultimi 2 minuti del quarto per Steffè portano in dote il quintetto piccolo, che riesce a segnare, però paga in difesa, tanto da far chiudere il quarto con le distanze invariate, sul 51-58.

Nel quarto e decisivo parziale, Sanguinetti e Rezzano provano ancora a ricucire lo strappo, però vedono i loro tentativi fermati dai canestri di Ferrarese (11) e Tortù. La Bakery però è dura a mollare e lo sforzo produce la prima tripla di serata per Tempestini e quella di Leonzio (8), che scrivono -2 a tabellone, sul 61-63, al 35’. Motta (11) però, buca ancora la difesa dei biancorossi e insieme a Ghiacci (18), rimette 2 possessi interi di distanza. Leonzio raggiunge la doppia cifra a 11 con una triplona, ma è Paleari a tenere l’Urania sul più 5 al 38’. La tripla di Motta e i liberi di Bartoli, intervallati dal canestro di Samoggia, fanno chiudere la contesa a favore dell’Urania

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