Basket Golfo Piombino, intervista al "guerriero" Salvatore Genovese

Ciao Salvatore e benvenuto a Piombino, in sede di presentazione ti ho definito il nostro straniero, spero tu non abbia frainteso, ma in una squadra dove persino Gigena vive da tempo in provincia ed è oramai è un toscano d´adozione, tu sei l´unico a venire da lontano, non avevi nemmeno mai giocato per una squadra Toscana, come procede il tuo ambientamento, come ti trovi con questi toscanacci come compagni e come trovi la tua nuova città?

-I miei compagni sono simpaticissimi fuori dal campo e disponibili al sacrificio in campo, conosco Edo Persico che è stato mio compagno nelle varie nazionali giovanili e sperimentali, Iardella da avversario quando giocava a Sant´Antimo, Venucci lo scorso anno da avversario nello spareggio di Coppa Italia e Mario perchè varie volte ci siamo incrociati, spesso e volentieri lo chiamo Silvio…per me suo fratello è un grande amico, abbiamo giocato come compagni di squadra a Bologna. Non ho mai giocato in Toscana ma è una terra a cui sono legato, mio papà ha lavorato all´Elba quando ancora era attiva la scuola della Guardia di Finanza, quindi è un ritorno al passato. A Piombino mi sono ambientato bene, anche perchè come a Trapania posso vedere il mare ogni giorno.

Nella tua carriera hai incrociato molti allenatori, hai qualcuno a cui ti senti particolarmente legato, qualcuno che ha inciso in modo particolare sulla tua crescita umana e professionale ?

-Il primo allenatore che ha inciso è stato mio papà, punto di riferimento in campo e fuori dal campo. Pasquale Iracà che mi portó a Messina e mi fece esordire in serie A. A Varese Tarcisio Vaghi e Ruben Magnano (campione olimpico con l´Argentina e attuale tecnico del Brasile) hanno completato la mia formazione tecnica. Poi Stefano Pillastrini e Alessandro Finelli che mi hanno dato l´opportunità di far parte di squadre vincenti. Infine Massimo Padovano che a Scauri mi rilanció dandomi la possibilità di giocare altre due stagioni ad alto livello a Roseto (A2) e Montichiari (Coppa Italia serie B vinta e finale promozione persa contro la Fortitudo).

Hai dimostrato in campo grande personalità fin dalle prime amichevoli, non ti periti a tirare quando ce n´è l´opportunità e non ti manca la grinta nell´approccio al contatto fisico, quali altre caratteristiche ti distinguono sul campo ?

-Questa è la mia 14esima stagione tra i senior…non sono proprio di primo pelo, sono un agonista e mi piace mettere sotto pressione fisica e psicologica i miei avversari, quindi non ho paura di scontri fisici e verbali.e allo stesso tempo sono un tiratore, sin dai primi anni, anche giocando con compagni di squadra illustri, non ho avuto mai paura di prendermi un tiro, una responsabilità. se vedo l´opportunità mi piace tirare, fare canestro e vincere. Questo non vuol dire che non passo la palla o non difendo, perchè per vincere è necessario e determinante fare anche quello.

Carattere, spirito di squadra e animo guerriero per il nostro Salvatore

Dopo le buone prestazioni con Pielle e Libertas, con Cecina hai avuto molte più difficoltà , è dipeso dalla maggior qualità dell´avversario, da situazioni tattiche non idonee o da una condizione non ancora al top ?

-Sono amichevoli prestagionali, che valgono poco o niente. È da 3 settimane che lavoriamo con una squadra nuova, dobbiamo conoscerci e imparare a giocare insieme. Sono un giocatore di sistema che deve essere innescato, Cecina è una squadra aggressiva che ci ha messo in difficoltà nella costruzione del gioco, ma credo che la mia e la nostra prestazione sia stata condizionata dai carichi di lavoro e non dalla bravura degli avversari. Infine credo sia difficile giudicare una partita non terminata, negli ultimi minuti loro sono calati e noi stavamo recuperando…bastavano 2 recuperi e 2 bombe per vincerla.

Non so se ti sei fatto un idea delle avversarie che andremo ad affrontare in questo campionato, ma pare che dietro le quattro favorite Forlì ,Cento, Piacenza e Cecina, la lotta per posti restanti ai play/off sarà serratissima, molte squadre si equivalgono, cosa secondo te può fare la differenza, quali ritieni i fattori più determinanti ?

-Io credo che possiamo vincere e perdere con tutti, sarà un campionato duro dove la determinazione fisica e mentale sarà fondamentale per uscire dal mucchio. Perchè non hai inserito Piombino tra Cecina, Forlì, Piacenza e Cento ?

Ecco, già gli appassionati piombinesi conoscendoti si aspettano molto da te, dopo questa domanda che mi hai posto si aspetteranno ancora di più, hai le spalle sufficientemente grandi per sostenere queste aspettative e cosa ti senti di dire ai tuoi nuovi tifosi?

-Io non posso promettere la luna, ma posso promettere che daró più del 100%, in allenamento e in partita. E sono convinto che faranno lo stesso tutti i miei compagni di squadra. Invito i tifosi a sostenerci nella buona e nella cattiva sorte, perchè attraverseremo momenti buoni e momenti meno buoni, ma solo se facciamo squadra passeranno velocemente i momenti meno buoni e potremo godere di quelli buoni.

Grazie Salvatore

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